Per il turismo mondiale cresce il sogno Sicilia

Al Dipartimento di Economia e Impresa l’incontro con i professionisti del settore HoReCa

Alfio Russo

Il settore della ristorazione e della hotellerie prevede in Italia una crescita della richiesta di personale del 33% nel corso del 2023, ma il 74% delle aziende lamenta la mancanza di personale qualificato.

Da qui ai prossimi anni i flussi turistici provenienti dall’America e dall’Asia registreranno un incremento enorme e la Sicilia e l’Italia dovranno giocarsi le proprie carte per accaparrarsi fette di flussi.

Sono i temi che gli esperti del settore hanno trattato mercoledì 24 maggio, nell’aula magna del Dipartimento di Economia e Impresa, nel corso dell’incontro dal titolo Confronto tra professionisti del settore HoReCa, il round table itinerante in Italia approdato da Milano in Sicilia nella terra dell’accoglienza, dell’ospitalità e dei grandi brand.

«Spagna e Portogallo sono competitor con spazi enormi di mercato per incrementare il loro business grazie agli investimenti in nuove strutture alberghiere, ma in Italia, la presenza di vincoli sull’utilizzo dei territori limitano fortemente lo sviluppo e serve accontentarsi di spazi minori per lo sviluppo di strutture alberghiere, cercando pertanto spazi di mercato di alta fascia – spiega Andrea Scrofani, Founder & Ceo Sicilia’s -. Ma abbiamo un vantaggio: la “Bella Italia e la Sicilia” sono sogni nel cassetto di milioni di visitatori perché scrigni di storia, cultura, enogastronomia, accoglienza, clima e paesaggio. Il lusso diventa quindi la chance per il futuro del settore turistico». 

«Una tendenza che in Sicilia è già partita con l’arrivo dei grandi marchi dove si pernotta in strutture alberghiere di gran lusso con servizi adeguati alla clientela – aggiunge Andrea Scrofani -. Tutto ciò garantisce masse di ricavi che possono ancora crescere. Ma le strutture alberghiere presenti non sono sufficienti ad accogliere tale richiesta potenziale. Abbiamo difficoltà a trovare capitale umano all’altezza di un’offerta simile; gli istituti scolastici e le università devono sfornare capitale umano di alta specializzazione, con manager che siano in grado di programmare il food e il beverage, manager per le spa, manager esperenziali, controller, quindi figure per i diversi settori dell’albergo. Quindi manager capaci di riprogrammare rispetto alle logiche evolutive di mercato, e il golf si colloca perfettamente in questo scenario».

«Quest’evento registra il nostro massimo interesse perché ci colloca tra i driver nazionali in tema di tourism accademy» ha dichiarato il prof. Roberto Cellini, direttore del Dipartimento di Economia e Impresa, in apertura dell’incontro moderato da Stefano Pregel, vertical leader Horeca di ManpowerGroup Italia.

Teatro greco di Taormina, sullo sfondo l'Etna

Teatro greco di Taormina, sullo sfondo l'Etna

«Un settore in cui l’Università di Catania e i nostri studenti osservano con interesse, viste le opportunità e le tendenze sempre crescenti in Sicilia ed in Italia. Interrogarci con i nostri stakeholder e gli addetti ai lavori rappresenta la chiave di questo appuntamento per la creazione di opportunità e di capitale umano» ha aggiunto il prof. Benedetto Torrisi, presidente del corso di laurea in Economia.

E proprio agli stakeholders presenti in aula è stata data ‘voce’ per fotografare lo status della Sicilia da diversi punti di vista.

«Anche a livello ristorativo l’importanza assunta dalle location è determinante - dichiara Ornella Laneri del Gruppo Sheraton Holtels -.  Manca però la managerialità e la gestione ‘fai da te’ diventa l’inizio di un fallimento o hanno tempi brevi per mancanza di programmazione e pianificazione che si lega con il mondo universitario. Gli stage e i tirocini formativi sono il primo pass partout per entrare nel mondo del nostro lavoro e voi giovani avete oggi grandi opportunità, perché il mercato della domanda turistica incoraggia fortemente noi imprenditori a cercare qualità e certezze nel capitale umano».

«Ma turismo è anche ospitalità diffusa, alberghiera ed extralberghiera, dove i numeri, le tendenze e le richieste di capitale umano, non cambiano. L’Istat registra una crescita congiunturale destagionalizzata delle imprese del 3,8% trainata dal comparto dei servizi, per la ristorazione che insieme ai servizi di alloggio ha guadagnato l’11,5%» afferma Dario Pistorio, presidente della Federazione italiana Pubblici Esercizi (FIPE). 

«La spesa delle famiglie nella ristorazione è risalita a circa 82 miliardi di euro, avvicinandosi agli 85 miliardi e mezzo del periodo pre-Covid, trainata anche dal ritorno del turismo internazionale, mentre il valore aggiunto del settore ha superato nel 2022 i 43 miliardi di euro (+18% rispetto all’anno precedente) – aggiunge -. Noi prevediamo che l’occupazione nei settori dei servizi ristorativi in Sicilia possa crescere di circa il 12-15% attestandoci alle medie e chiediamo al mondo dell'Istruzione superiore e accademica le seguenti figure con una proiezione occupazionale per i prossimi 10 anni dell'ordine di circa 12 mila addetti nel nostro settore e nella fattispecie chef e sous chef, camerieri di sala barman, banconisti formati con anche la preparazione delle lingue».

