La filiera del benessere: il Comitato Unico di Garanzia “promotore” e “sentinella vigile”

Due macro traiettorie per il triennio 2026-2028 promosse dal CUG: cura della salute bio-psico-emotiva per favorire il benessere organizzativo e nel lavoro e la promozione dell'equilibrio di genere fino al contrasto della violenza

Alfio Russo

Un Ateneo in cui stare bene, sentirsi ascoltati e tutelati, trovare strumenti per affrontare le difficoltà e opportunità per crescere in un ambiente di lavoro e studio realmente inclusivo e sereno, permeato dal benessere.  Questo il programma del Rettore Enrico Foti e questa la mission istituzionale del Comitato Unico di Garanzia dell'Università di Catania. Una squadra a formazione paritetica che unisce tutte le componenti della nostra comunità universitaria (docenti, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti) e oggi presieduta dalla prof.ssa Gabriella Nicosia, giuslavorista.

Un Organismo che precede, con  il proprio impulso progettuale, le azioni intraprese dall'ateneo catanese negli ambiti di propria competenza e che ne monitora e accompagna la relativa implementazione, con uno speciale ruolo di sensore, attento a intercettare segnali di malessere in tutta la comunità universitaria. 

Nei primi mesi dell’anno 2026  il Cug ha proposto, ai sensi della normativa in atto vigente, un Piano di azioni positive 2026-2028,  in dialogo col "Gender Equality Plan" di Ateneo - oggi parte del PIAO (Piano Integrato di attività e organizzazione)  adottato  dalla Governance di Unict - e  in sintonia  con il programma del Rettore, posto che   racchiude diverse  azioni volte a mettere  al centro il benessere della comunità universitaria, la prevenzione delle discriminazioni e della violenza, la formazione e la promozione delle pari opportunità. Il nuovo Piano di azioni positive si inserisce nella progettazione macro organizzativa dell’Ateneo e nasce dalla consapevolezza che la qualità e l’efficienza della azioni dell’Università passino anche dalla qualità degli ambienti nei quali le persone lavorano e studiano.  Dal medesimo Piano sono derivate le molte azioni che promuovono e sorreggono la diffusione della cultura del benessere organizzativo e nel lavoro a Unict.

Il progetto perseguito dal Cug poggia sull’idea di anticipare la soglia dell’intervento, preferendo l’adozione di interventi proattivi, capaci di neutralizzare  in via preventiva le fonti di malessere, in tutte le variegate espressioni, e, più in generale, di tutte le criticità nei luoghi di studio  e di lavoro e guarda ai prossimi tre anni con l’obiettivo di rafforzare e rendere più strutturali alcuni strumenti di ascolto, monitoraggio e prevenzione. Docenti, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti sono i destinatari di un programma che intreccia benessere organizzativo, salute bio-psico-emotiva, cultura delle pari opportunità e attenzione all’equilibrio di genere. 

Non si tratta, dunque, soltanto di intervenire quando emerge una situazione di disagio. L’idea è costruire una rete  capace di ascoltare, intercettare i problemi, prevenirli e accompagnare le persone,  e di ricorrere ad un modello di intervento sequenziale e  circolare, in grado di utilizzare anche i dati e il monitoraggio per comprendere come evolve il clima dell’Ateneo ed elaborare interventi per il ciclo successivo. 

In più di una occasione la presidente Gabriella Nicosia ha sottolineato che «il benessere organizzativo e un ambiente di lavoro  scevro da situazioni bloccanti, mortificanti o peggio  di violenza, e viceversa   dominato  da un clima sereno e inclusivo, sono la precondizione per le migliori performance, quelle in grado di soddisfare  davvero le attese e le pretese (tutelabili) dei nostri  utenti interni ed esterni: delle persone che lavorano e studiano all'Università di Catania.

Dal Piano sono già derivate azioni significative spesso in sinergia con le delegate e i delegati del rettore. «Ciò con un virtuoso approccio di rete che esprime la naturale vocazione di questa preziosa sentinella», aggiunge la presidente prof.ssa Gabriella  Nicosia, che mantiene un networking costante con la rete nazionale dei Cug. Un circuito di riflessione  diffuso in modo capillare in ambito nazionale in cui l’Università di Catania ha offerto spesso apprezzati contributi. Basti pensare alla recente partecipazione al tavolo di studio per la nuova direttiva sul funzionamento dei Cug.

Le azioni sono monitorate, integrate e, dove necessario, rimodulate in ragione delle evidenze che emergono durante la relativa attuazione. È un approccio che punta a trasformare gli obiettivi generali della programmazione dell’Ateneo, partendo dal programma del Rettore e via via discendendo fino al Piao, in interventi concreti nella quotidianità delle persone. 

