“Restare, tornare, costruire” è il messaggio che emerge dal documento al centro del primo incontro promosso da Anci Sicilia. Anche l’Università di Catania aderisce al percorso
Non più una terra da lasciare, ma una terra in cui scegliere di restare, tornare e costruire futuro. Con questo obiettivo ha preso ufficialmente il via il percorso del Manifesto per la Restanza –Alleanza per i giovani e per il futuro della Sicilia, l’iniziativa promossa da Anci Sicilia che punta a costruire una rete stabile di confronto e azione sui temi dello spopolamento, delle opportunità per i giovani, della qualità dei servizi e dello sviluppo dei territori siciliani.
Il primo incontro operativo, che si è svolto ieri nella sede di Anci Sicilia a Palermo e in videoconferenza, ha registrato una partecipazione ampia e significativa, confermando il crescente interesse attorno a un progetto che ambisce a trasformare il tema della “restanza” in una vera strategia di rilancio dell’Isola.
Università, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, terzo settore, ordini professionali e realtà civiche hanno avviato un confronto sui metodi di lavoro e sull’organizzazione del coordinamento, nella consapevolezza che fermare l’esodo dei giovani siciliani richiede un percorso lungo, condiviso e soprattutto concreto.
Tra le adesioni più significative al “Manifesto” spicca quella dell’Università di Catania, rappresentata dal prof. Marco Valerio Livio La Bella, che ha preso parte ai lavori confermando il contributo dell’ateneo catanese a un’alleanza che punta a valorizzare competenze, innovazione e capitale umano.
La presenza di Unict rafforza il ruolo strategico del sistema universitario siciliano nella costruzione di nuove opportunità per i giovani e nella definizione di politiche capaci di collegare formazione, ricerca, lavoro e sviluppo territoriale.
Accanto all’ateneo catanese hanno aderito anche l’Università di Palermo, Confcooperative Sicilia, Confartigianato Sicilia, Cna Sicilia, Uil Sicilia, Cgil Sicilia, Ordine degli Ingegneri di Palermo, Addiopizzo, Fondazione Marea, Isola Catania Impresa Sociale e Chiamata Sicilia. Nel corso dell’incontro sono state ufficializzate nuove adesioni, tra cui Cisl Sicilia, Centro Studi Giuseppe Gatì, Forum Terzo Settore, Legacoop Sicilia e CeSVoP.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la Sicilia continua a perdere ogni anno migliaia di giovani che scelgono di trasferirsi nel resto d’Italia o all’estero in cerca di opportunità di studio, lavoro e realizzazione personale. Un fenomeno che impoverisce l’Isola sotto il profilo economico, sociale e culturale, privandola di competenze, energie e progettualità indispensabili per il futuro.

Un momento dell'incontro
I contenuti del "Manifesto per la Restanza"
Il “Manifesto per la Restanza” rappresenta il tentativo di trasformare questa emergenza in una sfida collettiva. Al centro del documento vi è l’idea che la “restanza” non debba essere considerata una rinuncia, ma una scelta possibile e dignitosa, sostenuta da politiche pubbliche efficaci e da una rete territoriale capace di creare opportunità reali.
L’obiettivo è dare vita a un coordinamento permanente promosso da Anci Sicilia insieme ai Comuni, con il coinvolgimento delle forze sociali ed economiche, delle università, del mondo della ricerca, degli ordini professionali, delle associazioni giovanili e del terzo settore.
Tra le priorità individuate dal Manifesto ci sono il sostegno all’occupazione giovanile, all’imprenditorialità e all’innovazione, la valorizzazione dei talenti presenti nei territori, il rientro dei giovani siciliani che hanno maturato esperienze fuori dall’Isola e il rafforzamento del ruolo dei Comuni come primo presidio istituzionale nelle politiche per i giovani.
Il documento punta inoltre alla costruzione di un’agenda condivisa di proposte da rivolgere al Governo regionale, al Governo nazionale e alle istituzioni europee, con l’obiettivo di incidere su temi centrali come lavoro, formazione, abitare, servizi e qualità della vita.
I Comuni aderenti, attraverso Anci Sicilia, si impegnano a promuovere azioni concrete sui territori: servizi Informagiovani, consulte giovanili, spazi di partecipazione, percorsi di orientamento e strumenti a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditorialità giovanile.
La sfida, sottolineata durante il confronto, è quella di passare dalle analisi alle proposte operative, costruendo una nuova stagione di politiche giovanili che metta finalmente al centro il diritto dei giovani siciliani a poter scegliere il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la propria terra.
Restare, tornare, costruire futuro in Sicilia. Insieme è il messaggio che chiude il Manifesto e che sintetizza lo spirito di un’alleanza nata per trasformare la fuga dei talenti in una occasione di rinascita per tutta la regione.