Il giovane originario di Nicosia ha conquistato la graduatoria nazionale di magistrato ordinario
Ha sbaragliato la concorrenza grazie alla sua formazione a Catania, alle esperienze all’estero e alla sua abnegazione nello studio. Ettore Timpanaro, giovane avvocato originario di Nicosia, ha conquistato il primo posto nella graduatoria nazionale del concorso per magistrato ordinario.
Un concorso indetto dal Ministero della Giustizia con decreto del 9 ottobre 2023 e che si è concluso il 16 luglio scorso con la pubblicazione della graduatoria finale da parte della Commissione giudicatrice del Ministero della Giustizia.
Su 400 posti disponibili, a conclusione di una selezione che ha registrato migliaia di candidati, ne sono stati assegnati soltanto 339 emerge dalla graduatoria finale trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura per l’approvazione definitiva. A conquistare il primo posto è stato Ettore Timpanaro che ha ottenuto il punteggio massimo di 150 punti.
Una vittoria “costruita” principalmente tra le aule di villa Cerami, sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, dove Timpanaro ha conseguito la laurea nel febbraio del 2021.
Una carriera universitaria condita con un semestre in Erasmus all’Università KU Leuven in Belgio, una delle più prestigiose d’Europa e che vanta come direttore del dipartimento di Diritto europeo Koen Lenaerts, il presidente della Corte di Giustizia Ue.
E, inoltre, con un trimestre all’Istituto di Diritto penale dell’Università di Utrecht in Olanda. Proprio nell’ateneo dei Paesi Bassi, il giovane studioso ha elaborato la tesi in Diritto penale dell’Unione europea sulla necessità di sviluppare un principio di colpevolezza simile a quello italiano e tedesco nel diritto penale dell’Ue.
“Credo che ogni momento della mia carriera universitaria sia stato fondamentale per raggiungere questo traguardo – racconta il neo magistrato ordinario -. La formazione a Catania è stata la base essenziale, per me di livello altissimo in praticamente ogni materia, che mi ha insegnato a comprendere il diritto e soprattutto a vedere la logica che si trova dietro ad ogni norma o sentenza. Credo che questo sia davvero stato fondamentale per il concorso, perché ho scritto i temi con la consapevolezza che, anche non conoscendo la soluzione data dalla Cassazione, è comunque possibile risalirvi attraverso il ragionamento. Tra tutti è l’insegnamento principale che mi ha dato la mia formazione a Catania”.
“Al tempo stesso, non meno importanti sono state le esperienze all’estero – ha aggiunto Ettore Timpanaro -. Credo che mentre Catania mi ha insegnato a pensare logicamente, a Leuven e Utrecht ho imparato a mettere in pratica il diritto e, soprattutto, a comprendere come il diritto europeo influisce in ogni ambito del diritto italiano, aspetto fondamentale che aiuta nell’interpretare e risolvere praticamente ogni problema. Il mio corso di studi mi ha, passo passo, naturalmente accompagnato al concorso”.

Gli studenti in Erasmus al Dipartimento di Giurisprudenza della KU Leuven
“Durante la mia carriera universitaria i miei maestri, quelli che più hanno influito sulla mia formazione, sono stati Ugo Salanitro di Istituzioni di diritto privato, che per primo mi ha fatto capire come il diritto sia una scienza logica; Rosaria Sicurella di Diritto penale, che mi ha letteralmente fatto innamorare di questa materia che sento particolarmente mia; John Vervaele di Diritto penale europeo all’Università di Utrecht, che mi ha guidato nello scrivere la tesi insieme con la prof.ssa Sicurella – ci tiene a sottolineare Timpanaro -. Al di fuori del mondo accademico, il mio maestro, e la ragione per cui ho scelto di fare il magistrato, è il dott. Francesco Paolo Pitarresi, adesso presidente del Tribunale di Ragusa, mio magistrato affidatario durante il tirocinio al Tribunale di Enna”.
“Personalmente consiglio assolutamente lo studio del diritto nell’ateneo catanese, ma solo se si ha la giusta motivazione: credo che, come per qualsiasi altro corso di studi, solo se si sia veramente motivati si possa studiare il diritto. Altrimenti diventa solo uno sterile studio mnemonico”, spiega Timpanaro rivolgendosi agli studenti di Giurisprudenza.
Ai quali consiglia anche l’esperienza Erasmus. “Inizialmente, specialmente dopo l’Erasmus, pensavo di voler lavorare in una istituzione europea: credo che l’Ue, e di conseguenza il diritto europeo, pur con tutti i suoi problemi, sia il solo futuro possibile per i paesi europei – spiega -. Tuttavia, per poterlo fare avrei dovuto ottenere un Master of Laws, un titolo di studio post-laurea in giurisprudenza, tipicamente conseguito in paesi anglosassoni, da una università come il “college of Europe” e, visto che mi sono laureato durante il periodo del Covid, ho pensato che sarebbe stato meglio attendere un periodo migliore per trasferirmi all’estero”.
“Durante questo periodo ho svolto i 18 mesi di tirocinio formativo ex art. 73 al Tribunale di Enna, nella sezione penale con il presidente della Sezione, dott. Francesco Paolo Pitarresi e mi sono letteralmente innamorato del lavoro – ha aggiunto -. Così ho deciso di andare al concorso e, malgrado i dubbi, proprio nel treno per la fiera il primo giorno del concorso ho capito che fosse la mia strada”.
E sul futuro lavorativo, Ettore Timpanaro ha precisato che “al momento il mio unico progetto è iniziare il tirocinio e vedere dove mi porterà la carriera”. “Il mio sogno è essere un giudice penale, specialmente un gip: il giudice della libertà che controlla il rispetto dei diritti costituzionali durante le indagini”.
“Al tempo stesso, se mai ne avrò l’opportunità, vorrei avere un’esperienza lavorativa internazionale possibilmente in un’organizzazione internazionale o nell’Ue – spiega -. Tuttavia il lavoro non è tutto. Al momento sto viaggiando in America Latina e ho lavorato al mio progetto fotografico: Ettography, un sito web in cui mostro ciò che ho visto nel mondo, cercando di descrivere per quanto possibile come mi sono sentito nel momento in cui ho scattato la foto”.

Ettore Timpanaro il giorno della laurea conseguita a Unict