Azioni di miglioramento delle condizioni lavorative e di studio 

 La prima parte del Piano guarda direttamente al benessere di chi vive l’Università ogni giorno. Ascolto, salute bio-psico-emotiva e monitoraggio del clima organizzativo sono i tre strumenti attraverso i quali il CUG intende rafforzare le condizioni di lavoro e di studio e intercettare più tempestivamente eventuali situazioni di difficoltà. 

Uno spazio di ascolto aperto a tutta la comunità 

La prima azione ha promosso e auspicato lo Spazio di ascolto oggi esteso a tutto il personale di Unict. 

Il progetto comprende anche attività formative dedicate alla gestione dello stress, alla consapevolezza emotiva e alle relazioni sane, insieme a iniziative di sensibilizzazione sul valore del benessere nella vita universitaria.  

Ascoltare i segnali di disagio 

La seconda azione riguarda la funzione di garanzia del CUG e punta a rafforzare il confronto con le diverse articolazioni dell’Ateneo. 

Il monitoraggio potrà quindi fornire elementi utili per individuare anomalie e  situazioni specifiche  che possono essere trattate dalla Consigliera di Fiducia,  cui il Comitato fa costantemente   riferimento per la gestione di tutti i casi singoli. 

Fotografare il clima dell’Ateneo 

La terza azione punta invece a tenere il polso di  come si vive e si lavora all’interno dell’Università di Catania.  

La nuova rilevazione è già stata avviata a fine luglio 2026 e ha preso in considerazione nella sua prima fase il personale tecnico-amministrativo. 

Gabriella Nicosia

In foto la prof.ssa Gabriella Nicosia insieme con il direttore generale Corrado Spinella e il rettore Enrico Foti

Azioni per la parità di genere,  le pari opportunità e l’inclusione, la prevenzione della discriminazione e il contrasto alla  violenza

La seconda parte del Piano allarga lo sguardo alla cultura della parità, con azioni dedicate alla diffusione di un approccio inclusivo, alla formazione, alla prevenzione della violenza e alla promozione di una partecipazione più equilibrata ai processi decisionali. 

Il filo conduttore è quello della prevenzione: creare consapevolezza, diffondere strumenti e conoscenze, rafforzare i servizi e accompagnare nel tempo un cambiamento culturale. 

Fra le ultime iniziative che hanno già riempito di contenuti il punto di attenzione, va annoverata l’istallazione di dispenser di assorbenti igienici gratuiti. Un gesto di autentica attenzione nei confronti di tutta la componente femminile della comunità universitaria e di tutte le donne che vivono I nostri spazi.

Uno sportello contro la violenza, per tutta la comunità universitaria: "Spazio sicuro Unict" 

Il punto di attenzione contempla pure uno dei temi più delicati affrontati  nella progettazione del Cug: la prevenzione e il contrasto della violenza di genere. 

Accanto all’adozione del codice antiviolenza, il progetto condiviso, come previsto nel Piano con la prof.ssa Liana Daher, delegata ai processi sociologici del territorio e alla parità di genere,  prevede l’implementazione di uno sportello antiviolenza - denominato Spazio sicuro Unict - destinato all’intera comunità universitaria  di cui sarà titolare, con generoso spirito di servizio, la prof.ssa Marina Quattropani 

È  strategico nella visione della squadra del  CUG e della sua  Presidente, esperta nella materia,  il ruolo di una leadership inclusiva e attenta a sogni e bisogni del capitale umano che la collabora. Ecco perché il CUG promuove convintamente azioni di formazione e sensibilizzazione per la Dirigenza del nostro Ateneo e tutte le figure che , ricoprono  ruoli di responsabilità 

Lunedì 21 è partito un ciclo di seminari che ha coinvolto tutti i Direttori di Dipartimento, i dirigenti, le elevate professionalità e i responsabili di posizioni organizzative con L’obiettivo specifico di veicolare formazione e informazione sulla centralità di performance attente a tutti questi aspetti.  

La presidente del CUG nella sua relazione ha  prospettato la filiera e circolarità del percorso di diffusione e implementazione di un approccio proattivo che intende creare valore pubblico dando valore alle persone. 

Un percorso che mette le persone al centro 

Le azioni del Cug delineano un percorso nel quale benessere, inclusione e pari opportunità diventano dimensioni concrete della vita universitaria. 

Il tratto comune è la volontà di passare dall’enunciazione dei principi alla costruzione di strumenti capaci di intercettare i bisogni, raccogliere informazioni, prevenire le situazioni di disagio e accompagnare l’Ateneo in un processo di crescita organizzativa e culturale. 

Una vera filiera del benessere in cui il ruolo del Cug è giusto quello del  propulsore a monte del sistema  e del presidio di garanzia, a valle del medesimo, con l’obiettivo di contribuire a costruire una comunità universitaria sempre più attenta alle persone, alle differenze e alla serenità  delle relazioni. 

Back to top