Al via il 29 settembre la formazione online del progetto Respiro promosso da Centro FamigliE e Thamaia. Antonello Arculeo: «Il lavoro di équipe è fondamentale per offrire strumenti concreti a bambini e ragazzi»
Il femminicidio continua a mietere vittime, mostrando con drammatica evidenza quanto la violenza di genere resti una ferita aperta della nostra società. Ma dietro ogni vittima c’è un’altra tragedia, spesso più silenziosa e meno visibile: quella dei bambini e dei ragazzi che perdono la madre e si ritrovano a fare i conti con un lutto traumatico, con la violenza vissuta e con conseguenze che possono accompagnarli per tutta la vita.
Sono gli orfani di femminicidio, vittime indirette di una violenza che non si esaurisce con il delitto e che richiede risposte coordinate, competenze specifiche e una rete capace di accompagnarli nel tempo.
È da questa consapevolezza che nasce la nuova tre giorni di formazione online Orfani Speciali, vittime invisibili di femminicidi e crimini domestici. Contesti di intervento, al via martedì 29 settembre 2026, promossa da APS Centro FamigliE e dall’Associazione Thamaia nell’ambito del progetto nazionale Respiro – Rete di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli Orfani Speciali, finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini.
«Il femminicidio è un fenomeno che continua ad avere numeri da bollettino di guerra. Da cinque anni con Respiro cerchiamo di essere a fianco di bambini e ragazzi vittime di femminicidio di tutta la Sicilia. Ne seguiamo effettivamente molti tra questi – spiega Antonello Arculeo, presidente del Centro FamigliE APS di Catania e responsabile del progetto per Centro FamigliE -. Visto i risultati importanti, il progetto è stato rifinanziato fino al 2030». Un percorso che ora punta anche sulla formazione e sulla costruzione di una rete sempre più ampia tra le professionalità chiamate a intervenire.
«Il corso di formazione regionale online nasce dall’idea di creare rete tra tutte le figure professionali coinvolte. Il lavoro di équipe è fondamentale – sottolinea Arculeo -. Abbiamo ricevuto tantissime adesioni, anche da fuori Regione, segno che c’è bisogno di strumenti concreti per supportare questi minori».
Tre appuntamenti gratuiti, in programma il 29 settembre, il 6 e il 13 ottobre, dalle 15 alle 18 sulla piattaforma Zoom, affronteranno così il fenomeno da prospettive diverse: dalla violenza contro le donne e dai meccanismi della vittimizzazione secondaria alla condizione specifica degli orfani di femminicidio, fino agli strumenti giuridici previsti dalla normativa nazionale, a partire dalla legge 4/2018.
Un percorso rivolto a operatori dei servizi sociali e sociosanitari pubblici e del privato sociale, psicologi, pedagogisti, educatori, giornalisti, insegnanti, avvocati, operatori della Giustizia e Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e strumenti condivisi per riconoscere i bisogni degli orfani e costruire intorno a loro percorsi di sostegno più efficaci.

Tre appuntamenti per conoscere, riconoscere e intervenire
Il percorso formativo si articolerà in tre appuntamenti, ciascuno dedicato a una diversa dimensione del fenomeno e pensato per accompagnare i partecipanti dalla conoscenza delle dinamiche della violenza alla costruzione di percorsi concreti di sostegno.
Si partirà martedì 29 settembre, dalle 15 alle 18, con l’incontro dal titolo “Violenza contro le donne e femminicidio. Dinamiche della violenza e vittimizzazione secondaria nell’incontro con i servizi”. Al centro della prima giornata saranno i meccanismi della violenza e, in particolare, le difficoltà che possono emergere nel riconoscimento precoce del fenomeno da parte dei servizi sociali.
A intervenire saranno Maria Luisa Benincasa, supervisora del progetto Respiro in Sicilia, che affronterà il tema delle criticità nel riconoscimento precoce della violenza da parte del servizio sociale, e Pinella Di Pietro, dirigente dei Servizi sociali di Misterbianco. A condurre l’incontro sarà Carmela Bosco, responsabile del progetto per Thamaia.
Il secondo appuntamento, martedì 6 ottobre, sempre dalle 15 alle 18, sarà dedicato a “Gli orfani di femminicidio, vittime invisibili”, portando al centro della riflessione la condizione dei bambini e dei ragazzi che hanno perso la madre a causa di un femminicidio.
A introdurre i lavori sarà Marianna Giordano, presidente CISMAI, con un intervento dedicato al passaggio dalla violenza assistita al lutto traumatico e all'identificazione di chi sono gli orfani di femminicidio. Seguiranno gli interventi di Carmela Bosco, responsabile del progetto per Thamaia, sul modello di intervento Respiro, sulle sue risorse e sulle criticità nella presa in carico degli orfani; di Antonello Arculeo, responsabile del progetto per Centro FamigliE, che illustrerà l’esperienza maturata nella costruzione di percorsi insieme agli orfani e ai loro caregiver in Sicilia; e delle tutrici di Resilienza Valeria Squatrito, Elisa Aiello e Glenda Corsaro. A condurre la giornata sarà Maria Luisa Benincasa, supervisora del progetto Respiro in Sicilia.
La terza giornata, martedì 13 ottobre, dalle 15 alle 18, affronterà infine il rapporto tra tutela giuridica e bisogni concreti dei minori con l’incontro “Quando il diritto incontra i bisogni degli orfani di femminicidio”. Al centro saranno la normativa nazionale e regionale a favore degli orfani di femminicidio e dei crimini domestici e il ruolo delle diverse figure chiamate a garantire la loro tutela.
Interverranno Valentina Armenia, avvocata del Centro FamigliE nell’ambito del progetto Respiro, con una riflessione sul ruolo del tutore nei casi di tutela degli orfani di femminicidio, e Giulia De Iorio, avvocata penalista. A condurre l’incontro sarà Antonello Arculeo, responsabile del progetto per Centro FamigliE.