“My Safe Way”: la strada giusta è tornare a casa

A Unict illustrati i numeri del progetto che raccontano la sicurezza a Catania tra controlli, formazione e creatività: oltre 800 giovani coinvolti e centinaia di verifiche su strada 

Alfio Russo

Ben 346 controlli in appena tre mesi, 56 violazioni accertate, 20 body cam in dotazione alle forze dell’ordine, oltre 800 studenti coinvolti in 17 incontri.

Sono numeri che parlano chiaro e raccontano una realtà concreta. A Catania, la sicurezza stradale non è più solo un tema da discutere, ma un’azione misurabile, fatta di prevenzione, controlli e consapevolezza. 

Con il progetto sulla guida sicura My Safe Way – La tua storia guidala tu. Rallenta. Mobilità sicura a Catania, la Città Metropolitana ha trasformato i dati in uno strumento di cambiamento, puntando dritto sui giovani e sulla sicurezza stradale oltre che sui rischi reali della guida, soprattutto quando entrano in gioco alcol e droghe.

attività laboratoriali

Una delle attività laboratoriali con gli studenti

“My Safe Way”, numeri e azioni per la sicurezza lungo tre direttrici principali

Il progetto si è sviluppato lungo tra direttrici principali: controlli su strada, attività formativa e il contest.

La prima ha riguardato i controlli su strada, rafforzati anche grazie all’acquisto di 20 body cam (14 assegnate alla Polizia Municipale e 6 alla Polizia Metropolitana) e di due etilometri. 

Tra giugno e agosto 2025 sono stati effettuati complessivamente 346 controlli, con 56 violazioni accertate. Le infrazioni più frequenti hanno riguardato la mancata revisione dei veicoli, la mancanza di documenti, la guida senza patente, l’assenza di copertura assicurativa e il mancato utilizzo del casco. 

Nel corso delle attività sono state applicate anche sanzioni accessorie, tra cui fermi e sequestri amministrativi. I controlli hanno interessato in larga parte giovani conducenti perché sono stati effettuati in fascia serale durante il fine settimana. Nel trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026, sono stati effettuati 86 controlli su strada, con l’accertamento di 10 violazioni. Le infrazioni più frequenti hanno confermato le criticità già riscontrate nelle attività dei mesi precedenti.

La seconda fase ha visto un’intensa attività formativa, avviata da febbraio 2026, con incontri nelle scuole e questo finale presso l’Università di Catania caratterizzati da un approccio partecipativo. Sono stati coinvolti complessivamente 8 istituti scolastici, per un totale di 17 incontri tra lezioni in aula e attività esperienziali nella Centrale Operativa 118, che hanno raggiunto oltre 800 studenti. 

centrale operativa

Attività formativa

Gli incontri hanno affrontato i rischi legati alla guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti, promuovendo comportamenti responsabili e maggiore consapevolezza, grazie anche all’importante e indispensabile contributo del personale sanitario che si è occupato della formazione di base sul primo soccorso.

La terza fase del progetto è dedicata al contest “My Safe Way – I ragazzi raccontano la sicurezza”, che coinvolge le classi nella realizzazione di video brevi (massimo 30 secondi). La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 7 maggio 2026, mentre la comunicazione dei vincitori è prevista per il 15 maggio. Il premio consisterà nella partecipazione all’evento Etna Comics, in programma a giugno 2026.

Promosso dalla Città Metropolitana di Catania e finanziato dal Fondo Nazionale contro l’incidentalità notturna del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il coordinamento di ANCI, il progetto “My Safe Way – La tua storia guidala tu. Rallenta. Mobilità sicura a Catania” ha sviluppato un’azione integrata di prevenzione rivolta in particolare ai giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni circa.

Il decalogo

Il decalogo

“Fare squadra per evitare tragedie”: da Catania un fronte comune sulla sicurezza stradale

L’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania ha ospitato stamattina la cerimonia conclusiva del progetto che si è snodata in due momenti. 

