Esperti e ricercatori da tutto il mondo si riuniscono tra l'Ateneo di Catania e le visite tecniche sul territorio per definire le nuove frontiere della difesa integrata delle colture
L'agricoltura moderna si trova oggi di fronte a una sfida epocale: garantire produzioni agricole di alta qualità ed elevate rese, riducendo al contempo l'impatto ambientale e la dipendenza dai prodotti chimici di sintesi. In questo scenario, la gestione integrata dei fitofagi e dei patogeni vegetali (IPM - Integrated Pest Management) rappresenta la via maestra per il futuro dell'agroecologia e della sostenibilità ambientale.
Il progetto internazionale Adopt-IPM, finanziato dal prestigioso programma Horizon Europe e supportato dalla cooperazione scientifica tra Unione Europea e Cina, nasce proprio con l'obiettivo di sviluppare, ottimizzare e promuovere strategie innovative per la difesa delle colture. Attraverso l'integrazione di strumenti agroecologici, l'impiego di insetti utili, piante funzionali e tecnologie all'avanguardia per il monitoraggio e il controllo biologico, la ricerca dimostra come sia possibile proteggere il patrimonio agricolo preservando la biodiversità.
Le immagini scattate durante le giornate di lavoro e di visita sul campo ne sono la testimonianza più diretta: dai cortili storici del Palazzo centrale d'Ateneo fino al verde lussureggiante delle serre dimostrative, ricercatori e specialisti internazionali sono stati immortalati nell'atto di osservare sul campo l'applicazione delle piante funzionali per il controllo biologico e le tecniche di distribuzione degli insetti utili, a conferma dell'importanza del connubio tra la ricerca accademica e la pratica sul territorio.

Attività in azienda
Dall’Etna alla ricerca: Catania accoglie la sfida internazionale di Adopt-IPM
Ad aprire i lavori dell’Annual Meeting sono stati i saluti di Antonio Biondi, entomologo e coordinatore scientifico del di uno dei principali Work Package (WP) del progetto, e Simona Consoli, vicedirettrice del Di3A. Al centro dei loro interventi, il legame tra ricerca e territorio, il ruolo dell’Università di Catania nella sperimentazione di soluzioni innovative per un’agricoltura più sostenibile e la volontà di consolidare, nella fase conclusiva di Adopt-IPM, le collaborazioni internazionali e il trasferimento dei risultati alla comunità.
«L'Etna non è solo un vulcano per noi, è un modo di vivere. L'Etna e l'agricoltura siciliana caratterizzano fortemente questa parte dell'isola, dove siamo in grado di coltivare molte eccellenze, come il vino e le tipicità della nostra gastronomia», ha spiegato il prof. Antonio Biondi del Di3A dell’ateneo catanese e coordinatore scientifico del progetto in apertura dei lavori nell’aula magna del Palazzo centrale.
«Qui iniziamo la nostra "rivoluzione" per consolidare i nostri risultati, rafforzare le collaborazioni e trasferire le conoscenze al pubblico», ha aggiunto.
A seguire la prof.ssa Simona Consoli, vice direttrice del Di3A, ha evidenziato il ruolo del «Dipartimento di Agricoltura Alimentazione Ambiente fortemente attivo nell'educazione e nella ricerca applicata, offrendo soluzioni innovative per aumentare la sostenibilità del settore agricolo e promuovere la biodiversità, che sono proprio i principali obiettivi del vostro sfidante progetto».
«Siamo davvero orgogliosi di ospitarvi – ha aggiunto -. Voglio ringraziare sentitamente il professor Antonio Biondi per il suo straordinario lavoro nell'organizzare questa tappa finale e nel guidare il raggiungimento degli obiettivi del progetto. Auguro a tutti voi giornate di lavoro proficue e spero che possiate apprezzare il nostro territorio».
Un momento dell'intervento del prof. Antonio Biondi, al suo fianco la vice direttrice del Di3A Simona Consoli
Dalla ricerca internazionale al campo: Catania al centro dell’Annual Meeting di Adopt-IPM
Dal 29 settembre al 2 ottobre Catania e il suo territorio sono stati al centro del confronto internazionale sulla difesa sostenibile delle colture, nell’ambito dell’ultimo Annual Meeting del progetto EU-China Adopt-IPM. Un appuntamento che ha riunito a Catania i rappresentanti dei 30 partner internazionali coinvolti nel progetto e che ha intrecciato ricerca, confronto scientifico, attività sul campo e divulgazione.
Il percorso si è aperto il 29 e 30 settembre al Palazzo centrale dell’Università di Catania, dove, nell’aula magna e nell’aula C, i partner hanno fatto il punto sui risultati raggiunti e sulle attività conclusive del progetto. Dopo i saluti di Antonio Biondi dell’Università di Catania-Di3A, il quadro dello stato di avanzamento è stato illustrato da Nicolas Desneux (INRAE) per la componente europea e da Lian-Sheng Zang (Shandong Academy of Agricultural SciencesGuizhou University, Guiyang) per quella cinese.
Le due giornate hanno consentito di approfondire il lavoro dei diversi Work PackageWP, dalla gestione e comunicazione del progetto agli strumenti per favorire l’adozione della Integrated Pest Management (IPM). Per il WP4, sono intervenuti Philippe Delval (ACTA, France) e Xiaoling Tan (CAAS, China); per il WP3 Virginia Nichols Gina Nichols (Aarhus University, Danmark INRAE) e Alexandra Collins (Imperial College London); per il WP2 Antonio Biondi e Antonio Gugliuzzo (Università di Catania) e Peng Han (CASYunnan University, China); per il WP1 Judit Arnó (IRTA, Spain), Marc Bardin (INRAE, France) e Su Wang (BAAFS, China).
Il confronto è proseguito con una serie di workshop - nei locali del Polo Bioscientifico, sede del Di3A - dedicati ai quattro ambiti di ricerca, con l’obiettivo di mettere in relazione i risultati scientifici, gli strumenti di supporto alle decisioni, gli aspetti socio-economici e le strategie di biocontrollo. Spazio anche alla comunicazione e alla valorizzazione dei risultati, curate da Daniel Traon (Arcadia International, Belgium) e Feng Zhang (CABI, China), e agli aspetti amministrativi ed etici del progetto, affidati a Yohan Lecuona (INRAE Transfer, Francet).

