Il pesce scorpione riappare lungo le coste italiane. Nuova invasione biologica?

Il parere degli esperti sulla colonizzazione di alcune aree del Mediterraneo

Alfio Russo

Il pesce scorpione ha già colonizzato i settori più orientali del Mediterraneo e si sta velocemente espandendo verso ovest, favorito dal riscaldamento delle acque. In Italia, la specie aliena lessepsiana (entrato dal Canale di Suez) è stata segnalata per la prima volta nel 2016, nella Sicilia sud-orientale. 

Si tratta di una tra delle specie più invasive al mondo, conosciuta anche per aver invaso gran parte delle coste Atlantiche occidentali con imponenti impatti sull’ecosistema marino. 

Tuttavia il Pterois miles è commestibile e possiede carni pregiate, ma è pericoloso maneggiarla per via delle lunghe spine velenose, molto lunghe e sottili, presenti sulle pinne dorsale, anale e pelviche. 

La puntura delle spine, infatti, può arrecare seri danni a chi la subisce, in rari casi porta al decesso. Il veleno si mantiene attivo dalle 24 alle 48 ore dopo la morte del pesce, per cui la pericolosità delle specie resta elevata anche su esemplari morti da diverse ore, quindi riscontrabili anche sui mercati del pesce.

Il pesce scorpione avvistato lungo le coste calabre (foto di Wolfgang Poelzer)

Il pesce scorpione avvistato lungo le coste calabre (foto di Wolfgang Poelzer)

Gli avvistamenti lungo le coste calabresi

Due esemplari di questa specie aliena originaria del Mar Rosso, sono stati avvistati e documentati in acque calabresi: il primo è stato catturato pochi giorni fa in località Le Castella nel Crotonese da pescatori professionisti alla profondità di circa 24 metri ed è stati segnalato dall’Associazione Isola Ambiente Apnea; il secondo è stato avvistato e fotografato il 25 giugno durante un’immersione ricreativa lungo le coste di Marina di Gioiosa Ionica nel Reggino, dal subacqueo austriaco Wolfgang Poelzer a circa 12 metri di profondità, e pervenuto al progetto AlienFish grazie alla preziosa collaborazione dello scienziato cittadino Nino Martino, pescatore professionista calabrese appassionato di fauna marina. 

Preziose informazioni sono anche state fornite da Roberta Eliodoro, responsabile del diving che ha ospitato il fotografo austriaco autore delle foto.

Gli avvistamenti sono stati prontamente segnalati a Ispra, alla Capitaneria di Porto di Crotone e al progetto AlienFish dell’Ente Fauna Marina Mediterranea coinvolti insieme al Cnr-Irbim nella campagna di allerta denominata Attenti a quei 4! 

Il pesce scorpione avvistato lungo le coste calabre (foto di Wolfgang Poelzer)

Il pesce scorpione avvistato lungo le coste calabre (foto di Wolfgang Poelzer)

Il parere degli esperti

«Il pesce scorpione rappresenta una delle specie ittiche aliene mediterranee che attualmente ci preoccupa di più. Questa specie, infatti, è riuscita in pochi anni a colonizzare in modo massiccio molte aree del mediterraneo orientale, nella vicina Grecia è già facile osservarlo e purtroppo lo stesso scenario è quello che potremmo avere in un futuro prossimo in Italia» spiega Francesco Tiralongo, responsabile del progetto AlienFish e ricercatore all’Università di Catania, dove conduce i suoi studi relativi alle invasioni biologiche in ambienta marino. 

«Attualmente sono in corso azioni di eradicazione in alcune nazioni mediterranee, tuttavia, a quanto pare, poco efficaci. La situazione preoccupa, ma non occorre fare inutili allarmismi» conclude Tiralongo. 

«Quello che possiamo fare è contare nella collaborazione dei cittadini, nella citizen science, grazie a cui siamo riusciti ad avere queste due interessanti segnalazioni. La segnalazione precoce di specie aliene ci da la possibilità di pensare già durante le prime fasi di colonizzazione alle strategie più adatte a contenere le esplosioni di queste specie invasive» aggiunge Ernesto Azzurro, referente per il progetto dell’Irbim-Cnr. 

«Fortunatamente la situazione nei mari italiani è ancora sotto controllo, ad oggi non abbiamo nessuna conferma sulla presenza di una popolazione stabile» ci tengono a precisare Luca Castriota e Manuela Falautano dell’Ispra. 

«La specie è esplosa sinora solamente nel bacino mediterraneo orientale, ma le poche segnalazioni avvenute sinora in acque italiane non devono farci abbassare la guardia, per questo chiediamo l’aiuto dei cittadini per raccogliere eventuali nuove segnalazioni che ci permetteranno di intervenire nel modo più efficace» concludono i ricercatori dell’Ispra.

Francesco Tiralongo

Il ricercatore Francesco Tiralongo dell'Università di Catania

La campagna Attenti a quei 4!

Il pesce scorpione, insieme con il pesce palla maculato e ai pesci coniglio, è oggetto della campagna Attenti a quei 4! patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero della Salute e dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto - con la collaborazione di Ispra, Cnr ed il progetto AlienFish.

Nell’ambito della campagna i ricercatori dell’Ispra, del Cnr-Irbim e di Ente Fauna Marina Mediterranea (Progetto AlienFish) invitano tutti i pescatori, i subacquei e chiunque abbia osservato o catturato uno di questi pesci in acque italiane ad inviare eventuali foto e video via WhatsApp al numero dedicato +393204365210 o attraverso il gruppo Facebook Oddfish utilizzando l'hashtag #Attenti4

Maggiori informazioni sulla campagna Attenti a quei 4! sono disponibili sui siti dell’Ispra e del Cnr con la collaborazione dell’Ente Fauna Marina Mediterranea e sul gruppo Fauna Marina Mediterranea, gruppo scientifico dedicato alla segnalazione e riconoscimento di pesci “strani”.

Contatti e informazioni

Ispra – Referenti Manuela Falautano e Luca Castriota; Ufficio Stampa stampa@isprambiente.it, Cristina Pacciani e Alessandra Lasco

Cnr-Irbim – Referente Ernesto Azzurro; Ufficio stampa: Emanuele Guerrini e Marco Ferrazzoli 

Ente Fauna Marina Mediterranea (Progetto AlienFish) – Referente Francesco Tiralongo