Informazione, la sfida è riconquistare il pubblico

Alessio Cornia al Dipartimento di Scienze politiche e sociali ha presentato i dati del "Digital News Report Italia 2026": giovani, social media e intelligenza artificiale stanno cambiando il rapporto con le notizie

Francesca Pia Cassarino

Il pubblico non è scomparso, ma il suo rapporto con il giornalismo è diventato più fragile, discontinuo e mediato da piattaforme digitali, creator e intelligenza artificiale. 

È uno dei principali elementi che emergono dal Digital News Report Italia 2026, il rapporto realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, presentato da Alessio Cornia, professore associato alla School of Communications della Dublin City University e Research Associate presso il Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford. 

Al centro dell’analisi le abitudini di consumo delle notizie, la fiducia nelle fonti e nei social media, ma anche le sfide che attendono il giornalismo (tra nuovi creator e testate giornalistiche online), chiamato a raggiungere nuovi pubblici senza rinunciare alla qualità e al rigore professionale.

La ricerca, che si inserisce nell’indagine internazionale del Reuters Institute, fotografa un ecosistema informativo in trasformazione in cui l’Italia è valutato insieme con altri 48 Paesi tramite un questionario (realizzato da YouGov) che ha raccolto i dati di 2040 italiani.

Dal Report emerge che mentre si indeboliscono l’interesse per le notizie e la fiducia nell’informazione (-40% negli ultimi dieci anni, tra il 2016 e il 2026, così come in Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Finlandia), cresce la difficoltà delle testate nel costruire relazioni stabili con lettori sempre più frammentati. 

Una distanza che non equivale a una completa indifferenza, ma che richiede agli editori nuove strategie, linguaggi più accessibili e modalità diverse per rendere riconoscibile il valore del giornalismo.

Interesse nelle notizie

Interesse nelle notizie (fonte:Digital News Report Italia 2026)

Il confronto con il mondo dell’informazione

I temi del rapporto sono stati al centro dell’incontro organizzato in occasione dell’apertura dell’anno accademico del corso di laurea magistrale in Sociologia delle reti, dell’informazione e dell’innovazione del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, promosso dal presidente del corso Davide Arcidiacono e dalla docente di Comunicazione politica Rossana Sampugnaro.

La prof.ssa Rossana Sampugnaro ha ricordato che «l’evento è supportato dall’Ordine dei giornalisti siciliani e vede la partecipazione di diversi giornalisti professionisti», anche giovanissimi, come Andrea Mattarella, giornalista palermitano. 

«Il dialogo tra studenti e professionisti favorisce lo sviluppo di nuove competenze», ha sottolineato, richiamando il valore del confronto tra formazione universitaria e pratica professionale.

Sulla necessità di accompagnare il cambiamento si è soffermato anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Concetto Mannisi, secondo cui «le testate giornalistiche devono aprirsi ai nuovi flussi di informazione senza rimanere ancorati al passato». Il presidente del corso Davide Arcidiacono ha infine annunciato l’apertura di corsi e seminari dedicati al giornalismo.

In foto da sinistra Rossana Sampugnaro, Alessio Cornia, Andrea Mattarella e Davide Arcidiacono

In foto da sinistra Rossana Sampugnaro, Alessio Cornia, Andrea Mattarella e Davide Arcidiacono

La televisione resta centrale, ma cresce l’online

I dati presentati da Alessio Cornia raccontano un sistema nel quale le fonti tradizionali convivono con un’offerta digitale sempre più articolata. Secondo il report, considerando le fonti utilizzate nel corso della settimana, l’online raggiunge il 69%, mentre la televisione si attesta al 62%. 

La distinzione tra frequenza di utilizzo e fonte principale è importante per leggere correttamente le abitudini degli italiani: la televisione conserva un ruolo significativo, ma il digitale ha assunto una posizione sempre più rilevante nell’accesso alle notizie.

«A cambiare non è soltanto il mezzo attraverso cui ci si informa, ma anche il modo in cui si entra in contatto con i contenuti – ha spiegato Cornia -. Social network, motori di ricerca e piattaforme video diventano intermediari tra il pubblico e le redazioni, influenzando la scelta delle notizie, i tempi di fruizione e la possibilità di approfondire».

È soprattutto tra i più giovani che questa trasformazione appare evidente. 

Gli under 35 indicano i social media come principale modalità di accesso alle notizie online nel 40% dei casi, contro il 24% degli over 35. Il primo contatto con un fatto può quindi avvenire attraverso un video, un post o il racconto di un creator, senza passare necessariamente dal sito di una testata.

Modalità di interazione con le notizie

Modalità di interazione con le notizie (fonte:Digital News Report Italia 2026)

Giovani e creator: cambia il modo di raccontare le notizie

Ma i giovani, fascia 18-35 anni, sono davvero meno interessati all’informazione? E perché si affidano sempre più spesso ai creator e ai video online anziché ai canali tradizionali?

