La Ricerca scende in piazza per Sharper Night 2026

Il rettore Enrico Foti: «Quando la scienza esce dai laboratori e incontra la città, la conoscenza diventa partecipazione, innovazione e valore per la comunità»

Alfio Russo
Stand Sharper Night
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Stand Polizia scientifica

Per una sera piazza Università ha cambiato volto. Tra le facciate barocche illuminate, il brusio della città e decine di stand affollati di famiglie, bambini, studenti e curiosi, la Ricerca ha preso il posto delle consuete distanze tra chi la realizza e chi la osserva. 

Provette, vulcani in miniatura, esperimenti, immagini, strumenti e dimostrazioni hanno trasformato il cuore di Catania in un grande laboratorio a cielo aperto, dove toccare con mano la ricerca è diventato possibile.

C’è chi si è fermato davanti a un esperimento di chimica, chi ha osservato un vulcano in eruzione, chi ha fatto domande ai ricercatori e chi, forse per la prima volta, ha scoperto che dietro una formula, un microscopio o un sofisticato apparato scientifico può esserci una storia capace di parlare anche ai più giovani. 

È stata questa l’energia di Sharper Night 2026, la Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, tornata oggi nel cuore della città con una partecipazione che ha trasformato la divulgazione scientifica in una grande esperienza collettiva.

Dai laboratori alle piazze, dunque, la ricerca ha incontrato direttamente il suo pubblico. Non più soltanto attraverso conferenze o pubblicazioni, ma attraverso il dialogo, la curiosità, il gioco e la possibilità di vedere da vicino ciò che normalmente rimane dietro le porte dei laboratori universitari. 

Piazza Università

I visitatori in piazza Università

Una festa della conoscenza che ha coinvolto l’intero ateneo, insieme con altri enti di ricerca, e che ha mostrato, in modo immediato, quanto la scienza possa essere accessibile, sorprendente e parte integrante della vita quotidiana.

Fin dal pomeriggio, piazza Università e gli altri luoghi coinvolti dalla manifestazione si sono trasformati in una mappa della ricerca catanese: 56 stand, 190 appuntamenti e circa 1.500 tra docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti, dottorandi e assegnisti hanno contribuito a costruire una serata nella quale la conoscenza è uscita dai suoi luoghi abituali per andare incontro alla città.

Un’immagine che racconta bene lo spirito di Sharper Night: abbattere i muri dei laboratori per costruire un ponte con la comunità. Perché avvicinare una bambina a un esperimento, incuriosire uno studente, coinvolgere una famiglia o spingere un ragazzo a fare una domanda significa già compiere un piccolo passo verso la scienza del futuro.

Uno degli stand

Ricercatrici e ricercatori in uno stand invaso da bambini e bambine

Esperimenti, sfide scientifiche e spettacoli nei luoghi simbolo della città

La manifestazione si è snodata tra i punti nevralgici della città e della rete museale cittadina. Il cuore pulsante dell'iniziativa è stato rappresentato da piazza Università, dallo storico Palazzo centrale, dal Centro universitario teatrale di Palazzo Sangiuliano, dal Cortile Platamone e dalla Sala "Concetto Marchesi" del Palazzo della Cultura. 

Proprio quest'ultima è stata il teatro della MiniTalk Challenge 2026, un avvincente contest di divulgazione scientifica che ha visto 14 ricercatori e ricercatrici sfidarsi a colpi di interventi live della durata di circa cinque minuti, spiegando argomenti complessi con un linguaggio semplice, chiaro e coinvolgente. 

A conquistare il primo premio è stata Giulia Russo del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute con l'intervento dal titolo "E se potessimo provare una cura prima di usarla? Come il gemello digitale aiuta a scegliere la terapia giusta contro il tumore al seno". In gara anche Giuseppe Cinà, Alessandra Geraci, Claudio De Maria, Francesco Tiralongo, Roberto Pagano, Abdel Idrissi, Paolo Inturri, Roberto Catania, Stefano Di Marco, Pietro Guadagnino, Eloise Pulvirenti, Fabrizio Ferreri, Valentina Iacono.