In apertura un tavolo interistituzionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle forze dell’ordine, del sistema sanitario e le scuole coinvolte nel progetto, ovvero, l’Istituto Spedalieri, l’Istituto Wojtyla, l’Istituto Marconi-Mangano, l’Istituto Boggio Lera, l’Istituto Comprensivo San Giorgio, l’Istituto Lazzaro, l’Istituto Eredia-Fermi, l’Istituto Galileo Galilei.

Ad intervenire il rettore Enrico Foti, il Vice Prefetto Vicario, Giovanna Longhi; il Sindaco della Città Metropolitana e del Comune di Catania, Enrico Trantino; il dirigente del Commissariato centrale di Polizia Nicolò Cicero; il Capo Area Sicurezza e Legalità ANCI, Antonio Ragonesi (in collegamento); l’USR Sicilia, Emilio Grasso; il Dirigente Pianificazione Strategica Città Metropolitana, Lorenzo Mari; il Comandante Polizia Locale, Diego Peruga; la Direttrice Centrale Operativa 118, Isabella Bartoli; il Rappresentante studenti del CDA dell’Università di Catania, Francesco Pezzillo.

Partecipanti presenti nell'aula magna del Palazzo centrale

Partecipanti presenti nell'aula magna del Palazzo centrale 

Ad aprire gli interventi il rettore dell’Università di Catania, prof. Enrico Foti: «Sono lieto di aprire questa giornata dedicata al progetto My Safe Way, che oggi presenta i suoi risultati. È un’iniziativa che ha coinvolto la Città metropolitana, numerose scuole, il progetto Orato e, soprattutto, le forze dell’ordine. I risultati sono concreti: 800 ragazzi sono stati formati, sensibilizzati e guidati a comprendere cosa significhi muoversi in sicurezza sulle strade. Il tema dell’incidentalità resta purtroppo centrale: ogni anno si registrano ancora migliaia di vittime».

«Lo dico anche da ingegnere: come Dipartimento di Ingegneria civile e architettura abbiamo attivato un corso di studi in Ingegneria dei Trasporti, proprio per studiare come progettare infrastrutture sempre più sicure – ha aggiunto -. Tuttavia, senza un guidatore consapevole, nessuna infrastruttura è sufficiente. Ed è qui che il progetto mostra il suo valore: formare le persone. Mi preme ricordare anche un episodio doloroso: lo scorso anno abbiamo perso due studenti, uno proprio mentre si recava a sostenere l’ultimo esame. Per evitare tragedie simili, è fondamentale conoscere i rischi: guidare in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe altera profondamente le percezioni. Per questo considero il progetto estremamente meritorio. Ringrazio in particolare i dirigenti scolastici che hanno aderito con entusiasmo».

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti

A seguire il sindaco del Comune e della Città metropolitana di Catania, avv. Enrico Trantino, ha evidenziato, rivolgendosi ai giovani presenti nell’aula magna, che «noi genitori viviamo sempre con apprensione quando voi ragazzi siete alla guida, ma la verità è che spesso siamo noi adulti i primi a distrarci: basta un telefono, un attimo di disattenzione».

«Questo progetto ha creato un legame importante con la comunità studentesca, coinvolgendovi direttamente e rendendovi protagonisti, anche attraverso la produzione di contenuti multimediali – ha aggiunto -. L’auspicio è che nasca una nuova idea di mobilità».

«Le regole non sono solo obblighi: sono strumenti che permettono a tutti di esercitare i propri diritti – ha precisato -. Quando non le rispettiamo, trasmettiamo un messaggio negativo e contagioso. Un comportamento scorretto, anche piccolo, contribuisce a creare una cultura dell’illegalità».

«Dobbiamo promuovere condotte che rassicurino le famiglie e rendano la città più sicura – ha detto in chiusura di intervento il primo cittadino -. Catania ha bisogno di una nuova visione della mobilità, fondata sulla tutela dell’incolumità di tutti. Grazie a voi per la partecipazione e a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto».

Un momento dell'intervento del sindaco Enrico Trantino

Un momento dell'intervento del sindaco Enrico Trantino

E sul piano di azioni è intervenuta dott.ssa Giovanna Longhi, vice prefetto vicario, che ha sottolineato come «l’iniziativa di oggi si integra perfettamente con le attività della Prefettura dove, proprio ieri. si è insediata la Conferenza permanente provinciale, uno strumento di coordinamento tra le amministrazioni dello Stato e quelle locali».