Alcuni partecipanti nel cortile del Palazzo centrale dell'Università di Catania
A completare il programma del 30 settembre, il confronto sulle prospettive future, con Nicolas Desneux, Lian-Sheng Zang e i responsabili dei singoli Work Package, e una sessione partecipativa dedicata alle possibili collaborazioni oltre la conclusione di Adopt-IPM.
Dal confronto nelle aule universitarie il progetto si è poi spostato sul campo. Il 1° ottobre i partner internazionali hanno raggiunto la fascia trasformata del Ragusano, uno dei principali areali orticoli della Sicilia, per conoscere direttamente alcune realtà agricole biologiche ed ecosostenibili. Accompagnati da Antonio Biondi, Antonio Gugliuzzo ed Enric Vila (Agrobío), hanno potuto osservare applicazioni concrete delle strategie di difesa integrata e, in particolare, l’impiego di piante funzionali in serra per favorire la presenza e l’attività degli insetti utili. Una visita che ha permesso di collegare i risultati della ricerca alle pratiche agricole e alle condizioni operative delle aziende.
L’ultima tappa si è svolta il 2 ottobre nelle Aule G e K delal Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania, dove l’esperienza internazionale si è aperta alla comunità scientifica e professionale con due giornate dedicate alla divulgazione e al confronto sui temi della difesa sostenibile delle colture, patrocinate anche dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Catania.
Al centro dell’EU-China IPM Symposium il confronto tra ricercatori, professionisti e portatori di interesse sui principali temi dell’Integrated Pest Management, con il contributo di esperti di Entomologia, Patologia vegetale, Agroecologia e Malerbologia. Il programma è stato inoltre arricchito da visite tecniche presso aziende orticole e vitivinicole frutticole del territorio etneo, completando un itinerario che ha portato i partecipanti dalle aule del Rettorato ai campi del Ragusano e alle realtà produttive dell’Etna.
Un percorso che ha restituito la dimensione internazionale di Adopt-IPM, ma anche la capacità del territorio siciliano di diventare luogo concreto di sperimentazione e confronto tra ricerca, innovazione e agricoltura.

I rappresentanti dei diversi partner al Polo Bioscientifico dell'Università di Catania