Jazz sotto le stelle di Aci Trezza

Alibrandi Jazz Quarter e la magia dei faraglioni in scena per “Acicastello Summer 2025”

Alessia Zuccaro

Lo scalo di alaggio del porto di Aci Trezza, uno dei più suggestivi angoli del pittoresco borgo marinaro dei Malavoglia, ha ospitato le musiche interpretate dall’Alibrandi Jazz Quarter, composto da Alberto Alibrandi al pianoforte, Marco Caruso al sax, Alberto Amato al contrabbasso e Giuseppe Bonaccorsi alla batteria; con la partecipazione straordinaria del chitarrista Gaetano Rapisarda, ospite dell’ensemble durante l’esecuzione di alcuni brani.

Ad aprire la serata è stata l’assessora Giusy Agosta che, dopo aver calorosamente salutato il pubblico presente, ha invitato sul palco la commissione dei festeggiamenti di San Giovanni Battista per la tradizionale consegna del premio U pisci a mari. In questa edizione, il riconoscimento è stato assegnato ai fratelli Concetto e Giuseppe Valastro, che si sono distinti in occasione della festa straordinaria del santo patrono del 30 agosto scorso, trasportando con la loro motobarca “Lachea” il simulacro nella processione a mare.

La formazione dell’Alibrandi Jazz Quarter al completo sul palco

La formazione dell’Alibrandi Jazz Quarter al completo sul palco

Dopo questo breve momento istituzionale, ha fatto il suo ingresso sul palcoscenico la band, guidata dal maestroAlibrandi, che ha incantato il pubblico con un variegato programma di dodici brani, il primo dei quali è stato This I dig of you di Hank Mobley, un medium swing. Particolarmente apprezzato è stato l’assolo del sassofonista, caratterizzato da virtuosismi e da una marcata tensione espressiva.

Il concerto è stato presentato come un viaggio nella storia del jazz, tra medium swing, Ballad e bossa nova.

Un momento del concerto

Un momento del concerto

L’Alibrandi Jazz Quarter ha proposto Ceora di Lee Morgan, Voyage di Kenny Barron, il bluesy Road Song di Wes Montgomery, la “melodia dolcissima” di In a Sentimental Mood di Duke Ellington, come l’ha definita il maestro Alibrandi; e poi, ancora, Armando’s Rhumba di Chick Corea, che descritta come una “cavalcata”. 

Sono seguiti poi Confirmation di Charlie Parker, On Green Dolphin Street di Miles Davis, Sometime Ago di Bill Evans in trio (pianoforte, contrabbasso e batteria), You Don’t Know What Love Is di Gene de Paul e Don Raye, West Coast Blues di Wes Montgomery e, a chiudere il concerto, l’intramontabile bossanova Chega de Saudade di Antonio Carlos Jobim, con la sua sonorità fresca e brillante.

Un momento dell'intervento del maestro Alibrandi

Un momento dell'intervento del maestro Alibrandi

Tutti i brani sono stati caratterizzati da dinamici e brillanti assoli dei vari componenti della formazione. Il maestro Rapisarda, alla chitarra, si è unito al quartetto nel corso dei seguenti brani: This I dig of you, On green dolphin street, West coast blues e Chega de saudade. Al termine del concerto, il m° Alibrandi ha ringraziato l’amministrazione comunale e il pubblico presente alla serata per l’ospitalità, sottolineando come la musica jazz, con la sua attitudine a combinare tecnica, improvvisazione ed emozione, sappia ancora parlare al cuore di chi ascolta. 

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