«All’interno di questo organismo è stato attivato anche l’Osservatorio sull’incidentalità stradale, con il compito di monitorare il fenomeno, analizzarne le cause e individuare strategie di prevenzione – ha aggiunto -. Il Ministero dell’Interno da anni è impegnato su questo fronte, perché si tratta di un problema in crescita. L’Osservatorio riunisce forze di polizia, enti locali e gestori delle infrastrutture: un lavoro di squadra fondamentale».

«Progetti come questo sono preziosi, perché affiancano il controllo con la prevenzione e la formazione – ha sottolineato -. Da bolognese, mi ha colpito la scarsa diffusione dell’uso del casco tra i giovani: al Nord c’è maggiore attenzione, anche se gli incidenti restano numerosi. La Prefettura è pienamente disponibile a sostenere iniziative di questo tipo».

Un momento dell'intervento del vice prefetto vicario, dott.ssa Giovanna Longhi

Un momento dell'intervento del vice prefetto vicario, dott.ssa Giovanna Longhi

Sui numeri del progetto si è soffermato Antonio Ragonesi dell’Area sicurezza e legalità di Anci. «Il progetto proseguirà con ulteriori fasi che coinvolgeranno anche Catania – ha spiegato -. Si tratta di un’iniziativa coordinata tra più territori: oltre a questa città, partecipano 10 città metropolitane e 20 province. L’obiettivo è migliorare la comunicazione del rischio tra i giovani, soprattutto rispetto all’uso di alcol e sostanze alla guida». 

«I dati sono preoccupanti: gli incidenti sono aumentati del 4,1% e le vittime hanno raggiunto quota 3.030. I giovani sono i più colpiti: tra i 17 e i 30 anni si registra circa il 40% delle vittime, e oltre la metà dei feriti. È quindi centrale il tema della responsabilità», ha aggiunto.

«Coinvolgere le scuole e rendere i ragazzi protagonisti nella comunicazione è una scelta strategica – ha precisato -. I sindaci sono fortemente impegnati su questo fronte, anche attraverso l’educazione civica Fare squadra tra istituzioni e territori è la chiave per ridurre le perdite umane nel più breve tempo possibile. Grazie al Comune di Catania e a tutti coloro che stanno contribuendo a questo percorso».

Partecipanti presenti nell'aula magna del Palazzo centrale

Partecipanti presenti nell'aula magna del Palazzo centrale 

Nicolò Cicero, dirigente del Commissariato centrale della Polizia di Stato, invece, ha evidenziato la «larga e fondamentale partecipazione dei dirigenti scolastici e soprattutto degli studenti». 

«Le istituzioni fanno molto sul piano della prevenzione, ma serve una vera squadra – ha aggiunto -. Solo con il vostro coinvolgimento possiamo ridurre davvero gli incidenti e le loro conseguenze. È importante comprendere quanto convenga rispettare le regole: senza questo, il lavoro delle forze dell’ordine non può essere pienamente efficace. Il nostro obiettivo è evitare quella telefonata notturna che nessuno vorrebbe mai ricevere».

Ad intervenire anche il dott. Emilio Grasso, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di Catania, che ha posto l’attenzione sulla validità del progetto per le scuole del territorio.

«L’educazione stradale è parte integrante della formazione dei ragazzi, insieme ai valori della convivenza civile, del rispetto e della legalità – ha spiegato -. Le linee guida sull’educazione civica vanno proprio in questa direzione. Rispettare le regole non è un fine in sé: significa proteggere la propria vita e quella degli altri. Quando ci mettiamo alla guida, abbiamo una responsabilità verso tutti».

«Nonostante i progressi, gli incidenti continuano. Indossare il casco non basta: serve un comportamento responsabile. Niente distrazioni, niente alcol prima di guidare. Questi principi si insegnano fin da piccoli, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. È un percorso educativo continuo, che deve formare cittadini consapevoli», ha detto in chiusura di intervento.

Un momento dell'intervento del dott. Emilio Grasso, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di Catania

Un momento dell'intervento del dott. Emilio Grasso, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di Catania

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