Marco Masini, la musica che diventa emozione

A Zafferana un concerto-racconto tra grandi successi, ricordi e un intenso rapporto con il pubblico

Francesca Guglielmino

Il concerto è finito, ma il pubblico non vuole lasciare andare Marco Masini

Parte spontaneo il coro di Ci vorrebbe il mare e l’artista torna sul palcoscenico. È uno dei momenti più intensi della serata di Zafferana, perché racconta meglio di qualsiasi altra cosa il legame che si è creato tra l’artista e il suo pubblico.

È questa, forse, la cifra più autentica del concerto di Marco Masini a Etna in Scena: la musica come racconto, memoria e emozione, ma soprattutto come incontro tra persone.

L’estate catanese, del resto, ha regalato e continua a regalare numerosi appuntamenti musicali. Tra Catania e Zafferana il 2026 si è distinto per una programmazione particolarmente ricca, confermando quanto questo territorio sappia trasformarsi in un grande palcoscenico per la musica italiana. Dopo gli appuntamenti con Arisa e Raf, è toccato a Masini conquistare il pubblico con uno spettacolo molto diverso dalla classica esibizione.

Sul palco, infatti, non c’è stato soltanto il cantante. C’è stato soprattuttol’uomo che ha ripercorso la propria carriera attraverso le canzoni, i ricordi e il rapporto speciale con il pianoforte. 

Masini ha raccontato il suo modo di vivere la musica, ribadendo un legame con lo strumento che accompagna da sempre il suo percorso artistico: né lui sarebbe cambiato in funzione del pianoforte, né il pianoforte avrebbe dovuto cambiare per adattarsi a lui.

Masini in concerto

Masini in concerto

Un viaggio nella sua storia musicale che ha inevitabilmente riportato il pubblico agli anni Novanta, attraversando alcuni dei brani più rappresentativi della sua carriera. L’artista ha aperto con Male necessario, il brano presentato a Sanremo 2026 insieme a Fedez, per poi proseguire con Cenerentola innamorata, Disperatamente, Malinconia, Vai con lui e Principessa. E non potevano mancare alcuni dei suoi pezzi più celebri, da L’uomo volante a Bella stronza, passando per Vaffanculo e Ti innamorerai.

Ma è soprattutto il rapporto con il pubblico ad aver dato alla serata una dimensione particolare. Le canzoni non sono rimaste confinate sul palco: sono diventate patrimonio condiviso, ricordi personali, emozioni cantate a voce alta insieme all’artista. Ascoltare Masini dal vivo significa, in qualche modo, entrare dentro quelle storie e ritrovare qualcosa di sé nelle sue parole.

Il tempo, così, sembra scorrere più velocemente. 

Un momento del concerto

 Un momento del concerto

Sono appena le 21 quando il concerto comincia e, quasi senza accorgersene, ci si ritrova già verso la fine. Poi arriva quel momento in cui il pubblico decide che non è ancora tempo di salutarsi. Il coro per Ci vorrebbe il marerichiama Masini sul palco e trasforma il bis in qualcosa di più di una semplice parte della scaletta.

E quando le ultime note finiscono, la serata non è ancora davvero conclusa. Marco Masini rimane sul posto, saluta i fan e cerca di incontrarne il maggior numero possibile. Un gesto semplice, ma forse proprio per questo significativo: dopo aver raccontato sè stesso attraverso i suoi brani, sceglie di dedicare ancora un po’ del suo tempo alle persone che quelle canzoni le hanno fatte diventare parte della propria vita.

Con Masini, alla fine, artista e persona sembrano davvero coincidere. Ed è probabilmente questa la ragione per cui il suo concerto non si limita a essere ascoltato: viene vissuto.

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