Secondo Alessio Cornia, il punto «non è soltanto la quantità di notizie consumate, ma la capacità del giornalismo di rispondere alle aspettative delle nuove generazioni». «I giovani cercano contenuti capaci di offrire contesto, spiegazioni e chiavi di lettura, attraverso un linguaggio chiaro e accessibile – ha aggiunto -. In questo scenario acquistano visibilità i cosiddetti news influencer e i creator che si occupano di informazione, tra cui Cecilia Sala, Elisa True Crime e Alessandro Barbero». 

«La loro capacità di raccontare e spiegare temi complessi attraverso formati riconoscibili contribuisce ad attrarre pubblici che non sempre si rivolgono direttamente alle testate tradizionali», ha precisato.

Il report conferma la rilevanza di questo cambiamento: tra gli under 35, Il Post raggiunge il 15% e Will Media l’11% degli intervistati che hanno fruito dei rispettivi contenuti nell’ultima settimana. Anche YouTube è considerato uno strumento utile per informarsi dal 65% degli utenti under 35 che lo utilizzano per le notizie, contro il 40% degli over 35.

La sfida per le redazioni, dunque, non consiste soltanto nell’essere presenti sulle piattaforme digitali, ma nel trovare modalità nuove per raccontare la complessità senza rinunciare alla verifica delle fonti e al rigore professionale. I nuovi linguaggi possono diventare strumenti per avvicinare il pubblico all’informazione, a condizione che non si perda la distinzione tra intrattenimento, opinione e giornalismo.

In foto da sinistra Alessio Cornia, Davide Arcidiacono e Concetto Mannisi

In foto da sinistra Alessio Cornia, Davide Arcidiacono e Concetto Mannisi

L’intelligenza artificiale e la sostenibilità dell’informazione

A trasformare il settore non sono soltanto le abitudini del pubblico, ma anche gli equilibri economici del mercato. La crescita della pubblicità digitale non si traduce automaticamente in maggiori ricavi per gli editori: una parte consistente degli investimenti si concentra nelle mani delle grandi piattaforme tecnologiche, mentre le testate devono confrontarsi con una concorrenza sempre più ampia per conquistare l’attenzione degli utenti.

A questo scenario si aggiunge l’impatto dell’intelligenza artificiale. «I chatbot e i sistemi capaci di generare sintesi delle notizie possono offrire risposte immediate e semplificare argomenti complessi, ma rischiano anche di ridurre gli accessi diretti agli articoli originali, con possibili conseguenze sui ricavi pubblicitari delle testate», ha detto il ricercatore.

«Molto spesso il fruitore medio della notizia si accontenta del riassunto generato dai chatbot che non rimandano direttamente alla pagina ufficiale delle testate giornalistiche danneggiando i loro ricavi pubblicitari», ha osservato Alessio Cornia, richiamando l’attenzione su una questione che riguarda il futuro economico dell’informazione.

Il rapporto tra giornalismo e piattaforme apre così questioni che riguardano il riconoscimento del lavoro editoriale, la tutela del diritto d’autore e la corretta attribuzione delle informazioni. L’innovazione tecnologica impone di ripensare i modelli di produzione e distribuzione delle notizie, ma anche di individuare regole capaci di conciliare accesso all’informazione e sostenibilità economica delle redazioni.

Evoluzione temporale della fiducia nelle notizie sui social media, motori di ricerca e chatbot di IA

Evoluzione temporale della fiducia nelle notizie sui social media, motori di ricerca e chatbot di IA (fonte:Digital News Report Italia 2026)

Comprensibilità e affidabilità: il valore del giornalismo

Il confronto mette in luce una distinzione importante. «I contenuti dei creator possono risultare più comprensibili e immediati, ma questo non significa che siano necessariamente considerati più affidabili delle notizie pubblicate dalle testate giornalistiche», ha sottolineato Alessio Cornia.

È proprio in questo spazio che il giornalismo professionale può riaffermare il proprio ruolo, puntando sulla qualità delle fonti, sulla verifica delle informazioni e sulla capacità di spiegare i fatti senza semplificarli eccessivamente. 

Per farlo, deve però confrontarsi con le abitudini di consumo contemporanee e costruire un rapporto più diretto con i lettori, anche attraverso formati e canali differenti.

Il Digital News Report Italia 2026 approfondisce anche i fenomeni della news avoidance, ovvero la tendenza a evitare le notizie, e della disinformazione, insieme alle trasformazioni legate all’intelligenza artificiale e al ruolo dei nuovi intermediari digitali. 

Dalla riflessione condivisa emerge una sfida che riguarda l’intero settore: «Raggiungere pubblici nuovi senza perdere credibilità, sperimentare linguaggi diversi senza snaturare il giornalismo e utilizzare le opportunità offerte dalla tecnologia mantenendo al centro la qualità dell’informazione – ha sottolineato il ricercatore -. Per gli editori, la questione non è soltanto riconquistare l’attenzione dei lettori, ma trasformarla in una relazione duratura, fondata sulla fiducia e sul valore dei contenuti».

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

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