Il team del Dieei domina le qualifiche nazionali della competizione dedicata ai veicoli driverless. Il direttore Giovanni Muscato: “Conferma della qualità della nostra ingegneria”
Un’auto in miniatura, nessun pilota al volante e una sfida giocata sul filo dei millisecondi tra sensori, algoritmi e precisione assoluta. È con questa miscela di talento e innovazione che il team del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica dell’Università di Catania ha conquistato il primo posto italiano alle qualifiche della NXP Cup, la competizione dedicata allo sviluppo di veicoli a guida autonoma, guadagnandosi l’accesso alle finali di maggio a Milano.
Un risultato che porta la firma di tre studenti di Automation Engineering - Maria Grazia Ponzo, Tullio Cigno e Piergiorgio Benenato -, e che, come sottolinea il direttore del Dieei, Giovanni Muscato, certifica «la qualità dell’ingegneria dell’ateneo di Catania».
Il team Unict si è imposto su altre cinque squadre provenienti dai principali atenei e dai centri di eccellenza tecnologica italiani. (Politecnico di Torino, Università di Padova, Università di Ferrara) e adesso, nel mese di maggio, disputerà la finale a Milano.
La competizione, promossa da NXP, rappresenta una sfida complessa che mette alla prova le competenze in ambito di progettazione meccanica, di controllo e di ottimizzazione software in tempo reale.
«Siamo estremamente soddisfatti della dedizione del team formato da Maria Grazia Ponzo, Tullio Cigno e Piergiorgio Benenato oltre che dalla qualità tecnica dimostrata in pista», spiegano all’unisono i docenti Giuseppe Sutera e Giovanni Muscato, rispettivamente coordinatore e supervisore del team Unict. Il lavoro continua in vista della finale a Milano a maggio.

Il team Unict insieme con i docenti Giuseppe Sutera e Giovanni Muscato
A Milano l’eccellenza dell’ingegneria dell’Università di Catania
«La NXP Cup è una competizione in cui i team devono progettare e programmare un veicolo autonomo in scala – spiega il prof. Giovanni Muscato, direttore del Dieei -. L'auto deve completare un tracciato complesso e sconosciuto nel minor tempo possibile, muovendosi in totale autonomia. Questo significa che il software di bordo deve interpretare i segnali dei sensori e della telecamera in tempo reale per gestire sterzo e accelerazione, evitando di uscire dalla pista. La sfida non è solo la velocità, ma anche la precisione delle traiettorie seguite dalla macchina».
«Questo primo posto non è solo un traguardo sportivo, ma anche la conferma della qualità dell'ingegneria dell'Università di Catania – aggiunge il supervisore del team d’ateneo -. Vedere Maria Grazia, Tullio e Piergiorgio ottimizzare algoritmi di controllo in tempo reale sotto pressione è stata la soddisfazione più grande. Ora la sfida si sposta alla competizione finale di Milano in cui il livello sarà altissimo, ma la dedizione mostrata in queste qualifiche è il nostro miglior biglietto da visita».
«Il veicolo attuale rappresenta l’evoluzione diretta dell’auto che lo scorso anno si era distinta, ottenendo il terzo miglior tempo assoluto ai campionati internazionali – aggiunge il prof. Giovanni Muscato -. Il lavoro di questi mesi si è concentrato su un processo di perfezionamento continuo. Sono state apportate numerose migliorie meccaniche e strutturali per ottimizzare le prestazioni in pista, unite a una profonda revisione del software di controllo».
«La particolarità risiede proprio nella visione che consente al veicolo d'interpretare il tracciato con una fluidità superiore, garantendo velocità elevate anche nelle curve più insidiose – ci tiene a sottolineare il direttore del Dieei -. Si tratta di un equilibrio tra potenza hardware e software, in cui ogni modifica software e ogni affinamento tecnico puntano a limare decimi preziosi per la vittoria finale».
E in merito alla competizione di Milano, il supervisore del team Unict spiega: «Alle qualifiche nazionali hanno preso parte cinque team provenienti dai principali atenei e dai centri di eccellenza tecnologica italiani come il Politecnico di Torino e gli atenei di Padova e di Ferrara».
«Il successo del team catanese, coordinato dal RoSys Group del Dieei, assume quindi un valore ancora più significativo, posizionando il nostro dipartimento ai vertici della progettazione di sistemi autonomi a livello nazionale», aggiunge il prof. Giovanni Muscato.