Italia-Giappone: prende il via il progetto “Kakeni” con l’Università di Hirosaki

In collaborazione con Unict e Policlinico saranno studiati gli effetti biologici del gas radon nelle aree alle pendici dell’Etna

Una collaborazione internazionale italo-giapponese per studiare gli effetti biologici del gas radon nelle aree alle pendici dell’Etna. È quanto prevede il progetto “Kakeni” che è stato presentato stamattina nei locali dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “Rodolico – San Marco”.

Il progetto Kakeni prevede l’avvio delle attività di ricerca sul campo, con prelievi ematici su 25 volontari residenti nell’area etnea e l’installazione di alcuni piccoli strumenti a emissioni zero per analizzare l’aria.

Il monitoraggio consentirà di valutare l’impatto del gas radon sulla popolazione locale e sul territorio, un tema di crescente interesse scientifico e sanitario.

I rappresentanti delle delegazioni

I rappresentanti delle delegazioni

Ad accogliere il rettore dell’Università di Hirosaki (Giappone), l’ortopedico Yasuyuki Ishibashi, accompagnato dal direttore dell’ospedale cittadino, il chirurgo gastroenterologo Kenichi Hakamada, e da una delegazione di docenti dell’ateneo nipponico, è stato il commissario straordinario Giorgio Giulio Santonocito

A rappresentare la delegazione italiana, il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia del Policlinico “Rodolico”, Antonello Basile, la referente per l’internazionalizzazione aziendale, Rosalia Ragusa, il direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico-Chirurgiche, Pierfrancesco Veroux e, in rappresentanza del Magnifico Rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti, la delegata all’internazionalizzazione, Alessandra Ragusa.

«Siamo lieti di ospitare il rettore e l’intera delegazione dell’Università di Hirosaki in occasione dell’avvio del progetto Kakeni – ha dichiarato il commissario Giorgio Giulio Santonocito –. Un’iniziativa sostenuta dal governo giapponese e sviluppata in collaborazione con l’Università di Catania, dedicata allo studio degli effetti biologici del gas radon nelle aree alle pendici dell’Etna. Per la nostra azienda è fondamentale coltivare relazioni di respiro internazionale: soltanto attraverso uno scambio costante di idee e un confronto operativo su progetti concreti è possibile generare un autentico arricchimento culturale e professionale, con ricadute positive sulla sanità globale e, soprattutto, sul benessere dei pazienti».

In programma anche un accordo quadro tra i due atenei, promosso dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Tecnologie Avanzate dell’ateneo catanese, diretto da Antonella Agodi, che promuove la mobilità di studenti, specializzandi e personale strutturato.

I rappresentanti dei rispettivi atenei

I rappresentanti dei due atenei che sottoscriveranno l'accordo

Grazie a questa collaborazione, otto medici dell’Università di Hirosaki hanno già completato periodi di formazione presso i presidi aziendali del Policlinico e del San Marco, mentre da aprile alcuni specializzandi della Scuola di Radiodiagnostica e Interventistica dell’Università di Catania saranno ospitati in Giappone.

«Per noi è un piacere ospitare studenti, specializzandi e docenti dell’Università di Hirosaki nella nostra scuola – ha sottolineato il direttore Antonello Basile – con l’auspicio che questo scambio favorisca nuove competenze, una crescita professionale condivisa e l’avvio di ulteriori progettualità di rilievo per la salute pubblica».

Al termine della presentazione, il commissario Santonocito ha accompagnato il rettore Ishibashi e la delegazione giapponese in una visita ai reparti del presidio “Rodolico”, offrendo ai colleghi internazionali una panoramica delle eccellenze cliniche e tecnologiche dell’azienda, e gettando le basi per ulteriori collaborazioni future.

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