L’intelligenza artificiale per la prevenzione dei tumori

La professoressa Margherita Ferrante ha illustrato a Exomedicina il progetto pilota nella Sicilia orientale “Dare”: integrati dati sanitari e ambientali per orientare gli interventi di sanità pubblica

Alfio Russo

Integrare i dati sanitari e ambientali per comprendere meglio la diffusione dei tumori e orientare gli interventi di prevenzione sulla base dei bisogni reali della popolazione. 

È l’obiettivo del progetto pilota sviluppato nella Sicilia orientale nell’ambito di Dare, una delle principali iniziative nazionali dedicate all’innovazione digitale nella sanità pubblica. A illustrarne il valore è stata la professoressa Margherita Ferrante, ordinaria in Igiene generale ed applicata e responsabile del Laboratorio di Igiene Ambientale e degli Alimenti, intervenuta al convegno dedicato al progetto, ospitato al Centro fieristico Le Ciminiere di Catania nell’ambito della sesta edizione di ExpoMedicina.

Il progetto punta a mettere in relazione i dati epidemiologici sui tumori, relativi a incidenza, prevalenza e mortalità, con le informazioni ambientali fornite dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Un lavoro che, attraverso la digitalizzazione e l’impiego dell’intelligenza artificiale, mira a sviluppare strumenti di analisi integrata a supporto delle future strategie di prevenzione.

«In qualità di rappresentante del Policlinico abbiamo preso parte a questo progetto dare sulla digitalizzazione di dati sanitari e ambientali, in particolare dirigendo il più grosso registro e più nuovo della Sicilia orientale», ha spiegato Ferrante, sottolineando il contributo della struttura sanitaria allo sviluppo dell’iniziativa.

«Noi abbiamo collaborato con un progetto di digitalizzazione e di utilizzo dell'intelligenza artificiale per l'interpolazione dei dati sanitari dei tumori, appunto dell'incidenza e prevalenza e mortalità dei tumori nella Sicilia orientale in relazione con dati ambientali che sono forniti dall'Arpa», ha aggiunto la docente dell'Università di Catania.

Il progetto pilota rappresenta uno dei contributi territoriali più significativi nell’ambito di Dare, perché punta a superare la frammentazione delle informazioni e a favorire una lettura più approfondita dei fenomeni epidemiologici attraverso la correlazione tra salute e ambiente.

«Questo pilot molto importante all'interno del progetto contribuirà insieme a tutti gli altri registri regionali siciliani a creare questa piattaforma di interscambio dati sanitari e dati ambientali molto importante per orientare sui bisogni reali della salute e della popolazione quelli che saranno i futuri interventi di sanità pubblica», ha aggiunto la docente.

La piattaforma di interscambio, alimentata anche dal contributo degli altri registri regionali siciliani, consentirà di valorizzare le informazioni disponibili e di metterle a disposizione dei processi decisionali. L’integrazione dei dati sanitari e ambientali potrà così contribuire a migliorare la conoscenza delle dinamiche epidemiologiche e a individuare interventi preventivi più mirati, calibrati sulle caratteristiche e sulle necessità dei territori.

Il lavoro illustrato dalla prof.ssa Margherita Ferrante si inserisce nel più ampio progetto Dare, che coinvolge 27 istituzioni nazionali con l’obiettivo di tradurre le potenzialità delle tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale all’analisi dei dati, in strumenti concreti per la prevenzione e la tutela della salute.

Il tavolo dei relatori, al centro la prof.ssa Margherita Ferrante

Il tavolo dei relatori, al centro la prof.ssa Margherita Ferrante

La rete si articola secondo un modello organizzativo hub-spoke, con tre aree di attività complementari: lo Spoke 1 sviluppa le tecnologie e le infrastrutture digitali a supporto della prevenzione; lo Spoke 2 lavora sulla prevenzione primaria, attraverso sistemi di sorveglianza e soluzioni per individuare i bisogni delle comunità; lo Spoke 3 si concentra sulla prevenzione secondaria e terziaria, con strumenti rivolti alle persone a rischio o già affette da patologie, anche attraverso l’intelligenza artificiale e i biomarcatori digitali.

Proprio lo Spoke 2 è stato al centro del convegno di Catania. A illustrarne le attività è stato il professore Walter Mazzucco, dell’Università di Palermo e responsabile scientifico del progetto Dare Spoke 2: «Stiamo lavorando in attività di ricerca finalizzata a implementare soluzioni tecnologiche digitali per favorire l'accesso degli utenti e cittadini ai percorsi di prevenzione. Lo stiamo facendo in ottica di interoperabilità, in ottica di poter seguire nel tempo le persone per ridurre il carico delle malattie complesse ma anche infettive. Lo stiamo facendo per utilizzare i dati, per utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale per poter predire il rischio e per poter profilare gli interventi di prevenzione sia a livello di comunità sia a livello individuale attraverso approcci personalizzati».

Il valore della collaborazione nazionale è stato ribadito anche dal dottor Davide Fava, direttore generale di Dare: «L'iniziativa mette assieme 27 istituzioni a livello nazionale che lavorano per applicare tutto ciò che c'è di innovativo e tecnologico, dall'intelligenza artificiale a ciò che ne deriva, per erogare dei servizi in prevenzione. Quello che abbiamo sperimentato è che assieme si produce di più e meglio e poter avere luoghi di confronto come l'evento odierno è una cosa fondamentale per riuscire a tenere tutti orientati sullo stesso obiettivo e scambiandosi informazioni, competenze ed esperienze».

Il confronto ha confermato il ruolo di Dare come laboratorio nazionale di innovazione per la sanità pubblica, nel quale la collaborazione tra ricerca, istituzioni e sistema sanitario può favorire lo sviluppo di modelli di prevenzione più efficaci e vicini ai cittadini.

Nei prossimi mesi il progetto proseguirà con lo sviluppo delle piattaforme digitali e il consolidamento delle sperimentazioni regionali. In questo percorso, l’esperienza della Sicilia orientale illustrata dalla prof.ssa Margherita Ferrante punta a contribuire alla costruzione di strumenti capaci di integrare informazioni diverse e trasformarle in conoscenze utili per programmare interventi di sanità pubblica sempre più mirati.

Un momento finale del convegno

Un momento finale del convegno

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