L’evoluzione della didattica nell’era digitale

La prospettiva del progetto Alma dedicata a innovazione, formazione online e nuove metodologie per l’insegnamento universitario

Giorgia Rogazione e Belinda Nardo

Innovazione della didattica attraverso metodologie avanzate e integrazione delle tecnologie digitali, inclusa l’Intelligenza Artificiale; costruzione della conoscenza tramite faculty development e formazione del personale docente e tecnico-amministrativo; apertura dell’università con percorsi formativi accessibili e inclusivi e con micro-credentials pensate per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro; modularità e scalabilità dell’offerta formativa per ampliare l’accesso alla formazione; convergenza tra didattica in presenza e online, attraverso modelli integrati di apprendimento.

Sono i cinque principi chiave al centro del Progetto ALMAAdvanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, iniziativa finanziata nell’ambito del Pnrr – Subinvestimento Digital Education Hubs (DEH) e coordinata dall’Università Federico II di Napoli in partenariato con 14 università pubbliche e istituzioni Afam, tra cui proprio l’Ateneo catanese.

Un progetto che è stato illustrato nei giorni scorsi, nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania, in occasione della presentazione denominata ALMA Days & Sessions, una serie di incontri dedicati all’innovazione della didattica universitaria e allo sviluppo della formazione digitale con l’obiettivo di trasformare questi principi in azioni concrete. 

L’iniziativa promuove una sinergia efficace tra attività in presenza e online, supportata da percorsi di aggiornamento continuo per il corpo docente e il personale tecnico-amministrativo. Particolare attenzione è dedicata anche allo sviluppo di micro-credentials e open badge, pensati per rendere la formazione più flessibile, accessibile e favorire l’ingresso nel mondo del lavoro.

La giornata inaugurale, intitolata Knowledge Building & Dissemination, è stata aperta dal delegato alla Didattica, il prof. Giuseppe Speciale che ha sottolineato il valore del lavoro svolto dal team coinvolto nel progetto e il contributo lasciato all’Ateneo: «Ringrazio tutti per il lavoro fatto e per l’esperienza, le conoscenze e gli strumenti che state lasciando alla nostra comunità accademica. Questo percorso prosegue anche con il passaggio di testimone a Simone Ronsisvalle, che sarà il responsabile per il nuovo centro dedicato all’innovazione dell’insegnamento tecnologico».

«Il nostro ateneo resta profondamente legato alla didattica in presenza e al rapporto diretto tra docente e studente – ha aggiunto il docente –, ma non rinuncia a integrare questo modello con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, che possono sostenere e arricchire l’esperienza educativa».

Un momento dell'intervento del prof. Giuseppe Speciale

Un momento dell'intervento del prof. Giuseppe Speciale

All’incontro è intervenuto il team scientifico dell’Università di Catania, coordinato da Alberto Fichera, responsabile del progetto e principal investigator di ALMA per l’ateneo catanese, composto da Giuseppe C. Pillera (responsabile scientifico WP1), Teresa Consoli (responsabile scientifica WP2), Raffaella G. Strongoli (responsabile scientificaWP3) e Alfredo Pulvirenti (responsabile scientifico WP4). Il percorso degli “ALMA Days & Sessions” è stato invece illustrato da Teodora Nicoleta Pascu, Project Manager ALMA per l’Università di Catania. 

Il prof. Alberto Fichera, nel suo intervento, ha illustrato obiettivi e struttura dell’iniziativa: «ALMA nasce dalla collaborazione tra diverse università italiane con l’obiettivo di confrontarsi sull’innovazione della didattica e sulle nuove possibilità offerte dalle tecnologie digitali. Il progetto punta a rinnovare i modelli di insegnamento attraverso strumenti intelligenti e metodologie innovative, rispondendo alla crescente esigenza di flessibilità e apprendimento continuo. Gli incontri di “ALMA Days & Sessions” servono proprio come un momento di condivisione con la comunità accademica dei risultati raggiunti e delle attività sviluppate nei diversi gruppi di lavoro».

