La magia dei Kokedama appesi a un filo

All’Orto Botanico un pomeriggio tra natura, creatività e divertimento: grandi e piccoli scoprono l'antica arte giapponese nel cuore verde di Catania

Alfio Russo
L'orto appeso
Un momento della visita nella serra dell'Orto Botanico
Un momento della realizzazione del Kokedama
Un Kokedama

C'è un momento preciso in cui le mani si immergono nella terra umida, i profumi del sottobosco risvegliano i sensi e la fantasia prende il sopravvento.

È l'istante in cui l'uomo riconnette il proprio spirito alla Natura. Non più da semplice osservatore, ma da creatore. Tra il fruscio delle foglie, le risate dei bambini e la curiosità degli adulti, il gioco e la scoperta di un mondo nuovo sono diventati i veri protagonisti dell'Orto Botanico di Catania, cornice d'eccezione dell'evento L’Orto appeso a un filo: realizziamo un kokedama organizzato da Officine Culturali. Un'esperienza immersiva che ha trasformato un pomeriggio di settembre in un'avventura verde condivisa da generazioni diverse, unite dalla voglia di imparare e divertirsi insieme. 

Stefano Andreoli con un Kokedama

Stefano Andreoli con un Kokedama

Le origini umili e l’estetica della connessione uomo-natura

La storia del Kokedama trova le sue radici nell’antico Giappone e nasce da un'intuizione dei contadini più poveri: non potendosi permettere i tradizionali vasi in terracotta, idearono un contenitore del tutto naturale avvolgendo le radici delle piante in sfere compatte di terra e muschio. 

Nella cultura nipponica, questa pratica racchiude un profondo significato simbolico e spirituale: rappresenta la continuità e la perfetta simbiosi tra l'essere umano e il mondo vegetale. 

L'estetica del Kokedama incarna appieno la filosofia del wabi-sabi, che invita a celebrare la bellezza dell'imperfezione, dell'essenzialità e della semplicità organica. Il risultato è una vera e propria scultura vivente priva di strutture rigide, capace di portare equilibrio, armonia e un soffio di natura fluttuante negli spazi della vita quotidiana. 

Un momento della realizzazione del Kokedama

Momento della realizzazione del Kokedama

Dalla serra al laboratorio: la guida di Stefano Andreoli e i segreti della Pachira acquatica

Ad accompagnare i partecipanti in questa affascinante esplorazione è stata la guida Stefano Andreoli. La prima parte del percorso si è snodata tra i viali e le meravigliose serre dell'Orto Botanico, dove il gruppo ha potuto ammirare da vicino specie esotiche e maestose come la Monstera deliciosa, il Mango, le eleganti Orchidee e la Pachira acquatica. 

Si è poi passati all'azione con il workshop pratico: per la realizzazione del proprio kokedama, i partecipanti hanno utilizzato come pianta centrale la Pachira acquatica (nota anche come "albero della fortuna"). Stefano ha mostrato come dosare sapientemente il terriccio arricchito con la perlite — un minerale vulcanico fondamentale per garantire il giusto drenaggio e l'aerazione delle radici — per poi avvolgere con cura il tutto all'interno di una soffice sfera di muschio, fermata con pazienza dal filo. 

Mani sporche di terra, sorrisi e grande collaborazione hanno accompagnato ogni passaggio, trasformando il lavoro manuale in un momento di puro gioco e condivisione. 

La guida Stefano Andreoli mentre mostra alcune piante dell'orto botanico

La guida Stefano Andreoli mentre mostra alcune piante dell'Orto Botanico

Come conservare e prendersi cura del proprio Kokedama

A conclusione del laboratorio, Stefano Andreoli ha spiegato come custodire al meglio questa piccola opera d'arte botanica una volta portata a casa. Mantenere l'esatta combinazione di temperatura e umidità è semplice se si seguono due gesti fondamentali: Nebulizzazione quotidiana e immersione periodica (il bagno maria).

La Nebulizzazione quotidiana: spruzzare un po' d'acqua sul muschio a pioggia leggera con un nebulizzatore per mantenere la superficie morbida e idratata.

L’Immersione periodica (il bagno maria): quando la palla di muschio risulta leggera al peso o asciutta al tatto, è il momento di immergerla per qualche minuto in una bacinella con acqua a temperatura ambiente. In questo modo il cuore di terriccio e perlite assorbirà tutta l'acqua necessaria; una volta sgocciolato l'eccesso, il Kokedama sarà pronto per tornare a sospendersi nell'aria in tutta la sua bellezza.

Un Kokedama

Un Kokedama

Back to top