Magia, eleganza, tecnica ed emozione nel viaggio coreografico interpretato da Amilcar Moret Gonzalez e Virginia Tomarchio
È andato in scena al Teatro Metropolitan lo spettacolo Sogno di una notte di mezza estate, balletto ispirato alla celebre pièce teatrale shakespeariana.
L’opera è articolata in due atti e sei scene. La partitura musicale fu composta da Felix Mendelssohn Bartholdy nel 1842 ed eseguita per la prima volta l’anno successivo, al Neues Palais di Potsdam (Germania). Oltre cento anni dopo, l’opera venne coreografata per la prima volta da George Balanchine e debuttò a gennaio del 1962 a New York. Questa rappresentazione segnò la nascita della prima versione coreutica completa del balletto.
A partire da questo allestimento, numerosi coreografi hanno proposto nel corso degli anni nuove interpretazioni dell’opera, offrendo letture differenti della trama, dei personaggi e dell’ambientazione, fino ad arrivare a quella coreografata da Yaroslav Ivanenko, andata in scena al Metropolitan. Conseguentemente, oggi esistono diverse versioni di Sogno di una notte di mezza estate, ciascuna caratterizzata da scelte stilistiche e coreografiche proprie, pur mantenendo il legame di partenza con la musica di Mendelssohn e con il testo di Shakespeare.
Ma soffermiamoci sulla trama. Ad Atene sono in corso i preparativi per le nozze tra Teseo (Amilcar Moret Gonzalez) ed Ippolita (Virginia Tomarchio), sovrana delle amazzoni. In questo contesto, Egeo (Adonis Corveas Martinez) si presenta al cospetto di Teseo, accompagnato dalla figlia Ermia (Leisa Martínez Santana) e dai suoi due pretendenti, Lisandro (Didar Sarsembayev) e Demetrio (Alexey Irmatov), chiedendo al duca di pronunciarsi sulla vicenda.
La giovane ama sinceramente Lisandro ed è da lui ricambiata, mentre rifiuta categoricamente l’idea di sposare Demetrio. Sebbene i due giovani godano di pari prestigio sociale, di considerevole ricchezza e buona reputazione, Egeo favorisce Demetrio e non si lascia convincere dalle richieste della figlia. Secondo la legge di Atene, Ermia dovrà scegliere tra il matrimonio impostole dal padre, la reclusione in convento per tutta la vita oppure la condanna a morte. Anche Teseo sostiene che la ragazza debba sottomettersi alla volontà paterna.
Terminata l’udienza, Ermia e Lisandro decidono di fuggire insieme durante la notte. I due si danno appuntamento nel bosco situato fuori la città, con l’intenzione di allontanarsi da Atene e sposarsi, lontani dall’autorità di Egeo. Ermia rivela il loro progetto alla sua amica Elena (Sabina Faskhi), che in passato era stata amata da Demetrio prima che quest’ultimo si invaghisse di Ermia. Sperando di riconquistare il favore dell’uomo che ama, Elena gli svela il piano dei fuggitivi. Demetrio, deciso a inseguire la coppia, parte immediatamente con l’intenzione di riprendersi Ermia; Elena lo segue nel tentativo di attirare nuovamente l’attenzione di lui e far sì che si innamori di nuovo di lei.

I protagonisti Gonzalez e Tomarchio sulla scena
Il bosco nel quale si dirigono non è, però, un luogo qualunque: si tratta del regno delle fate, uno spazio magico e misterioso in cui si intrecciano altre vicende. Qui, Oberon (Amilcar Moret Gonzalez) e Titania (Virginia Tomarchio), sovrani del mondo fatato, sono in conflitto per ottenere la custodia del figlio di una donna mortale, amica di Titania. La regina vorrebbe tenere il bambino con sé, mentre il marito vorrebbe fare di lui il proprio paggio.
Per ottenere ciò che desidera, Oberon incarica il folletto-cupido Puck (Keiko Yamamoto) di raccogliere una viola del pensiero, dotata di poteri magici. Il succo del fiore, versato sugli occhi di una persona addormentata, la farà innamorare della prima creatura che vedrà al risveglio. Oberon intende utilizzarlo su Titania affinché, distratta dall’amore, gli consegni il bambino senza opporre resistenza.
Mentre attende il ritorno di Puck, Oberon osserva una discussione tra Elena e Demetrio e, impietosito dalla sofferenza della giovane, ordina al folletto di usare il medesimo incantesimo su Demetrio affinché torni ad amarla. Puck, tuttavia, commette un errore e versa il succo sugli occhi di Lisandro. Quando il giovane si risveglia e vede Elena, se ne innamora perdutamente, provocando il dolore e lo smarrimento di Ermia.
Nello stesso bosco si trovano anche alcuni attori di Atene, impegnati nelle prove di uno spettacolo destinato ad intrattenere gli ospiti durante le nozze di Teseo e Ippolita. Infastidito dalla loro presenza vicino al luogo in cui Titania riposa, Puck decide di burlarsi di loro; trasforma così la testa di uno di questi, Bottom, in quella di un asino. I suoi amici, terrorizzati dal nuovo aspetto dell’uomo, fuggono via, mentre Bottom è convinto che stiano cercando di spaventarlo con uno scherzo. Sarà proprio lui la prima creatura che Titania vedrà al suo risveglio e della quale si innamorerà per effetto dell’incantesimo.

