La quinta edizione del festival, ideato da Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, punta su internazionalizzazione, nuovi pubblici e valorizzazione del territorio: «Catania ha tutte le carte per diventare capitale del turismo»
Il Fringe Offe Festival è una festa del teatro, delle arti performative e dell’arte contemporanea che esce dai luoghi tradizionali dello spettacolo per diffondersi nella città, coinvolgendo spazi anche inusuali e trasformandoli in luoghi di incontro, confronto e produzione culturale.
È insieme vetrina per artisti e compagnie indipendenti, occasione di scambio e contaminazione, strumento per avvicinare nuovi pubblici e veicolo di marketing territoriale e turismo culturale. Un modello nel quale lo spettacolo non rappresenta un punto di arrivo, ma il centro di una rete di relazioni che coinvolge artisti, pubblico, operatori, scuole e realtà del territorio.
L’idea di portare questo modello in Italia nasce nel 2015, a seguito di un accordo con Greg Germain, allora presidente del Festival Le Off di Avignone, con l’obiettivo di costituire a Milano un festival gemello ispirato al modello avignonese e capace di includerne anche le attività collaterali: dai focus tematici ai percorsi e ai corsi professionali rivolti agli artisti.
Nel 2016 prende così il via la prima edizione del Fringe Milano Off Isola Festival, che nel 2026 celebra il decimo anniversario. Nel 2022 il modello approda a Catania con il Fringe Catania Off Festival.
È all’interno di questa esperienza che si colloca la quinta edizione del Fringe Catania Off, presentata a Palazzo della Cultura, con l’ambizione dirafforzare il rapporto tra spettacolo, città e territorio.
«Catania ha tutte le carte per divenire capitale del turismo e il Fringe potrebbe rappresentare un volano importante, così com’è stato per Avignone ed Edimburgo», hanno sottolineato Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, ideatori e direttori del Fringe Italia Off International Festival.
Il progetto interpreta dunque il Fringe non soltanto come una rassegna di spettacoli, ma come un progetto artistico e culturale capace di costruire una mappa di turismo culturale, collegando luoghi diversi della città e favorendo processi di internazionalizzazione, aggregazione e partecipazione. Una manifestazione che non si ferma al palcoscenico, ma comprende ciò che gli ruota intorno, creando collegamenti e sinergie anche con ambiti sociali, educativi e culturali.
A sostenere il progetto sul territorio sono SIAE, Fondazione Sicilia e Comune di Catania, attraverso il progetto Palcoscenico Catania, in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania e l’Università di Catania, insieme alle realtà culturali, scolastiche e sociali coinvolte nelle diverse sezioni della manifestazione.
A Catania il Fringe Italia Off si snoderà in diversi siti (Zo Centro Culture Contemporanee, Piazza Scammacca, Artificio Spazio Scenico, Teatro del Murgo, Fab Food and Beverage, Piccolo Teatro della Città, Teatro Vitaliano Brancati, Centro Universitario Teatrale, Galleria Mendola, Buio in sala – Teatro Bis, Parco Paternò del Toscano e Teatro Stabile di Mascalucia) che ospiteranno oltre 60 eventi.
Al Centro Universitario Teatrale dell’ateneo catanese si terranno tre spettacoli in programma dal 15 al 18 ottobre: Eva – In principio fu il morso di Rosy Bonfiglio; Cafè Western della Compagnia Il Milione di Pietro De Nova e Maurizio Zucchi (con repliche anche dal 22 al 25 ottobre); Macbeth Solo di Paul Goodwin.
Il Centro Universitario Teatrale
Alla conferenza stampa sono intervenuti, insieme con Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, quest’ultimo in collegamento da Milano, Paolo Di Caro, direttore della Direzione Cultura del Comune di Catania, che ha portato i saluti del sindaco Enrico Trantino, e Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile di Catania, anch’egli in collegamento. Presenti inoltre numerosi artisti, operatori culturali e titolari degli spazi che ospiteranno le iniziative.
«Abbiamo artisti che hanno girato il mondo – ha commentato Francesca Romana Vitale -. Molti di loro hanno attraversato festival, città e circuiti internazionali, confrontandosi con culture e linguaggi differenti».
È proprio la dimensione internazionale, insieme alla capacità di coinvolgere il tessuto urbano, a caratterizzare il modello del Fringe. L’obiettivo è costruire un vero e proprio progetto di marketing territoriale, capace di mettere in comunicazione il centro della città con le periferie e di trasformare il teatro in uno strumento di partecipazione e conoscenza.
Paolo Di Caro ha definito il Fringe Off una «sperimentazione di un modello che favorisce processi di internazionalizzazione» e che, nello stesso tempo, «raggiunge realtà periferiche attraverso incontri e attività rivolte alle scuole».
Un ruolo centrale è infatti affidato agli studenti, chiamati a confrontarsi concretamente con il teatro e a conoscerne quasi l’“anatomia”: dai linguaggi ai meccanismi che ne regolano la produzione e la relazione con il pubblico. Non soltanto spettatori, dunque, ma giovani coinvolti in un percorso di conoscenza diretta del mondo dello spettacolo.
Per Vitale e Lombardo, una delle caratteristiche più significative del Fringe consiste proprio nel mettere in discussione l’idea del teatro come istituzione separata dal resto della città. L’obiettivo è costruire uno spazio nel quale nessuno si senta escluso, attraverso proposte accessibili e capaci di intercettare pubblici differenti.
In questo modello cambia anche il ruolo degli artisti, chiamati a confrontarsi direttamente con il pubblico e con gli operatori e a diventare, in qualche misura, manager di se stessi. Il festival diventa così non soltanto un luogo di rappresentazione, ma anche un’occasione per creare relazioni, individuare nuove opportunità e favorire la circuitazione degli spettacoli.
Sul valore di questa apertura ha insistito anche Giorgetti, secondo il quale «il teatro deve entrare in relazione con la città e con le sue energie, creando occasioni e percorsi capaci di andare anche oltre il singolo spettacolo».
È in questa prospettiva che il Fringe Catania Off si propone come un festival diffuso e inclusivo, nel quale il teatro diventa occasione di incontro tra linguaggi, persone e territori, con lo sguardo rivolto tanto alla dimensione internazionale quanto alle energie culturali della città.

Un momento della conferenza stampa