La musica come strumento educativo-didattico per l’inclusione scolastica

I primi risultati del progetto europeo Erasmus+ Smile

Alfio Russo

Atenei, enti di ricerca e istituti scolastici insieme per promuovere, tramite la musica, un’educazione inclusiva e interculturale.

Sono i contenuti del progetto europeo Erasmus+ “Share the Music for Inclusive Learning in Education – Smile”, finalizzato a promuovere la musica come dispositivo educativo-didattico efficace per l’inclusione scolastica. E, inoltre, sempre in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, il progetto mira a implementare in ambito formativo buone prassi per realizzare un’educazione inclusiva e di qualità.

Temi che sono stati al centro dell’International meeting e del Teacher Training Activity, che si è svolto nei giorni scorsi a Nicosia (Cipro), nell’ambito del progetto Smile coordinato da Gabriella D’Aprile, docente di Pedagogia interculturale e presidente del corso di studi in Scienze dell’Educazione e della Formazione al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania. 

A far parte del team di ricerca del Disfor d’ateneo anche i docenti Augusto Gamuzza, Raffaella C. Strongoli, Bufalino Giambattista e in qualità di gruppo tecnico Maria Giovanna Grasso, Tiziana Lucrezia Caruso, Erica Pizzo, Giovanni Savia, Cristina Trovato. 

«I processi migratori in atto a livello globale hanno modificato l’assetto delle istituzioni scolastiche europee chiamate a confrontarsi con nuove sfide formative e con le specificità dei nuovi contesti eterogenei e multiculturali – ha spiegato la prof.ssa Gabriella D’Aprile -. La musica è un potente linguaggio, universale e transculturale, capace di valorizzare le biografie e le storie individuali/collettive, di integrare le diversità, creando un senso di comune appartenenza».

Il team Unict che ha partecipato ai lavori a Cipro

Il team Unict presente al meeting a Cipro

E l’iniziativa di Cipro, che ha visto il coinvolgimento dei diversi partner, si è configurata come un momento di condivisione e di restituzione progettuale rispetto al lavoro nell’ultimo anno nell’ambito del progetto. 

Un partenariato complesso che include l’Università di Catania e anche diversi centri di ricerca e istituzioni europee come: Thrace Regional Directorate for Primary and Secondary Education (Eastern Macedonia, Grecia), A.Mus.Ed. Amalgamate Music Education Ltd (Cipro), Fundacja Rozwoju Aktywności Międzynarodowej i Edukacyjnej (Polonia) e Viksjöfors skola (Svezia). 

In rappresentanza del mondo scolastico (Associate partner di progetto) è stato coinvolto l’Istituto comprensivo statale “Italo Calvino” di Catania (rappresentato dal dirigente scolastico prof. Salvatore Impellizzeri e dalle docenti di scuola dell’infanzia e primaria Clementina Campochiaro, Teresa Garaffo, Teresa Giunta, Cettina Monastra, Isabella Saraniti) presente alle attività formative svolte a Cipro, finalizzate alla diffusione di best practices sulla promozione di un’educazione inclusiva e interculturale attraverso la musica.

«L’Università di Catania a Cipro ha presentato l’indagine sull’analisi dei bisogni, ovvero gli esiti di una ricerca transnazionale riguardante l’atteggiamento dei docenti nei confronti della musica come strumento per l’educazione inclusiva, il tutto in chiave comparativa e geo-culturale – ha aggiunto la prof.ssa D’Aprile -. In questa occasione, è stato presentato anche un case study: il progetto pilota di musica con l’ausilio della Comunicazione Aumentata Alternativa realizzato dall’Istituto comprensivo “Galileo Galilei”, indirizzo musicale, di Acireale».

i componenti dei diversi partner del progetto a Cipro

I componenti dei diversi partner del progetto a Cipro

«Le attività formative organizzate, con la supervisione scientifica dell’unità di ricerca catanese, hanno fornito agli insegnanti delle diverse scuole dell’infanzia e primaria nuove conoscenze, competenze e strumenti didattici innovativi per utilizzare efficacemente la musica in prospettiva interculturale – ha sottolineato la coordinatrice del progetto Smile -. Il progetto ha messo a disposizione degli insegnanti un Digital Repository con risorse multimediali per implementare buone prassi in contesti formativi e d’istruzione». 

«La proficua e sinergica collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e l’effettivo trasferimento di quanto appreso condurrà a una maggiore consapevolezza culturale in merito alla triade educazione-musica-inclusione – conclude la prof.ssa Gabriella D’Aprile -. La musica è caratterizzata da componenti minimali che, attraverso la concatenazione di ritmi e suoni, generano e producono ricadute educative importanti, nella felice prossimità tra narrazioni e suggestioni emotive». 

Nel corso dei lavori è stata, inoltre, presentata una Guida per gli insegnanti a supporto dell’uso del Repository ed è stata annunciata la conferenza internazionale finale che sarà ospitata nel giugno del 2024 dal Dipartimento di Scienze della formazione, per la disseminazione di nuove pratiche educative interculturali che incroceranno ritmi, armonie, parole, racconti, incanti sonori.