L’Etna diventa una scuola a cielo aperto

L'Università di Catania, grazie al Dsgba, forma i docenti all’educazione ambientale con il Cai Scuola, tra lezioni scientifiche ed escursioni sul vulcano

Alfio Russo
Un momento dell'attività di educazione ambientale
Un momento dell'attività di educazione ambientale
Un momento dell'attività di educazione ambientale

L’Etna come "laboratorio naturale" per conoscere i processi geologici, osservare la biodiversità e portare l’educazione ambientale nelle scuole. È il filo conduttore del seminario di formazione per docenti L’Etna, un laboratorio a cielo aperto. Osservare la Natura per conoscere, comprendere ed educare, promosso nei giorni scorsi dal Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, in collaborazione con il CAI Scuola, struttura operativa del Club Alpino Italiano.

L’iniziativa, patrocinata dall’ateneo e organizzata nell’ambito dei Piani Lauree Scientifiche (PLS) di Geologia, Scienze ambientali e Biologia, si inserisce nel percorso di promozione della cultura scientifica e delle discipline STEM rivolto al mondo della scuola. 

Un momento dell'attività di educazione ambientale

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L’obiettivo è valorizzare il patrimonio naturale etneo come risorsa didattica, favorendo un apprendimento fondato sull’osservazione diretta e sull’esperienza sul campo.

Ad aprire i lavori sono stati Rosalda Punturo, docente di Petrologia e referente per l’orientamento alle iscrizioni del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali, Giorgio Sabella, docente di Zoologia e vicedirettore del Dsgba, e Felicia Cutolo, presidente della Struttura operativa CAI Scuola. I loro interventi hanno introdotto gli obiettivi del seminario e il valore della collaborazione tra università e scuola nella formazione delle nuove generazioni.

Un momento dell'attività di educazione ambientale

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La prima giornata, ospitata nella sede della sezione di Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali, è stata dedicata al valore educativo delle attività in ambiente naturale e alle opportunità offerte dal dialogo tra il mondo scolastico e il Club Alpino Italiano. 

Giuseppe Riggio, presidente del Gruppo regionale CAI Sicilia, ha espresso apprezzamento per le iniziative del CAI Scuola, sottolineando l’importanza di esperienze capaci di rafforzare il rapporto tra docenti e studenti attraverso la conoscenza diretta della natura e del sistema Terra.

In foto da sinistra Giorgio Sabella, Giuseppe Riggio, Rosalda Punturo, Felicia Cutolo

In foto da sinistra Giorgio Sabella, Giuseppe Riggio, Rosalda Punturo, Felicia Cutolo

Spazio anche alle esperienze degli studenti. Carlo Musmeci, già allievo del Liceo scientifico statale “Archimede” di Acireale e oggi iscritto al corso di laurea in Scienze geologiche, ha raccontato come le attività del CAI Scuola abbiano contribuito alle sue scelte formative e alla co-fondazione del primo gruppo CAI Giovani in Sicilia. 

Gabriel Pellegrino, Giada Di Mauro e Flaminia Pagano, studenti dello stesso liceo, hanno invece presentato le attività realizzate nell’ambito del progetto durante l’anno scolastico.

La sessione è proseguita con gli approfondimenti scientifici in vista dell’escursione. Giorgio Sabella ha illustrato le caratteristiche della fauna etnea, mentre Rosalda Punturo ha approfondito gli aspetti geologici del vulcano, presentando l’itinerario naturalistico di Monte Grosso-Monte Gemmellaro e le sue potenzialità didattiche.

Un momento dell'attività di educazione ambientale

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Nella seconda giornata la formazione si è spostata sul versante meridionale dell’Etna, lungo il percorso di Monte Grosso-Monte Gemmellaro. L’escursione, resa possibile dalla collaborazione tra l’Università di Catania, il Parco dell’Etna, il Comune di Nicolosi e il dipartimento regionale Azienda foreste demaniali, ha permesso ai partecipanti di osservare da vicino le caratteristiche geologiche, botaniche e zoologiche dell’area.

Accanto a Rosalda Punturo e Felicia Cutolo, sono intervenuti Concetto Scuto, vicepresidente del CAI Sicilia, e Pietro Minissale, docente di Botanica del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali. L’osservazione diretta del territorio ha offerto ai docenti l’opportunità di sperimentare un approccio interdisciplinare all’educazione ambientale, mettendo in relazione le conoscenze scientifiche con l’esperienza concreta.

Un momento dell'attività di educazione ambientale

Un momento dell'attività di educazione ambientale

Come ha sottolineato Rosalda Punturo «il seminario conferma il valore della collaborazione tra l’Università di Catania e il mondo della scuola nella diffusione della cultura scientifica e nella formazione dei docenti, attraverso le competenze multidisciplinari del Dsgba e le attività promosse nell’ambito dei Piani Lauree Scientifiche».

«In un contesto caratterizzato da una crescente urbanizzazione e da un rapporto sempre più mediato con l’ambiente naturale, l’educazione ambientale rappresenta infatti un’opportunità per promuovere la conoscenza del patrimonio territoriale, la responsabilità verso gli ecosistemi e relazioni educative fondate sulla condivisione di esperienze – ha aggiunto -. L’Etna, con la sua straordinaria varietà di fenomeni e ambienti, si offre così come uno spazio di apprendimento privilegiato, nel quale la ricerca scientifica e la formazione possono incontrare la scuola e contribuire a costruire una più consapevole cultura della sostenibilità».

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