A Città della Scienza la commedia fantascientifica “Il migliore dei mondi” per riflettere sul rapporto tra umani e tecnologia
Risate e riflessioni profonde hanno invaso il cortile di Città della Scienza in occasione del quarto appuntamento di Ciak… Si scienza!
La rassegna cinematografica — organizzata dal Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia (CSFNSM) e da Città della Scienza — ha proposto la proiezione di Il migliore dei mondi. La pellicola immagina un 2023 parallelo in cui la tecnologia si è fermata al millennium bug, offrendo uno spunto per discutere su come il progresso tecnologico abbia invaso le vite di tutti.
Come da tradizione, ha introdotto l’evento la prof.ssa Alessia Tricomi — direttrice della struttura di Via Simeto 23 — a cui è seguito l’intervento del prof. Giovanni Gallo del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania.

Un momento dell'intervento del prof. Giovanni Gallo
Ennio Storto è la quintessenza del progresso tecnologico involutivo nel film di Maccio Capatonda: un uomo del nuovo mondo, dominato da una domotica spasmodica. Il protagonista non ha un pensiero autonomo collegato al movimento, non possiede capacità di problem solving e non riesce ad avere una connessione umana vera.
Il mondo interiore di Ennio sembra non poter cambiare, nemmeno quando "fisicamente" il mondo intorno a lui cambia. Egli si ritrova trasportato in un universo distopico dove la tecnologia è rimasta ferma al 1999, cambiando anche la storia del mondo: in questo 2023 parallelo, tutta la tecnologia successiva al millennium bug è illegale. Una riflessione su quanto l'innovazione tecnologica abbia un vero impatto nelle nostre vite: in meglio o in peggio, non è facile dare un giudizio, ma da quello che traspare nel film possiamo presumere che sarebbe consono distaccarsene.
Il protagonista possiede un orologio che controlla i battiti del suo cuore, sempre sugli 80 tranne quando incontra Viola, la ragazza che possiede il "filtro". Il filtro prende le sembianze di un modem 56k. I due si incontrano a una festa: Ennio perde il telefono e va in panico, Viola gli consiglia di rilassarsi e non cercarlo. Il telefono perso tornerà da lui: un invito a non cercare incessantemente qualcosa che forse non abbiamo bisogno di possedere.
Grazie al modem che Ennio, proprietario di un negozio di elettronica, si rifiuta in un primo momento di aggiustare, egli viene trasportato nel nuovo mondo. Qui dovrà affrontare una serie di sfide: possedere tecnologia post anni ‘90 è vietato, e per questo viene braccato dalla polizia anti-tecnologia. Dopo aver incontrato Steve Jobs ed essere scappato dalle autorità, riuscirà a tornare nel suo mondo con una dose di empatia in più.
Il film si presenta come un documentario sulla vita contemporanea: non ha uno stile complesso, anzi tutto il contrario. Attraverso il paragone tra il mondo iperconnesso di oggi e quello analogico degli anni ‘90, mostra come vivremmo senza la tecnologia che oggi diamo per scontata.

Un frame del film
La proiezione del film è stata un’opportunità per confrontarsi sul nostro rapporto con la tecnologia, ma anche un momento nostalgico per ricordare il passato. Nonostante le perplessità e le visioni negative legate al progresso tecnologico, il prof. Gallo rimane ottimista e concentra l’attenzione su un aspetto: la velocità. Per lui l’innovazione non va vista con sospetto, ma vanno considerati i suoi benefici. Oggi, infatti, è possibile realizzare ricerche scientifiche o progetti ottenendo i risultati in pochissimo tempo; una questione impensabile in passato. «Prima di demonizzare la tecnologia - ha ricordato -, ricordiamoci che stiamo guadagnando in salute».
Dal pubblico viene sollevata poi la polemica sui rischi dell’intelligenza artificiale per i giovani in fase di apprendimento. Sempre il docente tranquillizza i presenti sostenendo l’importanza di un’educazione alla tecnologia per non rischiare di atrofizzare il cervello.
Anche sul tema del lavoro Gallo rimane ottimista, sostenendo che la tecnologia non possa rubare il lavoro agli umani, ma anzi, può creare nuove opportunità di impiego. I dubbi vengono sollevati anche sul lato emotivo, ponendo sotto i riflettori il tema dell’umanizzazionedella tecnologia. Come sostenuto da un membro del pubblico, «Ciò che ritengo è che la tecnologia in sé per sé non è distruttiva o armoniosa. È l'utilizzo che se ne fa, in quanto la tecnologia è priva di umanizzazione ed empatia».
L’incontro si è chiuso con una frase di incoraggiamento del prof. Giovanni Gallo: «Siamo tecnologici ma restiamo umani».
La rassegna Ciak… Si scienza! continua giovedì 10 settembre, alle 20,30, in via Simeto. Per il quinto appuntamento è prevista la proiezione del film Qualcosa di straordinario di Ken Kwapis, con Drew Barrymore, John Krasinski, Kristen Bell, Dermot Mulroney (USA - GB, 2012).
Il film narra le vicende di un reporter e di una volontaria di Greenpeace alle prese con il salvataggio delle balene al circolo polare artico. Il dibattito verrà moderato da Venera Ferrito, docente di Anatomia, biologia cellulare e biologia dello sviluppo comparate all’Università di Catania.