Il contributo dell’Università di Catania nel comitato scientifico in un’alleanza virtuosa tra formazione, patrimonio e comunità
Il Museo Diocesano di Acireale inaugura una nuova e significativa stagione culturale rafforzando il proprio legame con il mondo universitario attraverso la nuova formazione del Comitato scientifico, che accoglie al suo interno diversi studiosi e studiose afferenti all’Università di Catania.
Una scelta che testimonia la volontà dell’istituzione museale di investire nella ricerca, nella qualità scientifica e nel dialogo con i percorsi di alta formazione, valorizzando competenze maturate in ambito accademico e mettendole al servizio del territorio.
A guidare questo percorso è il direttore del Museo Diocesano, don Antonio Agostini, dottorando di Scienze per il patrimonio e la produzione culturale del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, figura centrale nel coordinamento delle attività scientifiche e culturali della struttura museale. Accanto a lui operano giovani ricercatrici e ricercatori, dottorande dell’ateneo catanese, coinvolte attivamente nella progettazione e realizzazione delle iniziative espositive.
Il Comitato scientifico del Museo Diocesano di Acireale accoglie nomi prestigiosi nel panorama accademico nazionale e offre anche spazio alle nuove generazioni di ricercatori.

Un momento dell'intervento di don Antonio Agostini
A far parte del Comitato scientifico – oltre al direttore del museo, don Antonio Agostini - Giulia Arcidiacono, Lucia Arcifa, Germana Barone, Tancredi Bella, Claudia Guastella, Daniele Malfitana, Barbara Mancuso, Grazia Nicotra, Rosalba Panvini, Stefania Rimini, Federica Maria Chiara Santagati, Angela Scialfa e Marilisa Yolanda Spironello dell’Università di Catania, Salvatore Anselmo, Maria Concetta Di Natale, Sergio Intorre e Giovanni Travagliato dell’Università di Palermo.
E, inoltre, Patrizia Dragoni dell’Università di Macerata, l’archeologa Simona Barberi, Francesco Calì dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale, Francesca Capanna dell’Istituto Superiore per la Conservazione e per il Restauro di Roma, la storica dell’arta Carmela Cappa, Giovanni Mammino dello Studio Teologico San Paolo di Catania, Adriano Napoli della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Un gruppo di lavoro che unisce esperienza scientifica e formazione in corso, favorendo un approccio dinamico e aggiornato allo studio e alla comunicazione del patrimonio storico-artistico.

Il comitato organizzativo della mostra, da sinistra Grazia Nicotra, don Antonio Agostini, Simona Postiglione, Carmela Cappa
La mostra “Giuseppe Sciuti e la visione celeste. Disegni e dipinti per il sacro”
Il primo progetto che nasce da questa rinnovata sinergia è la mostra Giuseppe Sciuti e la visione celeste. Disegni e dipinti per il sacro, curata dal direttore del Museo Diocesano, don Antonio Agostini, e la dott.ssa Carmela Cappa, in cui hanno lavorato attivamente le dottorande Grazia Nicotra e Marilisa Yolanda Spironello, del dottorato in Scienze per il patrimonio e la produzione culturale del Disum, in sintonia con il referente comunale prof.ssa Simona Postiglione, presidente della Commissione consiliare del comune di Acireale.
La mostra – visitabile fino al 17 febbraio al Museo Diocesano di Acireale in mons. Genuardi - è promossa dal Comune di Acireale, dalla Diocesi di Acireale e dall’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici e si inserisce idealmente nel solco delle iniziative che, a conclusione dell’anno giubilare, mirano a rafforzare il legame tra la città e i suoi Luoghi del Sacro, come la Cattedrale e la Basilica di San Sebastiano, in prossimità dei festeggiamenti dedicati al santo patrono.
Il percorso espositivo propone un nucleo di opere di straordinario valore, molte delle quali presentate per la prima volta al pubblico: i disegni preparatori per la volta della Cattedrale Maria SS.ma Annunziata di Acireale, il disegno della tovaglia per la cappella di Santa Venera nella Basilica Cattedrale, i disegni per la Cappella Scammacca, tutti conservati all’interno dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici.

