A Catania diciannove grandi opere della storia dell’arte rivivono grazie alle creazioni realizzate con plastica riciclata da settanta giovani detenuti siciliani
Diciannove opere di artisti famosi rivisitate con materiale riciclato da settanta giovani detenuti. Da Guernica di Picasso alla Gioconda di Da Vinci, dal Bacio di Klimt alla Ragazza con il palloncino rosso di Bansky passando per I girasoli di Van Gogh e I cerchi di Kandisky fino a L’Urlo di Much.
Sono solo alcune opere che i giovani degli Istituti penali per minorenni di Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina (supportati dai relativi Uffici Servizi Sociali) hanno realizzato nell’ambito di Redivivus, il progetto promosso da Corepla che, tappa dopo tappa – da Acireale a Palermo, fino a Caltanissetta – ha raccontato la forza trasformativa del riciclo come metafora di riscatto personale.
A Catania il minitour siciliano è ospitato – da oggi a domenica 8 marzo - al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane dell’Università di Catania. Negli spazi del museo catanese sono state esposte le creazioni nate dal riutilizzo di bottiglie in PET riciclate, capaci di trasformare un materiale di scarto in espressione artistica e simbolo di nuove possibilità.
Promosso con il patrocinio del Ministero della Giustizia e curato da Mani e Mente di Romina Scamardi, Redivivus ha saputo intrecciare il valore ambientale del riciclo degli imballaggi in plastica con quello sociale dell’inclusione e della responsabilizzazione, offrendo ai giovani coinvolti un’occasione concreta di espressione, consapevolezza e crescita.

Alcune opere in mostra
All’inaugurazione hanno preso parte Germana Barone, direttrice del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, Eliana Longi, deputata nazionale, Maria Covato, direttrice dell’Istituto penitenziario minorile di Bicocca di Catania, Girolamo Monaco, direttore dell’Istituto penitenziario minorile di Acireale, Roberta Montalto, direttrice dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, insieme con Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, e Romina Scamardi, curatrice del progetto.
Presenti anche la dirigente dell’Area Terza missione d’ateneo, Rosanna Branciforte, e la presidente del Sistema museale d’ateneo, Federica Santagati.
«Redivivus – ha affermato la prof.ssa Germana Barone, direttrice del Museo e delegata del Rettore all’accreditamento dei musei dell’Ateneo al Sistema Museale Nazionale – è una mostra che racchiude un significato particolarmente profondo per il nostro Museo. Le opere esposte, realizzate con plastica riciclata da giovani provenienti dagli istituti penali minorili siciliani, raccontano una doppia possibilità di rinascita: quella dei materiali di scarto, trasformati in creazioni artistiche, e quella delle persone che, attraverso l’arte, trovano uno spazio di espressione, consapevolezza e prospettiva per il futuro. Accogliere questo progetto nel nostro Ateneo significa pertanto sostenere concretamente il valore educativo e sociale della cultura, capace di aprire nuove prospettive e di restituire dignità, creatività e speranza.
L’Università di Catania – sottolinea ancora la prof.ssa Barone – non è nuova a iniziative di questo tipo, volte alla promozione dei valori civici, alla tutela del patrimonio culturale e alla responsabilizzazione sociale. Di recente, infatti, è stato siglato un protocollo di collaborazione tra l’Ateneo e l’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Catania (UDEPE) nell’ambito del progetto Giustizia e cultura in dialogo: un percorso di giustizia riparativa rivolto a persone in esecuzione penale esterna che prevede attività formative e, in parte, anche iniziative itineranti proprio al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane».
Curatori della mostra insieme con i rappresentanti delle istituzioni e i direttori degli Istituti penali per minorenni
«Con Redivivus abbiamo voluto raccontare una sostenibilità che va oltre il riciclo – ha dichiarato Giovanni Cassuti, presidente di Corepla – La plastica può rinascere come nuova materia, ma anche le persone possono farlo, se messe nelle condizioni di esprimere il proprio talento. L’arte diventa così un ponte tra ambiente e dignità».
«È un piacere partecipare all’evento conclusivo di Redivivus, un progetto che unisce ambiente, arte e inclusione sociale in un percorso dal forte valore educativo. Questa mostra dimostra che il riciclo può diventare non solo sostenibilità ambientale, ma anche opportunità concreta di crescita e rinascita per tanti giovani coinvolti. Complimenti a Corepla, agli organizzatori e a tutti i ragazzi protagonisti di questo significativo e virtuoso percorso», ha dichiarato l’on. Eliana Longi.
Il progetto si inserisce in un impegno più ampio di Corepla per la diffusione della cultura del riciclo, che trova espressione anche in RecoPET, il sistema incentivante che in poco più di un anno ha portato all’installazione di 70 ecocompattatori in Sicilia e alla raccolta di 3,5 milioni di bottiglie in PET, contribuendo a rafforzare la filiera del riciclo e a ridurre la dispersione della plastica (dati in aggiornamento per Catania).

Alcune opere in mostra
«Redivivus e RecoPET sono due facce della stessa visione: una sostenibilità che non si limita alla gestione dei rifiuti, ma diventa educazione, inclusione e rinascita – ha aggiunto Giovanni Cassuti – Le bottiglie rinascono, ma anche le persone possono farlo, se diamo loro le giuste opportunità».
Particolarmente apprezzate le opere realizzate: L’ultima cena di Da Vinci, Il gallo e Figure e cane davanti al sole di Mirò, Albero della vita di Klimt, Top in the bend di Kandisky, La danza di Karing, Notte stellata di Van Gogh, La persistenza della memoria di Dalì, La ragazza con l’orecchino di perle di Vermeer, Il figlio dell’uomo di Magritte, La Madonna di Raffaele Sanzio e Senza titolo di Karing.
Con la tappa di Catania si chiude così un viaggio che ha attraversato la Sicilia portando un messaggio chiaro: il riciclo non è soltanto un gesto ambientale, ma può diventare un’esperienza culturale e sociale capace di generare valore per l’intera comunità.
Una delle opere in mostra