Diciassette ex studenti dell’Università di Catania tra i 173 vincitori nazionali: quasi un magistrato tributario su dieci si è formato nelle aule del Dipartimento di Giurisprudenza
Dalle aule dell’Università di Catania alla nuova magistratura tributaria italiana. Sono diciassette gli ex studenti dell’ateneo etneo risultati vincitori del primo concorso pubblico per magistrato tributario della storia della Repubblica. Un dato che assume un rilievo straordinario se si considera che i vincitori complessivi sono stati 173: quasi uno su dieci porta con sé il percorso formativo maturato nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania.
In una selezione tra le più difficili degli ultimi anni, che ha visto oltre undicimila candidature e appena 173 idonei finali, il risultato ottenuto dai laureati catanesi rappresenta non solo il successo di singoli percorsi di eccellenza, ma anche una significativa conferma della qualità della formazione giuridica espressa dall’Università di Catania.
A “conquistare” la toga di magistrati gli ex allievi dell’ateneo catanese Michele Andrini, Ginevra Bonafede, Sebastiano Bramato, Umberto Calvanese, Chiara Carastro, Vito Catania, Miriam Cirnigliano, Eleonora Gullo, Serena Lutri, Alessia Marano (laurea e dottorato di ricerca), Antonina Maria Mistretta, Claudia Provenzano, Francesca Russo, Andrea Scimone (dottorato di ricerca all’Università di Catania), Simone Spina, Vanda Trovato, Daniela Viglianesi.
Per i diciassette nuovi magistrati tributari formati a Catania si apre adesso una nuova fase professionale. Il 16 giugno, con il giuramento e la conseguente immissione in servizio, entreranno ufficialmente a far parte della nuova magistratura tributaria italiana, contribuendo al funzionamento di un settore strategico dell’ordinamento e portando con sé il patrimonio di competenze e valori acquisito durante il percorso universitario.
Un risultato che costituisce motivo di orgoglio per l’intera comunità accademica e che conferma, ancora una volta, il ruolo centrale dell’Università di Catania nella formazione delle eccellenze giuridiche del Paese.
«Come da tradizione gli allievi della scuola giuridica catanese dimostrano una solida preparazione e capacità di studio, essenziale per vincere i concorsi, non comuni, che si formano già negli anni passati nelle aule di Villa Cerami e del Polo didattico di via Roccaromana dove le ragazze e i ragazzi passano le loro giornate, crescendo insieme», ha spiegato il prof. Salvatore Zappalà, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza.
«Pare venne detto a uno dei candidati di successo a uno dei recenti concorsi per la magistratura ordinaria: Ma voi a Catania mangiate pane e diritto? – ha aggiunto il direttore del dipartimento -. Chiaramente si potrebbe dire che la fame di diritto e di giustizia contrassegna la nostra terra nel suo complesso ma penso che sia la straordinaria tenacia, competenza, solidità culturale e capacità di lavoro che caratterizza queste nuove leve delle professioni giuridiche, che sono certo si inseriranno nel migliore dei modi e alle quali faccio, anche a nome del nostro dipartimento tutto, i migliori auguri».
Sulla stessa linea che il prof. Antonio Guidara, ordinario di Diritto Tributario al Dipartimento di Giurisprudenza: «Sono molto contento che l’Università di Catania, e per essa il Dipartimento di Giurisprudenza, esprima un numero così elevato di magistrati tributari, per di più al primo concorso per magistrato tributario della storia. Ciò testimonia per un verso la solidità della formazione giuridica comunemente riconosciutaci (a tacer d’altro siamo da sempre Dipartimento d’eccellenza), per altro verso della formazione proprio nel campo del diritto tributario, ove vi è una Scuola di spessore, che vanta studiosi celebrati in ambito nazionale ed internazionale, fondata da uno dei più grandi maestri del diritto tributario, il prof. Salvatore La Rosa. Io sono il più giovane dei suoi allievi, ho l’onore di proseguirne le orme a giurisprudenza, insieme al collega Franco Randazzo, ma anche l’onere di portare avanti i giovani studiosi che si dedicano con passione alla materia».
«Ed appunto tra questi giovani vi è la mia allieva, Alessia Marano, che studiando il diritto tributario ha conseguito con lode la laurea e il dottorato di ricerca ed ora diventa magistrato tributario. Il diritto tributario è un diritto complesso, più di tanti altri, allo stesso tempo tecnico ed interdisciplinare, che richiede tanto impegno e tanta dedizione, ma che può dare e dà tante soddisfazioni, come quelle che continuamente provo io: ad es. sto partendo per tra importanti impegni esteri, cui sono stato coinvolto – ha aggiunto -. Ma è anche un diritto poco valorizzato, immotivatamente, dico io, vistane l’importanza. Sono convinto che i nuovi magistrati tributari saranno in grado di valorizzarlo, elevando innanzi tutto la qualità delle sentenze e trasformando la giurisdizione speciale tributaria nel fiore all’occhiello delle giurisdizioni italiane, sull’esempio di quanto accade in altri ordinamenti; probabilmente ci vuole tempo, ma di sicuro si arriverà a tanto, e nel mio piccolo, se possibile, sono e sarò ben lieto di contribuire».