Un dettaglio della scenografia e delle luci
Poco dopo, Oberon scopre l’errore di Puck ai danni delle coppie innamorate e gli ordina di condurre Elena nel luogo in cui si trova Demetrio e di applicare il succo magico sugli occhi di quest’ultimo. Il risultato è che sia Lisandro che Demetrio sono adesso innamorati perdutamente di Elena. Quest’ultima, tuttavia, è convinta che i due si stiano burlando di lei, poiché fino a poco prima nessuno dei due mostrava interesse nei suoi confronti. Quando Ermia si rende conto che Lisandro corteggia la sua amica, tra le due ragazze nasce una lite. Oberon attribuisce il caos che si è creato alla malizia del burlone Puck, ma questi gli spiega di essersi semplicemente sbagliato. Il re delle fate gli ordina quindi di porre rimedio definitivo alla situazione.
Puck avvolge il bosco in una nebbia incantata che separa i quattro giovani e li induce al sonno. Una volta addormentati, versa sugli occhi di Lisandro il succo di un’altra erba magica, capace di annullare l’incantesimo precedente. Al risveglio, Lisandro torna ad amare Ermia come prima.
Nel frattempo, Titania incontra Oberon. Avendo finalmente ottenuto il bambino che desiderava, il re delle fate decide di liberare anche la moglie dall’incantesimo. Puck restituisce inoltre a Bottom il suo aspetto umano. Con l’avvicinarsi dell’alba tutte le vicende giungono al loro epilogo: Oberon e Titania si riconciliano, mentre i quattro giovani tornano a formare le coppie originarie, Ermia con Lisandro ed Elena con Demetrio.
Il giorno seguente, Teseo ed Ippolita ricevono le due coppie di innamorati. Dopo aver ascoltato il loro racconto, Teseo decide che essi potranno sposarsi nello stesso giorno in cui verranno celebrate le sue nozze con Ippolita. Quando Egeo arriva, dopo una notte trascorsa alla ricerca della figlia, non può fare altro che accettare la situazione: Demetrio ormai ama un’altra, mentre Ermia e Lisandro insistono nel coronare il loro sogno d’amore.
Si celebrano, quindi, tre matrimoni. Nel palazzo che ospita le nozze, Teseo sceglie di assistere allo spettacolo degli attori, convinto che una messa in scena realizzata con tanta dedizione meriti attenzione. Inoltre intuisce che la rappresentazione possa risultare particolarmente divertente. Ha così inizio una rappresentazione nella rappresentazione: gli attori mettono in scena una versione goffa e comica della tragedia di Piramo e Tisbe, nella quale compaiono persino interpreti incaricati di rappresentare il leone, il chiaro di luna e il muro che separa i due amanti.
L’esito è una parodia irresistibile che diverte enormemente gli spettatori, compreso Teseo, il quale ricompensa con fragorosi applausi gli attori per il loro impegno.
Dopo un numero d’insieme che vede le tre coppie, unite ad altre, volteggiare sul palco, la scena si oscura. Dopo pochi attimi vediamo i ballerini sul proscenio: essi reggono in mano un lumino ciascuno e si muovono sul palco con lentezza e grazia, arrivando a delineare, visivamente, un cuore. Si conclude così la rappresentazione.

Un momento dell’esibizione
Uno degli aspetti più significativi di questo allestimento è la sua imponente dimensione visiva. Grazie al lavoro scenografico di Heiko Mönnich, che ha realizzato anche i costumi, e al disegno di luci curato da Julian Roering e Lotte Gerlach, il palcoscenico si trasforma continuamente, dando vita a un ambiente in cui i margini tra mondo reale e mondo fiabesco ne escono volutamente indefiniti.
Le coreografie sono state curate da Yaroslav Ivanenko con la drammaturgia di Ruth Sechaber, in un allestimento attento all’equilibrio fra danza e racconto, con il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Kiel. L’interazione tra scenografia, illuminazione e azione coreografica genera un insieme armonico ed elegante, capace di permettere allo spettatore di immergersi in un clima suggestivo e fatato.
Rispetto alla prima versione, che utilizza esclusivamente le musiche di Mendelssohn, questo allestimento arricchisce la partitura musicale-narrativa con l’aggiunta di alcuni brani di Camille Saint-Saëns. Grandi applausi per tutto il corpo di ballo, ma soprattutto per i primi ballerini Amilcar Moret Gonzalez e Virginia Tomarchio, che hanno mostrato grande precisione nell’esecuzione, con movimenti nitidi, linee ben definite e una notevole pulizia tecnica sia durante i numeri d’insieme che nei passi a due.