Il rettore Enrico Foti premia Giulia Russo

Il rettore Enrico Foti premia Giulia Russo

Parallelamente, si sono tenute le "porte aperte" per le visite guidate alla Città della Scienza (con numerose iniziative mirate ai più piccoli), al Museo delle Mirabilia e dei Saperi Siciliani, ai Musei della Fabbrica dei Benedettini, di Mineralogia, Petrografia e Vulcanologia. E ancora dei musei di Paleontologia, di Zoologia, della Rappresentazione, l'Orto Botanico e la Banca del Germoplasma.

Nello spazio del Centro Universitario Teatrale, il pubblico ha potuto assistere alla restituzione della performance teatrale Etica in scena, spettacolo nato all'interno del laboratorio promosso in continuità con il progetto interdipartimentale di Etica applicata dell'Università di Catania. 

Ideato da Rossella Pezzino de Geronimo e sviluppato nella sua dimensione scenica da Francesco Pistone ed Enrico Sortino, il percorso si è articolato attraverso dodici incontri incentrati su dialogo, improvvisazione, confronto drammaturgico e scrittura. 

I partecipanti sono stati accompagnati nella costruzione di testi originali, nati dalle loro esperienze dirette e da una riflessione condivisa su temi quali etica, solitudine, conflitto, speranza, relazioni e responsabilità.

Sul palco sono tornati proprio quegli scritti, interpretati dai medesimi ragazzi e ragazze che li hanno ideati, affiancati da un attore esterno. Non si è trattato di un semplice saggio finale, bensì di una vera creazione collettiva in cui il pensiero e l'azione scenica si sono incontrati per trasformare i dilemmi etici in un'esperienza viva e condivisa. 

La performance, basata sui testi di Anna Laura Fiaminio, Giada Saitta, Andrea Presente e Paola Saverino sotto la supervisione di Enrico Sortino e Francesco Pistone, è stata interpretata sul palco da Flaminio, Pistone e Saverino.

Un momento dello spettacolo al Cut

Un momento dello spettacolo al Cut

Il rettore Enrico Foti: "Ricerca, città, partecipazione"

Sharper Night è uno dei momenti in cui l’Università riesce a mostrare con maggiore immediatezza la propria natura di comunità aperta. Portare ricercatrici e ricercatori nelle piazze e nelle strade di Catania significa rendere la ricerca più vicina e accessibile, creando occasioni di curiosità, confronto e partecipazione. La conoscenza non può rimanere confinata nei laboratori o parlare soltanto agli addetti ai lavori: deve saper uscire, farsi comprendere e dialogare con il territorio.

Anche quest’anno la grande partecipazione ha confermato quanto Catania stia diventando sempre più una città universitaria. La Notte dei Ricercatori è un’occasione importante per raccontare la varietà delle attività che l’Ateneo porta avanti ogni giorno, dalla didattica alla ricerca fino alla terza missione, incontrando pubblici diversi: dai più giovani agli studenti, dai cittadini ai turisti.

È proprio questa capacità di rivolgersi a una platea così ampia a rendere speciale l’iniziativa. La scienza e la ricerca escono dai loro confini abituali e mostrano anche la loro dimensione più concreta, fatta di innovazione, applicazioni e soluzioni che possono contribuire al miglioramento della qualità della vita. In questo percorso diventa fondamentale anche il rapporto con le imprese e con il territorio, perché condividere la conoscenza significa trasformarla in opportunità e valore per la comunità

Uno degli stand di Ingegneria

Uno degli stand di Ingegneria

Margherita Ferrante, delegata alla Terza Missione e coordinatrice del progetto: "Avvicinare i più giovani alla ricerca e all'innovazione"

Lo sforzo è stato davvero molto grande. Sono diversi mesi che lavoriamo a questa serata e tutto l’Ateneo si è stretto intorno al progetto: lo staff dell’Area Terza Missione, l’Area Comunicazione, la sicurezza e tante altre strutture hanno lavorato insieme. Alla fine questo lavoro corale ha pagato, con tantissimi stand, molti più degli anni passati, e numerosi ricercatori e ricercatrici che hanno scelto di mettersi in gioco.

