Inaugurato il 203° anno accademico dell’Accademia Gioenia

Tra storia, scienza e futuro: all’Università di Catania la cerimonia con la lectio sugli agrumi di Alessandra Gentile

Alfio Russo
Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti
Alcuni presenti alla cerimonia in aula magna
Un momento dell'intervento del prof. Daniele Condorelli
Il presidente dell'Accademia Gioenia, Daniele Condorelli, mentre consegna la pergamena al rettore Enrico Foti
La consegna della pergamena al prof. Luigi Ingaliso
La consegna della pergamena a Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
La consegna della pergamena al prof. Andrea Scapellato
La consegna della pergamena al prof. Salvatore Ingrassia

Fondata nel 1824 nel nome del naturalista catanese Giuseppe Gioeni d’Angiò, su proposta del principe di Manganelli Giuseppe Paternò Castello e di un gruppo di intellettuali e docenti universitari, l’Accademia Gioenia opera da sempre per promuovere gli studi sui fenomeni naturali, con l’obiettivo di contribuire al progresso scientifico, dedicando un’attenzione particolare alla Sicilia.

E ieri pomeriggio, nell’aula magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania, si è svolta la cerimonia inaugurale del 203° anno dell’Accademia Gioenia.

Ad aprire la cerimonia è stato il rettore Enrico Foti con al fianco il presidente dell’Accademia Gioenia Daniele Condorelli.

«Sono davvero felice di essere qui a salutare tantissimi colleghi che con la loro presenza testimoniano l’importanza delle attività dell’Accademia Gioenia dopo oltre 200 anni dalla fondazione – ha detto il rettore Enrico Foti -. E in questa occasione voglio evidenziare e ribadire la collaborazione accademica, ma anche come questa cerimonia rappresenti una vera occasione per approfondire questioni difficili e complesse, in un futuro che appare sempre più incerto dal punto di vista internazionale». 

«In questo contesto non possiamo non rivolgere un pensiero alle comunità della Sicilia, Sardegna e Calabria che stanno facendo i conti con i danni dei cambiamenti climatici – ha aggiunto -. Queste incertezze devono essere affrontate con il metodo scientifico. La collaborazione tra università e accademia rappresenta un valore aggiunto: insieme possiamo affrontare questi problemi con esperienze e strumenti diversi, ma con un comune interesse per la scienza, la conoscenza e lo sviluppo del nostro territorio. Auguro un anno accademico denso di studi e ricerche che portino frutti concreti soprattutto per i nostri giovani, che stanno crescendo in un momento di grande incertezza».

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti

A seguire il presidente Daniele Condorelli ha ringraziato il rettore Enrico Foti per aver rinnovato l’accordo di collaborazione tra l’Università di Catania e l’Accademia Gioenia, «perpetuando un legame storico che risale alla fondazione dell’Accademia nel 1824». Ha, inoltre, espresso gratitudine al past rettore Francesco Priolo per il sostegno durante il suo mandato e al direttore generale Corrado Spinella per l’attenzione costante verso l’Accademia.

Illustrando l’attività programmatica per il 2026, il presidente Daniele Condorelli ha evidenziato la centralità del pensiero critico e della riflessione approfondita: «Occorre un rinnovato impegno nel caratterizzare un programma di attività accademiche come quelle di quest’anno. La memoria condivisa di lungo termine della nostra Accademia può sostenerci nell’affrontare questa sfida, non perché nei duecento anni di storia non siano stati commessi errori, ma perché questa coscienza condivisa ci permetta di evitarli in futuro».

«Proseguiremo con adunanze pubbliche, caffè scientifici, seminari, conferenze, eventi di presentazione di libri – ha proseguito -. E, inoltre, con l'organizzazione di iniziative specifiche dedicate al coinvolgimento diretto di giovani ricercatori, dottorandi o studenti di laurea magistrale, ma anche con iniziative di promozione e diffusione della cultura scientifica caratterizzate da un livello rigoroso della presentazione e dall'utilizzo di tecnologie che consentono un'osservazione diretta dei fenomeni scientifici in pubblico, in un'aula come quella dell'Accademia stessa».

Un momento dell'intervento del prof. Daniele Condorelli, presidente dell'Accademia Gioenia

Un momento dell'intervento del prof. Daniele Condorelli, presidente dell'Accademia Gioenia

L’attività dell’Accademia Gioenia, infatti, si snoda nelle tre classi di Scienze della Natura e della Vita, Scienze chimiche, fisiche e matematiche e, inoltre, di Scienze applicate, Filosofia della Scienza e Storia delle Scienze. Sin dalle origini l’Accademia è stata un punto di riferimento per la borghesia colta della città, luogo di socialità, di aggiornamento sulle novità editoriali e scientifiche e di dibattito sui principali temi italiani ed europei, mantenendo uno stretto legame con lo Studium Generale.

Attività sviluppate prima nella sede del Palazzo centrale dell’Università di Catania, successivamente, tra il 1945 e il 1950, nei locali nel Palazzo delle Scienze. Dal 2019 ha trovato il suo luogo ideale al Palazzotto Biscari alla Collegiata, a pochi passi da piazza Università, nei locali concessi in comodato d’uso dall’ateneo. Al Palazzo Biscari è stata ricostruita in questi anni anche la ricchissima biblioteca, del cui inestimabile patrimonio è stata recentemente avviata la catalogazione, insieme con l’archivio storico e il fondo antico.

