Le nuove frontiere della geologia applicata

A Unict giovani ricercatori a confronto sui rischi del territorio grazie al convegno nazionale AIGA tra monitoraggio delle frane, vulnerabilità delle acque sotterranee e soluzioni innovative per affrontare gli eventi meteoclimatici estremi

Alfio Russo

Dalle frane che minacciano interi centri abitati alla tutela delle risorse idriche sotterranee, passando per le nuove tecnologie di monitoraggio dei fenomeni naturali: è la geologia applicata la protagonista del XIII convegno nazionale dei giovani ricercatori AIGA, ospitato dall’Università di Catania nella suggestiva cornice del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena. 

Due giornate di confronto scientifico che hanno riunito – in occasione del XIII convegno nazionale dei giovani ricercatori di geologia applicata dell’AIGA - Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale -  studiosi provenienti dai principali atenei italiani per discutere strategie, ricerca e innovazione al servizio della sicurezza e della gestione sostenibile del territorio.

L’evento, patrocinato dall’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, ha rappresentato un’occasione di confronto tecnico e scientifico su temi di rilevanza sociale, come la vulnerabilità delle acque sotterranee e le frane, tra i gruppi di ricerca delle principali università italiane. 

In foto da sinistra i docenti Simone Mineo, Monica Papini e Giovanna Pappalardo, organizzatori del convegno

In foto da sinistra i docenti Simone Mineo, Monica Papini e Giovanna Pappalardo, organizzatori del convegno

“Da queste due giornate di confronto è emerso come la geologia applicata sia una scienza a servizio del nostro territorio, alla ricerca di soluzioni innovative e sostenibili per far fronte non solo alle conseguenze degli eventi meteoclimatici, oggi sempre più estremi, ma anche per monitorare fenomeni naturali nell’ottica di una consapevole gestione del territorio”, ha spiegato il prof. Simone Mineo del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali dell’Università di Catania, consigliere AIGA e organizzatore dell’evento.

A dare il benvenuto ai partecipanti sono stati i rappresentanti delle maggiori istituzioni, ordini professionali e associazioni scientifiche, tra cui il sindaco della Città Metropolitana di Catania, Enrico Trantino, che ha messo in evidenza le fragilità del territorio catanese dovute proprio alle sue peculiarità geologiche, ed il dirigente regionale del Dipartimento di Protezione Civile della regione Siciliana, l’ing. Salvatore Cocina, il quale ha ripercorso le operazioni di studio e monitoraggio della grande frana di Niscemi per le quali la Protezione Civile regionale è coadiuvata anche dal team di geologi applicati proprio dell’Università di Catania.

Un momento dell’intervento del sindaco Enrico Trantino

Un momento dell’intervento del sindaco Enrico Trantino

Ed è stata proprio la frana di Niscemi oggetto della presentazione introduttiva ai lavori del convegno, esposta dai docenti Nicola Casagli (Università di Firenze) e Giovanna Pappalardo (Dipartimento di Sceinze biologiche geologiche e ambientali  dell’Università di Catania), che hanno illustrato i risultati del monitoraggio del dissesto ed i possibili interventi che consentiranno agli abitanti di convivere con il fenomeno franoso. Quest’ultima ha specificato che questa frana è un fenomeno molto complesso e ancora in evoluzione. 

Le nuove tecnologie permettono di monitorare l'arretramento del fronte franoso e la sua evoluzione nel tempo, fornendo dati essenziali per la gestione del rischio.

Il convegno ha visto protagonisti giovani ricercatori da tutta Italia, che si sono alternati ai microfoni delle sessioni scientifiche illustrando i risultati delle ricerche portate avanti dai gruppi dei principali Atenei nazionali. “AIGA ha sempre puntato l’attenzione sui giovani geologi applicati, che in questo convegno rappresentano i principali attori per fare il punto sulle nuove frontiere della ricerca su temi che in Italia sono di grande attualità”, racconta la prof.ssa Monica Papini (Politecnico di Milano), presidente AIGA.

Ospitare a Catania il principale appuntamento nazionale dedicato ai giovani ricercatori di geologia applicata ha rappresentato anche un riconoscimento del ruolo della Sicilia come laboratorio naturale per lo studio dei rischi geologici e ambientali. Un patrimonio di conoscenze destinato a tradursi in strumenti sempre più efficaci per la prevenzione e la tutela del territorio.

In foto i partecipanti alla conferenza

In foto i partecipanti alla conferenza 

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