Con Sharper Night abbiamo abbattuto le porte dei laboratori dell’Università per portare la ricerca direttamente nelle piazze e tra le persone. È proprio questo ciò che vogliamo fare: avvicinare sempre di più giovani e bambini alla ricerca e all’innovazione, facendo capire loro che la scienza non è qualcosa di lontano, ma un percorso al quale ciascuno può contribuire. Si parte dalla conoscenza, dalla preparazione e dalla curiosità, per arrivare alla scoperta, all’innovazione e alle applicazioni concrete nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro e nel terzo settore, che abbiamo voluto coinvolgere e che sta collaborando con noi.

Il nostro obiettivo è anche rafforzare il tessuto sociale e offrire ai ragazzi la possibilità di studiare, crescere e trovare una collocazione nel proprio territorio. È la direzione indicata dal nostro rettore: non solo studiare in Sicilia, ma anche poter lavorare in Sicilia. Per questo, alla fine, lo sforzo fatto non lo sentiamo: siamo felici di vedere una partecipazione così grande e, soprattutto, di riuscire a entrare nel cuore dei giovani.

Il futuro della scienza non è solo per pochi eletti: è qui ed è anche vostro. Con SHARPER Night l’Università abbatte i muri tra i laboratori e la città, attraverso talk, esperimenti, sfide e momenti di spettacolo che permettono di toccare con mano l’innovazione e di confrontarsi anche con ciò che oggi sembra impossibile. Ai ragazzi e alle ragazze diciamo: i ricercatori e le ricercatrici di domani siete voi. Mettetevi in gioco, fate domande, anche quelle più scomode, e alimentate la vostra curiosità. La scienza non è mai stata così vicina.

L'iconico Gufo, simbolo di Sharper Night

L'iconico Gufo, simbolo di Sharper Night, realizzato da un piccolo partecipante

Ricerca, trasferimento tecnologico e promozione dell’imprenditorialità nel territorio di Catania

Nel corso della serata si è svolto anche l'incontro dal titolo Ricerca, trasferimento tecnologico e promozione dell’imprenditorialità nel territorio di Catania, ospitato nella Sala Marchesi del Palazzo della Cultura.

Il panel ha visto gli interventi del rettore Enrico Foti, della prof.ssa Margherita Ferrante e di Luca Sangiorgio, assessore all’Urbanistica, Mobilità e Decoro Urbano del Comune di Catania. Sono seguiti poi i contributi della prof.ssa Ida Nicotra, presidente della Scuola Superiore di Catania, dell'Ing. Alessandro Tumminia, della dott.ssa Laura Pergolizzi, capo di gabinetto del Prefetto di Catania, e il direttore generale dell'ateneo catanese Corrado Spinella.

Anche quest’anno l’iniziativa si è inserita nella rete nazionale di Sharper, avvalendosi del coordinamento e del supporto della società di comunicazione scientifica Psiquadro - in collaborazione con un consorzio che comprende l’INFN, le Università di Cagliari, Catania, Marche, Palermo e Perugia, l’Immaginario Scientifico di Trieste e Observa Science in Society, oltre a numerose università partner associate -, rafforzando così il legame tra l’esperienza dell’Università di Catania e una più ampia comunità nazionale impegnata nella divulgazione della ricerca. 

Al fianco di Unict diversi enti come Csfnsm, Cnr, CruiI, Eunice European University, Fondazione Siciliae Studium Generale Unict 1434, Inaf, Comune di Catania, Infn Sezione di Catania, Infn Laboratori Nazionali del Sud (LNS), Ingv, Officine Culturali, Fondazione Samothrace, Scuola Superiore di Catania, Radio Zammù, SlowFood Catania e Tomarchio Bibite.

In piazza anche la Polizia Scientifica che ha trasformato la scena del crimine in un vero laboratorio a cielo aperto, mostrando come impronte, tracce e altri indizi possano essere analizzati attraverso tecniche scientifiche per ricostruire la dinamica di un evento e contribuire alle indagini.

La ricca ed emozionante serata si è infine conclusa con l’esecuzione a cappella di una selezione di brani eseguiti dal Coro d'Ateneo alla presenza di mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania.

Mons. Renna e il Cut

Mons. Luigi Renna insieme con alcuni protagonisti del Coro d'Ateneo

 

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