L’investigazione digitale, i futuri detective ‘made Unict’

Al via il corso in Digital Forensics del corso di laurea in Informatica

Alfio Russo

Gli investigatori del futuro dovranno essere sempre più digitali. Una caratteristica che richiede una formazione specifica in un settore in continua e costante evoluzione tecnologica.

Un campo in cui l’Università di Catania è impegnata già da tempo grazie a diversi corsi, tra cui quello in Digital Forensics del corso di laurea in Informatica di I livello al via il prossimo 14 marzo.

«In realtà già da più di un decennio nel nostro ateneo si è affermato il corso sulla cosiddetta Informatica Forense con l'obiettivo dichiarato di potenziare l’efficacia delle attività di investigazione in ambito informatico e di ridurre il rischio di errori investigativi, promuovendo l’utilizzo di precise tecniche di analisi dei reperti informatici, fonti di prova spesso decisive – spiega Sebastiano Battiato, ordinario di Informatica al Dipartimento di Matematica e Informatica e titolare della cattedra in Digital Forensics -. In questi anni centinaia di studenti, professionisti del mondo giuridico e tecnico e soprattutto esponenti delle forze dell’ordine hanno frequentato con successo le lezioni e affrontato gli esami, cimentandosi ove possibile in veri e propri casi investigativi creati ad-hoc».

«Il relativo syllabus contiene il giusto mix di contenuti tecnico-scientifici e giuridici – aggiunge -. Il corso esamina gli aspetti tecnologici e giuridici attinenti alla prova digitale in ambito forense». 

L'investigazione digitale

Il corso prevede diverse modalità di investigazione “digitale” alla luce dell'ordinamento giuridico italiano: tecniche di indagine informatica, investigazione difensiva nel campo dei crimini informatici e dei crimini comuni la cui prova sia costituita da dati digitali o veicolati da sistemi informatici. Ma anche un quadro complessivo dei problemi tecnici, tipicamente informatici, in connessione con le problematiche giuridiche che sottendono a tali tipi di indagini. 

«Ci si soffermerà in particolare sulle best-practice da utilizzare sul campo per acquisizione, conservazione, analisi e produzione dei dati digitali rinvenuti nei dispositivi digitali come computer e smartphone dei flussi telematici per la loro utilizzabilità nell'ambito dei vari tipi di processi, istruttori e procedimenti amministrativi» spiega il prof. Battiato.

Le attività di laboratorio

L’edizione di quest’anno prevede anche una sessione specifica di laboratorio che sarà tenuta dal ricercatore Luca Guarnera, con una notevole esperienza nel settore della manipolazione dei dati multimediali, con specifico focus sui DeepFake.

«Particolare rilievo verrà data al settore del Multimedia Forensics con particolare riferimento alle immagini e video digitali acquisite con sistemi più diversi. Si approfondiranno quindi le relative tecniche investigative alla luce anche dei recenti casi di cronaca in cui la ricostruzione delle dinamiche di fatti criminosi è risultata spesso decisiva. Si prevede anche quest'anno la presenza di alcuni seminari professionalizzanti tenuti da appartenenti alle forze dell'ordine, giuristi, esperti tecnici ed è inoltre confermato il supporto da parte di aziende software che operano nel settore come Amped, LegalEye, Cy4Gate» aggiunge il titolare della cattedra. 

Fra le attività e gli argomenti di approfondimento anche la cosiddetta "CAR Forensics”, in grado di acquisire e analizzare dati digitali specifici dalle auto di nuova generazione, utili per la ricostruzione di dinamiche relative a sinistri/crimini stradali.

I partner

Anche quest’anno è confermata la collaborazione con l'azienda “Cellebrite” che consentirà agli studenti, grazie ad una opportuna licenza "academy", di approfondire strumenti di punta quali UFED Universal Forensic Extraction Device e Physical Analyzer.

L’iniziativa è frutto della partnership scientifica tra il gruppo di ricerca Image Processing Lab con istituzioni locali, forze di polizia ed enti locali impegnati quotidianamente a contrastare i crimini informatici sulla Rete e non solo. Numerose sono le collaborazioni scientifiche a latere che consentono agli studenti gli opportuni approfondimenti anche attraverso numerose opportunità di tirocini e tesi.

A supporto anche lo spinoff universitario iCTLab, nato nel 2016, grazie al quale gli studenti entreranno in contatto con una realtà professionale d'avanguardia, centro di eccellenza a livello internazionale, che offrirà loro spunti per possibili linee di ricerca e di carriera nel settore specifico e che quest'anno si è fatta carico delle licenze Cellebrite e curerà alcune sessioni di laboratorio.

La lezione inaugurale del corso si terrà il 14 marzo, alle 9, nell’aula magna del Dipartimento di Matematica e Informatica con un workshop dal titolo "Best Practices & Reperti Digitali".

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