In foto da sinistra il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, il vescovo Antonino Raspanti e Michelangelo Patanè (presidente dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafini) mentre visitano la mostra guidati dalla dott.ssa Carmela Cappa
A questi si affiancano bozzetti, cartoni preparatori e il celebre dipinto ad olio Io sono la luce del mondo, consentendo di seguire passo dopo passo l’iter creativo dell’artista. Uno spazio è riservato anche all’allievo Primo Panciroli. Si aggiungono opere di collezionisti privati, di artisti coevi allo Sciuti.
L’esposizione offre così ai visitatori l’opportunità di comprendere il processo che conduce dall’idea al progetto, dallo studio grafico al trasferimento sull’intonaco mediante cartoni e spolvero. Un’esperienza che non è soltanto estetica, ma anche didattica, pensata per rendere il pubblico – e in particolare le giovani generazioni coinvolte attraverso le istituzioni scolastiche – consapevole di essere custode di un Patrimonio comune.
Al centro della mostra emerge la figura di Giuseppe Sciuti (Zafferana Etnea, 1834 – Roma, 1911), artista profondamente legato al territorio acese, capace di coniugare la tradizione artistica siciliana – i mosaici delle cattedrali normanne – con un linguaggio moderno e personale. Nelle opere sacre realizzate ad Acireale, Sciuti restituisce una visione del Cielo intensamente umana, popolata di Santi e figure che, pur immerse nella dimensione del trascendente, conservano una forte carica emotiva e compassionevole. Una religiosità limpida, priva di retorica, che riflette una profonda sensibilità culturale e spirituale.

Alcuni momenti della visita guidata a cura della dott.ssa Carmela Cappa
L’approfondimento scientifico della mostra
L’inaugurazione della mostra è stata preceduta dalla conferenza di presentazione nella Sala Conferenze dell’Archivio Storico Diocesano, un momento di confronto e approfondimento scientifico.
L’incontro moderato dalla dott.ssa Grazia Nicotra e curato dagli storici dell’arte Daniela Vasta e don Antonio Agostini, ha proposto una lettura critica dell’opera di Sciuti nel contesto della pittura sacra tra Otto e Novecento, soffermandosi sul delicato equilibrio tra realtà e simbolo.
Alla conferenza ha preso parte anche il dott. Marco Cavallaro, dottorando del Disum in Scienze per il patrimonio e la produzione culturale, invitato per il suo contributo interdisciplinare come geografo culturale su una proposta di itinerario dello Sciuti nel territorio etneo, con l’Etna come simbolo ricorrente nelle sue opere, così da offrire ulteriori chiavi di lettura sul rapporto tra arte, spazio sacro e identità collettiva. Un’occasione che ha messo in luce, ancora una volta, il valore del dialogo tra diverse competenze maturate all’interno dell’Università di Catania.

Un momento della conferenza moderata da Grazia Nicotra, accanto Marco Cavallaro, e Daniela Vasta, funzionario del Ministero della Cultura
«Il Museo Diocesano – ha sottolineato il direttore don Antonio Agostini – vuole essere sempre più un luogo di ricerca, formazione e condivisione, capace di accogliere il contributo dell’università e di restituirlo alla comunità».
La dottoranda Grazia Nicotra, coinvolta anche nell’organizzazione della mostra, ha evidenziato come «questo progetto rappresenti un banco di prova concreto per applicare le competenze acquisite durante il percorso di formazione».
Per Marilisa Yolanda Spironello del Disum, infine, «lavorare in un contesto museale strutturato permette ai giovani ricercatori di confrontarsi con la complessità reale della curatela, dalla ricerca d’archivio alla comunicazione al pubblico».
La mostra Giuseppe Sciuti e la visione Celeste si configura così non solo come un importante evento espositivo, ma anche come un esempio virtuoso di collaborazione tra l’Università di Catania e istituzioni culturali, in cui la formazione universitaria diventa motore attivo di valorizzazione del patrimonio e di crescita culturale condivisa.

In foto da sinistra mons. Antonino Raspanti, Marco Cavallaro, Grazia Nicotra, Michelangelo Patanè (presidente dell'Accademia degli Zelanti e dei Dafnici), Simona Postiglione (presidente della commissione consiliare Cultura del Comune di Acireale), dott.ssa Daniela Vasta, Roberto Barbagallo (sindaco di Acireale), Salvatore Coco (assessore alla Cultura del Comune di Zafferana), don Antonio Agostini


