A Francesca Umina il Primo Premio “Rosalbino Isabella” alla Siru Young per una ricerca che integra bio-informatica e medicina sperimentale per innovare la diagnosi e la prevenzione dell’infertilità
Non è più solo una questione di numeri nello spermiogramma: l’infertilità maschile si sta rivelando un fenomeno complesso, influenzato da reti molecolari, segnali cellulari e persino dallo stile di vita. È in questo scenario che si inserisce lo studio premiato a Siena dalla dott.ssa Francesca Umina, che punta a individuare nuovi biomarcatori nei microRNA del plasma seminale per aprire la strada a diagnosi più precoci, meno invasive e a strategie di prevenzione più efficaci.
Proprio nei giorni scorsi, al Polo didattico “Le Scotte” di Siena, è stato conferito alla dottoressa Francesca Umina, PhD Student in Sistemi Complessi per le Scienze Fisiche, Socio-Economiche e della Vita dell’ateneo catanese (tutor la prof.ssa Cinzia Di Pietro, ordinaria di Biologia cellulare e applicata al Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche), il primo premio ‘’Rosalbino Isabella’’ come miglior presentazione orale alla sessione Siru Young.
Lo studio nasce con l’obiettivo di contribuire alla comprensione e al disegno di possibili soluzioni innovative di uno dei principali problemi di salute pubblica del nostro secolo: l’infertilità.
“Nell’ambito dell’infertilità maschile – spiega la prof.ssa Cinzia Di Pietro - recenti dati epidemiologici evidenziano un preoccupante calo della qualità del liquido seminale a livello globale, con un tasso di declino in costante aumento a partire dagli anni 2000".
"Nella pratica clinica - aggiunge la docente - lo spermiogramma rappresenta ancora lo strumento diagnostico di prima linea; tuttavia, non è in grado di spiegare le cause alla base dell’infertilità maschile. Per questo ragione, è necessario identificare nuovi biomarcatori che potrebbero migliorare la comprensione diagnostica e ampliare la conoscenza sui meccanismi alla base della patologia”.
In questo contesto si inserisce il lavoro della dott.ssa Francesca Umina, che propone lo sviluppo di un sistema di discovery basato sull’analisi dei microRNA presenti nel plasma seminale.
“Lo studio – spiega la giovane ricercatrice - integra dati sperimentali ottenuti in laboratorio con analisi bioinformatiche, focalizzate in particolare sullo studio delle reti di interazione tra molecole biologiche (microRNA – mRNA targets) e individuazioni delle relative pathway cellulari, al fine di individuare i microRNA circolanti da utilizzare come biomarcatori non invasivi come la biopsia liquida”.
“I risultati preliminari – aggiunge - suggeriscono una stretta correlazione tra stile di vita e profilo dei microRNA nel plasma seminale, evidenziando come fattori comportamentali possano influenzare significativamente la fertilità maschile. Alla luce di queste evidenze, lo studio propone un approccio orientato alla prevenzione, promuovendo modifiche dello stile di vita volte a migliorare l’outcome riproduttivo. In questa prospettiva, la medicina preventiva assume un ruolo centrale, affiancando e, dove possibile, anticipando l’intervento terapeutico”.

La ricercatrice Francesca Umina alla cerimonia di premiazione a Siena