In chiusura di intervento ha introdotto i “Work Package” e la loro suddivisione in questo contesto: «I Work Package sono le unità operative fondamentali che scompongono un progetto complesso in attività gestibili», ha detto il prof. Fichera.

Un momento dell'intervento del prof. Alberto Fichera

Un momento dell'intervento del prof. Alberto Fichera

A seguire il prof. Giuseppe Pillera ha illustrato le attività del Wp1: «Questo gruppo di lavoro è dedicato alla progettazione e alla realizzazione di percorsi formativi digitali destinati sia agli studenti sia ad altri destinatari, come professionisti e territorio. L’obiettivo è dotare ogni ateneo partner degli strumenti necessari per sviluppare corsi blended o completamente online, favorendo modelli didattici basati su modularità, scalabilità e interattività. In questa prima fase stiamo lavorando alla produzione di diversi corsi online e micro-percorsi, che potranno anche integrare la didattica tradizionale in presenza».

La prof.ssa Teresa Consoli, responsabile Wp2, ha illustrato il tema delle micro-credenziali e dei Mooc: «Negli ultimi anni stiamo assistendo a una trasformazione dei percorsi formativi universitari, sempre più modulari e flessibili. In questo contesto è necessario capire non solo quali strumenti digitali utilizzare, ma anche come riconoscere e certificare le competenze acquisite. I Mooc, Massive open Online Courses, sono percorsi online strutturati che rientrano in questo scenario e pongono nuove questioni legate alla valutazione, alla portabilità e al riconoscimento delle competenze all’interno delle università».

Nel suo intervento la prof.ssa Raffaella Strongoli, responsabile Wp3, ha chiarito come l'obiettivo sia definire modelli di «didattica blended» che siano realmente efficaci e diversificati. Ha sottolineato l'importanza di formare non solo gli studenti, ma anche il personale tecnico-amministrativo, tassello fondamentale per gestire il cambiamento digitale. Secondo la professoressa Strongoli, «l'innovazione deve valorizzare l'esperienza già maturata con la nostra vecchia piattaforma Studium, per evolverla verso nuovi standard di qualità».

Un momento dell'intervento della prof.ssa Teresa Consoli

Un momento dell'intervento della prof.ssa Teresa Consoli

La presentazione dei “Work Package” è stata affidata al prof. Alfredo Pulvirenti, responsabile Wp4, che si occupa di Intelligenza Artificiale, spiegando come il progetto Alma si sia ritrovato «sostanzialmente dentro questo percorso tecnologico in modo pionieristico». Pulvirenti monitora l'integrazione di software avanzati come «Google AI Pro» per supportare la creazione di contenuti didattici intelligenti. Il suo lavoro punta a «trasformare l'innovazione in uno strumento di stimolo per la didattica, garantendo che l'IA sia una risorsa strategica per l'intero Ateneo».

La dott.ssa Teodora Nicoleta Pascu, in qualità di coordinatrice operativa e project manager, ha delineato la dimensione pratica del progetto, ricordando la produzione dei “Digital Notes come strumento mensile di analisi e monitoraggio. La dottoressa Pascu ha, inoltre, ribadito l'importanza di «promuovere l’esistenza del progetto, per favorire una reale partecipazione della comunità accademica». Il suo intervento si è concluso con un appello alla collaborazione: «Chiediamo veramente di collaborare con noi per raggiungere gli obiettivi prefissati entro giugno».

Gli “ALMA Days & Sessions” rappresentano quindi uno spazio di confronto e sperimentazione, in cui ogni appuntamento, composto da momenti teorici e attività laboratoriali, serve per promuovere nuove pratiche di didattica digitale in funzione di soddisfare le diverse esigenze della comunità universitaria.

Il team del progetto Alma

Il team del progetto Alma

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