La sfida resta quindi quella di fornire un servizio con alti standard, investendo su personale qualificato, formato dalle scuole e anche internamente, in un contesto sostenibile e individuando fornitori di alto livello in grado di garantire continuità del servizio a un locale che potenzialmente può attirare una clientela attenta ma molto diversificata. 

«Affrontate questo lavoro con passione e divertimento - ha dichiarato Maurizio Urso, Chef dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani rivolgendosi ai giovani presenti -. Viaggerete lavorando e alla fine troverete la vostra dimensione che soddisfa passioni, tipicità e benessere». 

«In questo scenario lo sviluppo di vetrine internazionali che aprono al mondo la visibilità dei nostri brand, della nostra offerta e dei successi del settore, rappresenta il core business di un evento ormai ventennale come Ristora Hotel Sicilia organizzato da Expo Mediterraneo - afferma Rosario Alfino, presidente del progetto Expo -. Questa vetrina ogni anno mobilita circa 800 marchi leader nei settori delle attrezzature, arredi, semilavorati e servizi rappresentati da 150 aziende espositrici, con quasi 10mila visitatori qualificati e un indotto lavorativo dell’ordine consistente. Il Salone fieristico RHS è un punto di riferimento per lo sviluppo del settore HoReCa e la Sicilia si posiziona tra i 10 leader in Italia».

«I grandi eventi diventano quindi una leva occupazionale di forte impatto sociale ed economico e per la Sicilia rappresenta uno degli obiettivi che l’Isola deve porsi per divenire hub della destagionalizzazione dei flussi e centro nevralgico nel mediterraneo per lo sviluppo di nuovi business» ha aggiunto il prof. Benedetto Torrisi. 

studenti e relatori

In foto le studentesse e gli studenti insieme con i relatori dell'incontro 

«Per noi di Expo - ha affermato Barbara Mirabella, Founder di Expo - progettare e realizzare un evento vuol dire avere e dare una visione di marketing territoriale che sappia generare un indotto positivo, prima durante e dopo la manifestazione, contribuendo a confermare la Sicilia come event destination prediletta anche dai top player esteri». 

«Le fiere e i grandi eventi sono un volano di sviluppo trasversale per tutti i comparti del Made in Sicily e un veicolo strategico per il sistema produttivo – ha aggiunto -. Rappresentano un volano di crescita e sviluppo, una vetrina internazionale capace di raccontare lo spirito innovativo e creativo delle imprese, e concorrono ad accrescere l'attrattività e la competitività del tessuto economico e produttivo di un territorio. Dalla Sicilia abbiamo lanciato eventi che confermano e rafforzano la tendenza più importante quella esperienziale». 

«Si moltiplicheranno le soluzioni che offrono ai partecipanti la possibilità di sentirsi parte di qualcosa di più stimolante o di essere invitati in un contesto esclusivo, in grado di offrire un’esperienza più autentica di quella garantita da una normale convention. Quindi, non solo ricavi, ma molto branding, la narrazione è la nuova frontiera dell’evento e spazio all’inclusività» ha concluso Barbara Mirabella tracciando la linea da seguire in Sicilia.

E sulle policy su cui investire è intervenuto il prof. Benedetto Torrisi, docente di Statistica per il Business. «È fondamentale orientare e governare gli investimenti del prossimo futuro sapendo cosa deve divenire quest’isola – ha spiegato alla presenza di Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia -. Il suo potenziale diventa riduttivo se non armonizzato all’interno di un progetto di brand context, di infrastrutturazione (più porti turistici), di potenziamento dei servizi e alti standard di specializzazione del capitale umano. Alzare gli standard, difendere le peculiarità culinarie e gastronomiche associate ai prodotti di una terra unica, destagionalizzare i flussi attraverso la programmazione di un’offerta variegata, sono leve determinanti sulle quali occorre lavorare». 

«E in questo scenario ascoltare gli stakeholder per orientare l’offerta didattica formativa a partire dalle scuole superiori per giungere ai master universitari di specializzazione diventa strategico secondo» ha affermato Cinzia Pietrini, responsabile HR del gruppo Voi Hotels, confermando l’assoluto interesse ad investire nel capitale umano siciliano, per la Sicilia, ma anche per l’intero gruppo. 

«Noi ricerchiamo profili che abbiano passione, dedizione, standard qualitativi e serietà per il turismo e per questo oggi partecipiamo con assoluto interesse» ha aggiunto. 

«Siamo certi che momenti come questi, in cui il confronto con tutti gli attori del settore lanci un segnale chiaro verso i giovani e verso le istituzioni: l’industria del turismo per offrire ai giovani certezze, benessere e orgoglio di lavorare per quella terra che si ama» ha aggiunto il docente Benedetto Torrisi. 

«Non è casuale che dopo essere andati altrove a lavorare si ritorna motivati e determinati affinchè la crescita personale si accompagni alle pulsioni interiori dell’amore per la propria terra – ha dichiarato il GM del Gruppo NH Hotels Catania, Simone Messina -. Mi sono laureato nella vostra facoltà, ho vissuto qualche anno fuori dalla Sicilia ed oggi ritorno per dirigere uno dei maggiori gruppi di hotel, con performance, soddisfazione e passione».

Una testimonianza che rassicura i giovani per un’occupazione possibile nel settore HoReCa, il filo conduttore di tutta la sessione dei lavori, ma anche il percorso da cui partire per costruire con le istituzioni gli strumenti e le best practice per lo sviluppo dell’industria del turismo attrattore vero di grandi investimenti e marginalità.

Back to top