Alcuni dei 17 magistrati etnei
Alessia Marano: «Grande emozione e profondo orgoglio per questo traguardo storico»
«Per me motivo di grande emozione e profondo orgoglio figurare tra i vincitori del primo concorso nella storia della Repubblica Italiana per l’accesso alla magistratura tributaria – spiega Alessia Marano -. Oggi si realizza un sogno che coltivo fin dai tempi degli studi nelle aule di Villa Cerami. Questa nomina segna l’inizio di una responsabilità importante: da oggi io e i miei colleghi siamo chiamati a servire la Giustizia con competenza, equilibrio, imparzialità e senso delle istituzioni. Ho sempre creduto nel valore della giustizia e nella centralità del diritto quale strumento di tutela dei cittadini. Si apre una nuova stagione per il nostro ordinamento, quella della magistratura tributaria professionale, una realtà innovativa che siamo chiamati a costruire e consolidare con impegno, dedizione e spirito di servizio. Sarà nostro compito offrire ogni giorno il meglio delle nostre capacità, nella consapevolezza dell’importanza del ruolo che ci è stato affidato».
«Questo è certamente un momento di grande gioia, ma soprattutto di grande responsabilità. Ho la fortuna di condividere questo percorso con colleghi straordinari, dei quali ho già avuto modo di apprezzare non solo le elevate qualità professionali, ma anche le doti umane – ha aggiunto -. Ritengo che la funzione del magistrato richieda, accanto a una preparazione tecnica di altissimo livello, sensibilità, sobrietà, buon senso, equilibrio e attenzione al dialogo verso le istituzioni».
«Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all’Università di Catania, che ha contribuito in modo determinante alla mia formazione, trasmettendomi i valori dell’impegno, del sacrificio, della dedizione allo studio e del rispetto per la Giustizia – ha detto il neo magistrato -. Un pensiero di particolare gratitudine va alla cattedra di Diritto tributario, guidata dal prof. Randazzo e dal Professore Guidara, della quale ho l’onore di far parte come dottore di ricerca. A loro devo molto del mio percorso professionale e accademico, nonché la passione per il diritto tributario che mi accompagna fin dagli anni universitari».
Villa Cerami, sede del Dipartimento di Giurisprudenza
Il primo concorso per la magistratura tributaria
Il concorso, istituito nell’ambito della riforma della giustizia tributaria introdotta dalla Legge n. 130 del 31 agosto 2022, ha segnato l’avvio di una nuova magistratura professionale specializzata, destinata a operare nelle Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado. Si è trattato di una selezione di particolare rilievo non soltanto per l’elevatissimo livello tecnico richiesto, ma anche perché rappresenta il primo concorso pubblico per l’accesso alla magistratura tributaria, una tappa storica nel processo di modernizzazione della giustizia fiscale italiana.
Il bando, approvato con decreto del Direttore generale del Dipartimento della Giustizia Tributaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze il 30 maggio 2024, prevedeva il reclutamento di 146 magistrati tributari. La procedura selettiva, durata oltre un anno, si è articolata in una prova preselettiva, due prove scritte e una prova orale finale.
I numeri testimoniano l’elevato grado di competitività del concorso. Sono state presentate circa 11.300 domande di partecipazione. Alla prova preselettiva, svoltasi il 14 febbraio 2025, hanno preso parte circa 4.400 candidati. Di questi, soltanto 545 sono stati ammessi alle prove scritte. A seguito degli elaborati svolti il 29 e 30 maggio 2025, il numero degli ammessi all’orale si è ulteriormente ridotto a 182 candidati. Al termine dell’intera procedura sono risultati idonei e vincitori 173 concorrenti.
In questo scenario altamente selettivo, il dato che emerge con particolare forza è quello relativo all’Università di Catania: ben 17 vincitori provengono dall’ateneo etneo, una percentuale che sfiora il 10% del totale nazionale degli idonei e che assume un valore ancora più significativo se rapportata all’intera platea dei partecipanti, basti pensare che quasi un magistrato tributario vincitore su dieci proviene dall'Università di Catania.
Il risultato conferma la solidità della tradizione giuridica catanese e l’efficacia di un percorso formativo che da anni si distingue per l’attenzione riservata alle discipline pubblicistiche, processuali e tributarie, fornendo agli studenti una preparazione rigorosa e competitiva anche nelle selezioni pubbliche più impegnative.
La presenza di un numero così elevato di vincitori formati nelle aule del Dipartimento di Giurisprudenza rappresenta una testimonianza concreta della capacità dell’ateneo di accompagnare i propri laureati verso traguardi professionali di assoluto prestigio, contribuendo alla formazione della futura classe dirigente delle istituzioni e delle professioni giuridiche.