L’uomo degli sguardi

L’attore Marco D’Amore celebre per il ruolo di Ciro Di Marzio nella serie televisiva Gomorra di Roberto Saviano dialoga con il pubblico siciliano per presentare il suo nuovo progetto al Taormina Film Festival

Stefano Zito e Alessandro Giangreco

«Nel cinema tutto nasce da uno sguardo». In questo modo, l’attore Marco D’Amore introduce il pubblico al tema di Piccolo Miracolo, il nuovo film di Guido Chiesa presentato in anteprima alla 72ª edizione del Taormina Film Festival. La storia segue Davide Lancia, architetto quarantenne e figlio di un potente imprenditore immobiliare. Incaricato dal padre di seguire la riqualificazione di un edificio degradato nella periferia romana, si trova a gestire una serie di sfratti necessari alla realizzazione del progetto. Tra gli inquilini destinati a lasciare la propria abitazione c’è Ursula, una donna cieca, interpretata da Greta Scarano, per la quale quella casa rappresenta molto più di un semplice luogo in cui vivere: è uno spazio costruito attorno a punti di riferimento, abitudini e percorsi conosciuti alla perfezione.

Colpito dalla forza e dall’indipendenza di Ursula, Davide decide di avvicinarsi a lei senza rivelare il proprio ruolo nella vicenda. Inizia così a frequentarla e a osservarne la quotidianità, sviluppando uno sguardo nuovo sul mondo e sulle persone. Quando la verità emerge, il rapporto di fiducia costruito nel tempo si incrina profondamente. Ma quell’esperienza ha ormai trasformato Davide, spingendolo a mettere in discussione la propria esistenza e le certezze che l’hanno accompagnato fino a quel momento. «Con uno sguardo umano e mai retorico, il film racconta il valore delle relazioni e la capacità delle persone di trasformarsi attraverso l’incontro con l’altro» ha affermato il regista, aggiungendo: «Il piccolo miracolo evocato dal titolo risiede proprio in questa possibilità: riconoscersi negli altri, superare le distanze e riscoprire, anche nei contesti più difficili, il significato della gentilezza e dell’ascolto».

marco D'Amore

L'attore Marco D'Amore

«Il percorso di Davide si sviluppa attraverso una doppia scoperta: da un lato l’apertura verso una realtà diversa dalla propria, fatta di contesti più complessi e marginali; dall’altro un viaggio interiore che lo porta a confrontarsi con sé stesso, con le proprie fragilità e contraddizioni» ha sottolineato Marco D’Amore, aggiungendo: «Con Greta Scarano c’è una forte stima reciproca, pur non avendo mai avuto l’occasione di lavorare insieme. Quando è arrivata la proposta di Piccolo Miracolo, ci siamo confrontati immediatamente e, conquistati dalla qualità della sceneggiatura, abbiamo deciso di partecipare al progetto insieme, dando vita ad una collaborazione che si è rivelata particolarmente riuscita».

«La responsabilità che comporta la scrittura cinematografica è spesso poco riconosciuta rispetto ad altre fasi della produzione, ma fondamentale per dare forma all’intero progetto. Per questo motivo è necessario un equilibrio tra consapevolezza del proprio lavoro e apertura al confronto con regista, produzione e interpreti» ha spiegato la sceneggiatrice Nicoletta Micheli. In seguito, il regista Guido Chiesa ha raccontato: «Il progetto nacque da una proposta di Edoardo Leo, che aveva acquisito i diritti di un libro anni prima ma, ritenendosi ormai troppo grande per interpretarne il protagonista, suggerì alla produzione di affidarne la regia a me e la sceneggiatura a Nicoletta Micheli».

«Dalla scrittura alla preparazione, dalle riprese alla post-produzione, ogni fase richiede un’organizzazione rigorosa. La percezione dei tempi, soprattutto nei progetti non professionali o formativi, tende spesso a essere sottovalutata», ha affermato Nicoletta Micheli, concludendo: «La fase di prove con gli attori è essenziale, perché consente di arrivare sul set più preparati, riducendo l’improvvisazione non strutturata e migliorando la qualità del lavoro. Il set resta comunque un luogo dinamico, dove imprevisti e intuizioni possono modificare le scelte, ma sempre a partire da una base solida costruita prima delle riprese».

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

«Marco offre una prova convincente in un ruolo lontano da quelli che lo hanno reso celebre, dando vita ad un personaggio sospeso tra privilegi, fragilità e desiderio di cambiamento. Greta, dal canto suo, restituisce con grande credibilità e intensità il ritratto di una donna non vedente, costruendo una figura autentica e profondamente empatica» ha spiegato il regista Guido Chiesa, aggiungendo: «Il cinema richiede una grande dose di determinazione e la capacità di affrontare continui ostacoli e rifiuti, una realtà ben diversa da quella delle grandi produzioni hollywoodiane, dove registi come Steven Spielberg o Christopher Nolan dispongono di mezzi e tempi difficilmente paragonabili a quelli del cinema italiano».

«La costruzione del personaggio di Davide è partito dalla sua incompiutezza. Infatti è un uomo alla ricerca della propria identità, un “personaggio in cerca d’autore” che fatica a trovare un equilibrio nella famiglia, nel lavoro e nelle relazioni personali» ha raccontato Marco D’Amore, concludendo: «Per colmare questo vuoto arriva persino ad inventarsi un’identità alternativa, incapace di mostrarsi per ciò che è realmente».

Un compleanno celebrato tra il fascino della Sicilia, il calore del pubblico del Taormina Film Festival e il debutto di un nuovo progetto cinematografico. Marco D’Amore ha festeggiato i suoi 45 anni nella Perla dello Ionio e sui social ha poi scritto «I turned 45 in Sicily», a corredo delle immagini pubblicate online, che lo ritraggono circondato dagli amici più cari e da momenti semplici ma significativi. Tra questi, una candela improvvisata su una fetta di cassata siciliana, simbolo di una festa vissuta con spontaneità nella meravigliosa Taormina.

foto tratta dal profilo Instagram dell'attore

Foto tratta dal profilo Instagram dell'attore Marco D'Amore

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