Alla Gam di Catania la personale dell’artista. Cinquanta paesaggi in dialogo con la poesia
In mostra cinquanta paesaggi, dal 2009 ad oggi, riletti dal “gesto” pittorico di Antonio Recca, artista di grande rigore nella sua continua ricerca estetica, che per anni ha vissuto e lavorato a Milano e all’estero spaziando dall’arte, alla moda, al design.
Una contaminazione di generi e linguaggi espressivi dei quali l’artista coglie la trasversalità e la complementarità: la materia si stratifica e si assottiglia, la luce diventa principio poetico fino a trasformare l’astrazione in una geografia interiore dove emerge la bellezza di ambienti naturali e non antropizzati che diventano paesaggi esemplari grazie alla lettura visionaria e intima dell’artista etneo.
Una mostra immersiva, quella di Antonio Recca, intitolata Il silenzio del gesto. Nel punto esatto in cui mi perdo comincio a sentire, che è stata inaugurata nei giorni scorsi alla Galleria d’Arte Moderna di via Castello Ursino di Catania, dove la pittura – astratta, rarefatta - si intreccia alla poesia di autori come Consolo, Attanasio, Cannizzo, Cuevas, Burgaretta e Segantini.

Alcune opere in esposizione
Un racconto che procede in parallelo e, sottovoce, restituisce forma e voce a quello struggimento dell’anima che da sempre l’Uomo prova davanti alla Natura.
Organizzata insieme con il Comune di Catania, che la ospita con ingresso libero fino al 12 aprile negli spazi espositivi della Gam, la mostra di Antonio Recca vede la curatela di Giacomo Fanale.
Centinaia i visitatori che, nella serata inaugurale, si sono avvicendati nelle sale della GAM. Ad accoglierli, insieme con l’artista, Carmela Costa, collaboratrice del sindaco Enrico Trantino.
Alla mostra sono abbinati quattro appuntamenti, sempre gratuiti, con la scrittura e la creatività, la musica live e la poesia. Sabato 21 marzo (alle 16) con Libreria Prampolini workshop di scrittura introspettiva per adulti con l’autrice Erica Donzella, mentre l’indomani, alle 11) laboratorio creativo per bambini con Laura La Rosa; domenica 29 (dalle 18 alle 20) performance del musicista e cantautore Kaballà: con il liuto cantabile di Mauro Palmas. Lunedì 30 marzo reading di poesia alle 18.30. Visite dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

In foto da sinistra Rita Botto, Carmela Costa, Carmelo Stompo e Antonio Recca
Il progetto editoriale del volume “Il silenzio del gesto”
Completa il progetto espositivo, curato da 2LAB Studio, un prezioso volume che raccoglie le opere degli ultimi venti anni dell’autore: non un libro, non un catalogo, ma un raffinatissimo strumento narrativo e sensoriale della poetica di Antonio Recca. Lo compongono una sequenza di immagini senza didascalie, interrotte da pause e cambi di ritmo, fino al testo di chiusura dell’artista. Testo critico del curatore Giacomo Fanale, progetto grafico di Carmelo Stompo (edizioni 2LAB Publish).
La sovracoperta introduce un primo livello di lettura — un filtro, una soglia — e il momento in cui viene rimossa diventa parte dell’esperienza: si scopre una copertina più minimale, “nuda”, come se il libro chiedesse al lettore di attraversarlo senza appigli, affidandosi solo a materia, ritmo e silenzio.
Il progetto prevede 12 sovracoperte, concepite come frammenti unici che, insieme, compongono un’opera: ogni esemplare non è solo un libro, ma una piccola opera a sé. “In quel paesaggio non cerco di rappresentare: cerco di raggiungerlo”, scrive Recca, indicando il cuore del progetto: perdere l’orientamento per far emergere una forma di presenza più profonda.

Una visitatrice presente alla mostra di Antonio Recca