Una riflessione di Giuseppe Grasso sul legame umano e artistico tra i due artisti raccontato da Ian Leslie
“Se mi si chiede di dire perché l'amavo, sento che questo non si può esprimere se non rispondendo: “Perché era lui; perché ero io”. Con queste parole del filosofo francese Michel de Montaigne, tratte dal saggio De l’Amitié sull’amicizia con il giurista Étienne de La Boétie, si conclude John & Paul: A Love Story in Songs, dello scrittore britannico Ian Leslie dedicato al rapporto tra John Lennon e Paul McCartney, rispettivamente chitarrista e bassista dei Beatles.
Per quanto vasta, la letteratura beatlesiana prodotta sino ad oggi appare piuttosto carente nell’analisi del rapporto umano tra i due cantautori più influenti del Novecento. Ed è proprio da questa lacuna che nasce il libro di Leslie. Più che una semplice biografia musicale, il volume si configura infatti come un viaggio dentro una delle relazioni artistico-emotive più complesse del secolo scorso, fatta d’amicizia, competizione, complicità e profonde ferite interiori. Il tutto narrato in quarantatré capitoli, ciascuno associato ad un pezzo dei Beatles e, successivamente, delle carriere soliste dei due.
Galeotta ed inizio di tutto, per restare in tema con Montaigne e La Boétie, fu proprio una festa: la festa parrocchiale di Woolton, quartiere periferico di Liverpool, il 6 luglio 1957. Lennon era già leader del gruppo skiffle The Quarrymen e McCartney lo impressionò immediatamente grazie alla sua abilità musicale, suonando perfettamente Twenty Flight Rock di Eddie Cochran: due adolescenti che, senza saperlo, stavano per dare vita alla partnership creativa più importante della musica pop contemporanea.
La peculiarità dell’opera, ovvero l’approfondimento psicologico dei due musicisti, emerge sin dai primi capitoli. Pur provenendo da contesti familiari differenti e con caratteri opposti e modi diversi di vivere la musica, Lennon e McCartney condividevano un’esperienza comune: il dolore della perdita. Entrambi avevano infatti vissuto in giovane età il trauma della morte delle rispettive madri. E proprio questo lutto condiviso costituì uno dei legami più profondi tra i due artisti.
Di personalità più introspettiva e tormentata, le canzoni di John tendevano maggiormente alla confessione emotiva, alla provocazione ed al cinismo; quelle di Paul apparivano invece più positive, melodiche ed ottimiste. Tuttavia, il libro mostra come questa distinzione sia soltanto parziale: dietro la leggerezza di McCartney si nascondeva una forte emotività, mentre Lennon celava dietro sarcasmo ed aggressività una profonda fragilità.

John Lennon and Paul McCartney (right) by the Mersey in Liverpool, 1963. Photograph: Paul Popper/Popperfoto/Getty Images
L’idea centrale del volume è che le canzoni di Lennon e McCartney possano essere lette come un dialogo continuo, strumenti attraverso cui comunicavano emozioni, desideri, insicurezze e conflitti. Brani come If I Fell e You’ve Got to Hide Your Love Away, entrambi di Lennon sulla paura d’amare e la vulnerabilità emotiva, oppure We Can Work It Out ed Hey Jude di McCartney, sulla riconciliazione e sul conforto, mostrano quanto i due fossero sì simili, ma allo stesso tempo così diversi da completarsi reciprocamente.
Tale differenza emerge anche nel privato, come testimonia un ricordo di McCartney: “Uno dei miei più bei ricordi di John è quando ci mettevamo a litigare. Passavano un paio di secondi e poi lui sollevava un po' gli occhiali e diceva: “Sono solo io...”. In quei rari momenti lo vedevo senza la sua facciata, quell'armatura che io amavo così tanto. Era una splendida armatura, ma era straordinario quando sollevava la visiera e lasciava intravedere quel John Lennon che aveva paura di rivelare al mondo”.
Il libro affronta anche le carriere soliste ed il deterioramento del rapporto. Le tensioni dovute allo scioglimento del gruppo, però, non cancellarono mai completamente il legame tra i due. Non a caso, Lennon affermò: “L’unica persona che ho davvero scelto come mio partner, con cui riuscivo ad andare d’accordo e che ho riconosciuto avere talento è stata Paul”.
L’ultimo capitolo, Here Today, è anche il più intimo dell’intera opera, poiché è qui che McCartney confessa apertamente il proprio amore per l’ormai morto Lennon. La canzone è un dialogo immaginario su tutto ciò che non era stato detto abbastanza in vita, a prova di come amare l’altro significa anche spogliarsi delle proprie armature interiori e far emergere la profondità e l’importanza del legame.
John & Paul: A Love Story in Songs ha dunque il merito d’aver restituito centralità alla dimensione emotiva di un rapporto spesso ridotto a semplice collaborazione artistica: la storia di due ragazzi di Liverpool che si sono amati come fratelli sino alla fine, condividendo questo amore con il mondo attraverso la musica ed insegnandoci che l’amore, di qualsiasi natura esso sia, è tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che amarsi è non solo trovarsi, ma anche e soprattutto scegliersi.
In fondo, Lennon e McCartney si amavano perché si erano scelti. Perché era John; perché era Paul; perché sono loro.