La prevenzione oncologica entra all’Università

Il rettore Enrico Foti: «Portiamo concretamente la prevenzione nei luoghi di lavoro». al via gli screening gratuiti per il personale Unict. Già 250 le prenotazioni

La prevenzione non aspetta: arriva nei luoghi di lavoro. Da ottobre l’Università di Catania apre le porte agli screening oncologici rivolti al proprio personale, portando direttamente nelle strutture dell’ateneo catanese informazioni, sensibilizzazione e opportunità concrete di diagnosi precoce. 

L’iniziativa, promossa dal Centro di ricerca universitario PreDiCT – Prevenzione, Diagnosi e Cura dei Tumori afferente al Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche e dalla Lilt di Catania, in collaborazione con l’Asp di Catania - titolare dei programmi organizzati di screening oncologico e responsabile della loro concreta realizzazione -, coinvolgerà docenti e personale tecnico-amministrativo nelle fasce d’età previste dai programmi regionali di screening per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.

E il segnale di interesse è già forte: prima ancora dell’avvio ufficiale della campagna sono 250 le prenotazioni raccolte. Un dato che conferma l’importanza di avvicinare la prevenzione alle persone, riducendo tempi e ostacoli all’accesso ai controlli.

L’iniziativa offrirà gratuitamente al personale che rientra nelle fasce d’età previste dai programmi organizzati la possibilità di accedere agli screening per la prevenzione dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.

Il valore aggiunto della campagna sarà la possibilità di portare la cultura e le opportunità della prevenzione direttamente negli ambienti di lavoro. Presso le strutture dell’Ateneo saranno infatti organizzati incontri informativi e attività di sensibilizzazione pensati per fornire al personale informazioni utili e facilitare l’adesione ai percorsi di screening promossi dall’Asp di Catania.

Un momento della conferenza stampa

Un momento della conferenza stampa

Nel dettaglio, la mammografia sarà proposta alle donne tra i 50 e i 69 anni; lo screening della cervice uterina sarà rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, mentre lo screening del colon-retto interesserà donne e uomini tra i 50 e i 69 anni.

Attraverso gli incontri e le attività previste nelle diverse strutture universitarie, il progetto punta dunque a rendere più accessibili i programmi di prevenzione, avvicinando i servizi sanitari ai luoghi di lavoro. Un approccio che mira a favorire una partecipazione più ampia, consapevole e attiva del personale ai percorsi di prevenzione oncologica, nella convinzione che intercettare precocemente una malattia possa fare la differenza.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nell’aula magna del Palazzo centrale dal rettore Enrico Foti, dal direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe Laganga Senzio, dal prof. Massimo Libra, direttore di PreDiCT e presidente della LILT di Catania. 

Sono intervenuti anche il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, ing. Antonio Leonardi, il direttore generale dell’ateneo Corrado Spinella, la direttrice del dipartimento “G.F. Ingrassia”, l’ordinaria di Igiene Antonella Agodi, moderati da don Antonio Sapuppo, coordinatore regionale della LILT.

«Mettiamo al centro il benessere di tutte le persone che compongono la comunità universitaria – ha ricordato il rettore Enrico Foti -. Per la prima volta non ci fermiamo alla sensibilizzazione, ma portiamo concretamente la prevenzione nei luoghi di lavoro, rendendola più semplice e accessibile attraverso azioni mirate. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra Università, ricerca, sistema sanitario e territorio, che insieme possono trasformare la prevenzione in una pratica concreta e quotidiana».

L'intervento del rettore Enrico Foti

L'intervento del rettore Enrico Foti

«Ringrazio il rettore Enrico Foti per aver dato ai dipendenti dell’Università l’opportunità di entrare direttamente in contatto con la Lilt e di accedere alle visite di prevenzione oncologica – ha sottolineato il prof. Massimo Libra -. Nonostante gli inviti periodici dell’Asp, anche attraverso comunicazioni personali, troppo spesso si tende a rimandare i controlli, aumentando così i rischi per la propria salute. Iniziative come questa consentono invece di abbattere uno degli ostacoli più frequenti alla prevenzione: la difficoltà di trovare tempo e occasioni per sottoporsi agli screening». 

«Sarà infatti la LiltT a raggiungere direttamente i luoghi di lavoro, coinvolgendo docenti e personale tecnico-amministrativo e invitandoli a effettuare i controlli. Un’opportunità concreta che, ne siamo certi, contribuirà a rafforzare la cultura della prevenzione oncologica all’interno dell’Ateneo», ha aggiunto.

«Ottobre è tradizionalmente il mese dedicato alla prevenzione oncologica e quest’anno l’Asp di Catania, insieme alla LILT e all’Università di Catania, propone un programma rivolto in particolare alla popolazione universitaria, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza e promuovere una maggiore adesione agli screening», ha spiegato il dg Giuseppe Laganga Senzio

«Gli indicatori e le percentuali di adesione restano ancora inferiori alla soglia minima fissata dalle linee guida Agenas. Tuttavia, la strategia della prossimità sta dando risultati positivi e le adesioni sono in crescita – ha aggiunto -. L’ASP si sta avvicinando concretamente ai cittadini, raggiungendoli direttamente nei luoghi di lavoro grazie alle convenzioni con le associazioni degli industriali, le singole realtà produttive e i Comuni, facilitando così l’accesso ai programmi di screening.

È però necessario continuare a investire nella comunicazione e nelle attività di sensibilizzazione. Occorre un vero e proprio cambiamento culturale, che aiuti a comprendere quanto la prevenzione sia fondamentale: non soltanto perché consente di intervenire tempestivamente e migliorare l’esito di un’eventuale malattia, ma anche perché contribuisce a rendere più sostenibile, nel lungo periodo, l’intero sistema sanitario».

Back to top