La scienza siciliana firma il “passaporto” dell’agrifood

Dallo studio di Unict e Infn nasce la carta d’identità digitale delle eccellenze Dop e Igp, un protocollo spettroscopico certificato a livello internazionale: più tutela contro le frodi, più competitività sui mercati globali

Alfio Russo

La ricerca scientifica siciliana compie un salto decisivo dalla teoria alla difesa concreta dell’economia reale. Con la pubblicazione sulla rivista internazionale Journal of Food Composition and Analysis, lo studio – dal titolo Implementing advanced elemental and chemical analysis for quality, safety and traceability assessment of PGI and PDO agri-food products e condotto dall’Università di Catania insieme con la sezione etnea dell’Infn - introduce un sistema innovativo capace di certificare in modo inequivocabile l’origine e la qualità dei prodotti agroalimentari d’eccellenza

Al centro, una vera e propria Carta d’Identità Digitale basata sulla caratterizzazione molecolare, in grado di distinguere senza margini di errore prodotti iconici come il Pistacchio Siciliano Dop o il Pomodoro di Pachino Igp dalle imitazioni. Non si tratta solo di un avanzamento scientifico: è uno strumento strategico che rafforza la tutela del marchio territoriale, protegge il valore economico delle filiere locali e risponde alla crescente domanda globale di trasparenza e tracciabilità “dal campo alla tavola”. 

Lo studio, sviluppato nell'ambito del progetto Prin Pnrr 2022 (P20223P48S), ha utilizzato tecniche non distruttive di Spettroscopia Ftir e Xrf. 

Questi strumenti hanno permesso di distinguere con precisione il Pistacchio Siciliano Dop dalle varietà estere e il Pomodoro di Pachino Igp dalle imitazioni, basandosi sulle impronte elementali e chimiche correlate al territorio di origine (aree di Agrigento, Catania, Messina e Siracusa).

L'iniziativa è parte del programma Next Generation EU, finanziata dall'Unione Europea attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca nell'ambito del Pnrr.

La mappa siciliana di produzione del Pistacchio verde di Bronte e di Raffadali

La mappa siciliana di produzione del Pistacchio verde di Bronte e di Raffadali

Le ricadute strategiche della scienza sull'economia reale

La validazione di questo studio non è solo un traguardo accademico, ma segna un cambio di passo per il comparto agroalimentare siciliano attraverso quattro pilastri strategici: Tutela del valore di mercato; Competitività Internazionale; Garanzia e Salubrità; Sostegno diretto al territorio.

Tutela del Valore di Mercato. Le analisi chimiche avanzate agiscono come un "deterrente tecnologico" contro frodi e contraffazioni. Questo assicura che il valore aggiunto delle produzioni DOP e IGP rimanga esclusivamente nelle mani dei produttori locali, impedendo che venga eroso da imitazioni di bassa qualità.

Competitività Internazionale. Fornire ai consorzi e alle aziende una certificazione scientificamente affidabile rafforza il posizionamento sui mercati esteri, dove la tracciabilità è ormai il principale valore aggiunto richiesto dai consumatori globali.

Garanzia e Salubrità. Il protocollo accresce la fiducia nel marchio UE e garantisce la sicurezza alimentare, monitorando l’assenza di contaminanti e stabilizzando così la domanda interna ed esterna.

Sostegno Diretto al Territorio. L’impegno istituzionale di UNICT trasforma l'innovazione in un vantaggio competitivo territoriale, difendendo il lavoro agricolo siciliano e promuovendo la sostenibilità economica delle aree a vocazione specifica.

«Con questa pubblicazione - spiega il prof. Agatino Musumarra, principal investigator del progetto -, la tracciabilità 'from field to fork' diventa una realtà scientificamente certificata. Abbiamo dimostrato che la scienza può essere lo scudo più efficace per difendere il brand Sicilia. La nostra ricerca esce dai laboratori per diventare uno strumento di difesa economica per i nostri agricoltori e una garanzia di autenticità per i consumatori di tutto il mondo».

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