Unict rafforza il legame con territorio e società civile grazie alla seconda edizione del corso “Innovazione è Non Profit – Esperto in applicazioni IA per gli Enti di Terzo Settore”
Formare professionisti capaci di integrare in modo competente e consapevole l’Intelligenza Artificiale negli enti del Terzo settore. Sono gli obiettivi del percorso formativo che, in questi mesi, ha intrecciato università, territorio e società civile organizzata in modo concreto e generativo.
Nei giorni scorsi si è tenuta la cerimonia di conferimento degli attestati ai quindici partecipanti alla seconda edizione del corso Innovazione è Non Profit – Esperto in applicazioni IA per gli Enti di Terzo Settore.
A conseguire il titolo i corsisti Rachele Archina, Marika Battaglia, Vittoria Benfatto, Sara Bianca, Elena Caruso, Simona Rita Coco, Irene Di Blasi, Veronica Di Grande, Mouna El Haddaji, Gabriella Grasso, Cecilia La Rocca, Barbara Mugavero, Francesca Palumbo, Giulio Restivo e Rita Triolo.
«Grazie a tutti gli enti che hanno ospitato i nostri corsisti la formazione ha smesso di essere solo apprendimento ed è diventata pratica situata: osservare processi reali, misurarsi con vincoli e risorse, capire cosa funziona e cosa va ripensato, dentro la vita quotidiana della città», ha spiegato la prof.ssa Cettina Laudani, delegata del rettore al Terzo settore.
«Ma il grazie più grande va ai agli studenti e alle studentesse – ha aggiunto la docente -. Perché non hanno “frequentato” un corso: lo hanno reso possibile. Lo hanno riempito di energia, curiosità, disciplina e immaginazione. Hanno dimostrato che l’innovazione, nel Terzo Settore, non coincide con l’adozione di uno strumento, ma con una postura: saper leggere i bisogni, trasformarli in progetti, comunicare valore, e costruire alleanze».

Un momento dell'intervento della prof.ssa Cettina Laudani nel corso della cerimonia di conferimento degli attestati
Una rete tra Università e Terzo Settore per formare professionisti del cambiamento digitale
Il corso è nato e si è sviluppato in sinergia tra il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, tramite il prof. Augusto Gamuzza (coordinatore scientifico del percorso), e il Centro di Servizio per il Volontariato Etneo (CSVE), presieduto da Salvatore Raffa, con la collaborazione di docenti del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’ateneo catanese e di ImpactSkills, ente di formazione e ricerca per gli enti del terzo settore.
L’obiettivo del corso è di costruire una figura professionalmente riconoscibile e operativa, capace di sostenere gli ETS nel cambiamento. Alla presenza della delegata del rettore al Terzo Settore, prof.ssa Cettina Laudani, che ha aperto l’incontro con un keynote con cui ha evidenziato quanto «l’Università di Catania creda nel legame tra cambiamento e territorio», sono intervenuti numerosi docenti, professionisti, partner e soprattutto corsisti, protagonisti di un percorso che ha prodotto risultati di qualità e, insieme, nuove sfide per il futuro, che hanno raccontato la propria esperienza.

Studenti e studentesse che hanno completato il percorso formativo
Un percorso per leggere e governare il mutamento (non solo “usare strumenti”)
Il cuore del progetto formativo è stato una scelta chiara: non proporre una “moda tecnologica”, ma offrire una lente interpretativa e una "cassetta degli attrezzi" per comprendere il mutamento che investe il privato sociale - oggi sempre più sollecitato dalla competizione per l’accesso ai fondi e dalla pressione all’innovazione - e per tradurlo in processi sostenibili, strategie efficaci e competenze trasferibili.
In questa cornice, l’intelligenza artificiale è stata affrontata come insieme di pratiche e decisioni (non come magia): dalla comprensione delle logiche di base fino alle modalità responsabili di utilizzo, tenendo al centro l’aderenza ai valori e alle mission degli ETS.
La struttura del corso, articolata in moduli interconnessi con lezioni, workshop e discussione, ha permesso una progressione didattica molto concreta: dai fondamenti di prompt engineering (con differenze tra AI/ML/LLM, logiche essenziali dei modelli, struttura e obiettivi del prompt) fino alle tecniche intermedie/avanzate (few-shot, conversazioni multi-turno, valutazione degli output, gestione di errori e allucinazioni, bias e limiti).
Il corso si è tenuto nei locali della rete di ETS che ha reso possibile la fase di stage (40 ore) nelle sedi convenzionate di Aira, Adacon Catania, Aipd, Associazione Penelope, Aves Sicilia, Banco Alimentare, Burattini senza fili Aps, Co.Pe. – Cooperazione Paesi emergenti Ets, Gruppo Fratres Santa Maria di Ognina Odv, Gruppo Volontari Italia, Locanda del Samaritano, Nuova Acropoli, Talita Kum e Un futuro per l’autismo.
«Chiudiamo questa seconda edizione con la soddisfazione dei risultati e con la responsabilità delle prossime tappe: consolidare competenze, rafforzare partnership, e continuare a investire su un’idea semplice e potente – ha spiegato in chiusura la prof.ssa Cettina Laudani dell’ateneo catanese -. Il Terzo Settore è uno dei luoghi in cui l’innovazione prende forma, perché tiene insieme tecnologia, relazioni e impatto sociale».