Soci presenti alla cerimonia di inaugurazione

Alcuni presenti in aula magna alla cerimonia di inaugurazione del 203° anno dell'Accademia Gioenia

Gli agrumi: un viaggio di piante, frutti e geni

La lectio della cerimonia del 203° anno accademico dell’Accademia Gioenia – dal titolo Conosci il paese dove fioriscono i limoni? Brillano tra le foglie cupe le arance d'oro… - Gli agrumi: un viaggio di piante, frutti e geni - è stata affidata ad Alessandra Gentile, docente di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree all'Università di Catania.

«La storia degli agrumi è molto complessa a causa di diversi motivi che includono la loro complessa origine genetica e la lunga storia di diffusione che ha intersecato le rotte di migrazione degli uomini sino ad epoche recenti – ha spiegato la prof.ssa Gentile -. Ciò ha fatto sì che oggi la coltivazione di queste specie riguardi una ampia fascia latitudinale in tutti e cinque continenti dove gli agrumi forniscono frutti, apprezzati anche per le proprietà salutistiche, ma anche diversi coprodotti. Il fascino di queste piante trova poi riscontro nell’utilizzo ornamentale di molte delle specie, coltivate anche in ambienti diversi da quelli tradizionali, come piante in vaso».

«Con il commercio e le migrazioni, gli agrumi hanno quindi attraversato, assieme agli uomini, continenti e civiltà. I mercanti arabi introdussero il cedro e l’arancio amaro nel bacino del Mediterraneo, mentre l’arancio dolce arrivò più tardi, probabilmente grazie agli scambi tra Europa e Oriente nel Medioevo. Le grandi esplorazioni del XV e XVI secolo portarono gli agrumi nel Nuovo Mondo, dove trovarono condizioni ideali per diffondersi ulteriormente», ha aggiunto. 

«Ma l’origine di queste specie è davvero molto complessa, poiché dal punto di vista genetico, gli agrumi rappresentano un caso affascinante di ibridazione - ha proseguito la docente nel corso della lectio -. Molte specie coltivate non sono “pure”, ma il risultato di complessi incroci tra poche specie originarie». 

«Studi genetici recenti hanno permesso di ricostruire queste parentele, chiarendo che la maggior parte di quelle che oggi consideriamo specie derivano in massima parte da incroci spontanei, avvenuti soprattutto nell’areale primordiale di origine (Sud-Est asiatico, tra l’India nord-orientale, la Cina meridionale e l’arcipelago malese), tra specie fondatrici o ancestrali quali il cedro (Citrus medica), il pummelo (Citrus maxima) e un mandarino (Citrus reticulata) – ha aggiunto -. Da queste poche specie primitive, attraverso incroci naturali e selezioni operate dall’uomo, è nata la grande varietà di agrumi che conosciamo oggi e che ha portato alla selezione di frutti più dolci, profumati e idonei al consumo fresco e alla trasformazione». 

«Raccontare oggi questa storia evolutiva significa ripercorrere tappe fondamentali del legame profondo tra le piante e gli uomini, e indagare i diversi ambiti culturali nei quali questo rapporto si esprime», ha detto la prof.ssa Alessandra Gentile in chiusura.

Un momento della "lectio" della prof.ssa Alessandra Gentile

Un momento della "lectio" della prof.ssa Alessandra Gentile

Soci 2026: passaggi di categoria e nuove nomine 

Nel corso della cerimonia il presidente dell’Accademia Gioenia, Daniele Condorelli, ha comunicato i passaggi di categoria e nuove nomine consegnando le pergamene insieme con il rettore Enrico Foti. Passaggio a Socio effettivo nella Sezione di Scienze applicate, Filosofia della Scienza e Storia delle Scienze Luigi Ingaliso, prof. di Storia della Scienza e delle Tecniche presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche.

Nomine a Socio corrispondente residente: nella Sezione di Scienze della Natura e della Vita Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Andrea Scapellato, prof. di Analisi Matematica al Dipartimento di Matematica e Informatica; nella Sezione di Scienze applicate, Filosofia della Scienza e Storia delle Scienze Salvatore Ingrassia, prof. di Statistica al Dipartimento Economia e Impresa.

Nomina a Socio corrispondente non residente: Marco Panza, The Kennedy Professor of Philosophy at Chapman University e Emeritus Research Director at the CNRS (IHPST, CNRS and Univ. de Paris 1, Panthéon- Sorbonne).

Nomine a Soci onorari: Salvatore Coluccia, prof. Emerito di Chimica Fisica nell’Università di Torino, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino; Cesare Montecucco, prof. emerito di Patologia generale nell'Università di Padova, premio Paul Ehrlich und Ludwig Darmstaedter per la medicina nel 2011, membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Nomina a Socio benemerito: Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania.

I neo soci dell'Accademia Gioenia

I neo soci dell'Accademia Gioenia

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