Perché Xi Jinping? Uno sguardo sulla Cina del XXI secolo

Intervista al prof. Guido Samarani, tra i massimi studiosi italiani della Cina contemporanea, intervenuto a Catania sugli scenari politici, sociali e culturali dello Stato dell'Asia orientale

Alfio Russo

Un momento di confronto per comprendere gli scenari politici, sociali e culturali della Cina contemporanea e il loro impatto globale. È quel che ha tenuto il prof. Guido Samarani dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, al Coro di Notte del Monastero dei Benedettini del Dipartimento di Scienze umanistiche, in occasione del seminario dedicato al “Perché Xi Jinping? Riflessioni sulla Cina del XXI secolo”.

Un incontro in cui si sono intrecciati gli studi umanistici, politologici, economici, giuridici e sociali grazie anche ai contributi dei docenti Marco Meccarelli, studioso dei fondamenti culturali e ideologici della Cina d’oggi, Lavinia Benedetti, studiosa di lingua e letteratura cinese, che ha offerto un punto di vista linguistico e culturale, e Pinella Di Gregorio, storica contemporaneista esperta di geopolitica e relazioni internazionali.

Tre prospettive solo apparentemente distanti, ma in realtà complementari nel chiarire i nodi politici e culturali dell’incontro che è stato aperto dalla direttrice del Disum, la prof.ssa Stefania Rimini che, sin dalle prime battute del suo intervento, ha sottolineato il valore della presenza del prof. Samarani, riconosciuto a livello internazionale per la profondità dei suoi studi e per la sua autorevole produzione scientifica.

«Siamo davvero lieti di avere con noi il prof. Guido Samarani – ha spiegato la prof.ssa Stefania Rimini – per il prestigio del suo percorso accademico e perché questo appuntamento consolida uno sguardo a est che il nostro dipartimento coltiva con convinzione. L’incontro odierno mira a esplorare il profilo politico di una delle figure più influenti del mondo contemporaneo, restituendone radici storiche, logiche interne e implicazioni geopolitiche. Il dialogo che seguirà con i docenti Pinella Di Gregorio, Lavinia Benedetti e Marco Meccarelli permetterà di incrociare prospettive storiche, linguistiche e culturali, in un confronto capace di illuminare la complessità della Cina del XXI secolo».

Lo storico Guido Samarani, già ordinario di Storia e istituzioni dell’Asia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nell’introdurre il suo intervento, si è soffermato sulla storia cinese del Novecento (La Cina del Novecento. Dalla fine dell'Impero ad oggi) in cui si possono identificare cinque figure centrali per la comprensione delle vicende politiche e sociali del Paese in quel secolo.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Stefania Rimini

Un momento dell'intervento della prof.ssa Stefania Rimini

Per Samarani i cinque leader sono Sun Yat-sen (1866–1925), considerato il padre della Cina moderna e il fondatore della Repubblica di Cina, e soprattutto centrale per l'abbattimento della dinastia Qing e l'inizio del periodo repubblicano; Chiang Kai-shek (1887–1975), leader del Kuomintang (Partito Nazionalista Cinese) dopo Sun Yat-sen e capo del governo nazionalista prima e durante la guerra civile, fino al suo ritiro a Taiwan; Mao Zedong (1893–1976), fondatore della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel 1949 e massimo leader del Partito Comunista Cinese. Dominò la scena politica fino alla sua morte; Deng Xiaoping (1904–1997), leader che, dopo la morte di Mao, ha dato il via alle riforme economiche di apertura, segnando la transizione della Cina verso una "economia socialista di mercato" e un periodo di rapida modernizzazione; Zhou Enlai (1898–1976), primo ministro della Repubblica Popolare Cinese e figura chiave della diplomazia cinese, mantenne un ruolo cruciale per la stabilità del Paese in un'epoca di grandi turbolenze politiche, in particolare durante la leadership di Mao.

Lo storico Guido Samarani non include Xi Jinping tra i cinque leader della Cina del Novecento nel suo volume La Cina del Novecento. Dalla fine dell'Impero ad oggi, ma colloca la sua leadership prevalentemente nel XXI secolo. Xi Jinping, infatti, è salito alla carica di segretario generale del Partito Comunista Cinese e presidente della Repubblica Popolare Cinese nel 2012.

Tuttavia la figura e l'era di Xi Jinping è stata analizzata dal docente universitario in opere successive e in numerosi contributi, in particolare nel volume Cina, ventunesimo secolo e in saggi più recenti (come La Cina rossa, scritto con Sofia Graziani).

Un momento dell'intervento del prof. Guido Samarani

Un momento dell'intervento del prof. Guido Samarani

Secondo le analisi di Samarani, il ruolo di Xi Jinping si può sintetizzare in diversi punti cruciali: la Nuova Era inaugurata nel 2017 che ha segnato la formale conclusione del periodo di "riforma e apertura" guidato da Deng Xiaoping; la concentrazione del potere personale da parte di Xi senza precedenti dai tempi di Mao Zedong e Deng Xiaoping, anche grazie alla campagna anti-corruzione che ha colpito molti avversari politici e al rafforzamento della sua figura all'interno del Partito e dello Stato; il varo di una ideologia ufficiale, nota come "Pensiero di Xi Jinping sul Socialismo con caratteristiche cinesi per una Nuova Era", inserita nella Costituzione del PCC, elevandolo al livello dei pensieri di Mao Zedong e Deng Xiaoping e che Samarani definisce un "marxismo del XXI secolo" mirato a guidare la Cina verso la "rinascita nazionale"; il recupero di elementi dell'estetica e della comunicazione politica tipiche del maoismo, anche se in chiave moderna, sostenendo un crescente nazionalismo focalizzato sul "sogno cinese" e sull'affermazione del Paese sulla scena mondiale, in contrasto con le egemonie occidentali, tramite la proposta di una idea di "comunità dal destino condiviso per l'umanità".

In sintesi, per Samarani - socio onorario dell’Associazione Italiana Studi di Cinesi dal 2022 e già direttore del Marco Polo Center for Global Europe Asia Connection di Ca’ Foscari -, Xi Jinping non fa parte dei leader che hanno plasmato la Cina del Novecento, ma è colui che sta rimodellando profondamente la Cina nel XXI secolo, superando il modello di leadership collettiva post-Deng Xiaoping e introducendo una forte centralizzazione ideologica e politica.

L’intervista si articola attorno a tre quesiti finalizzati a chiarire le continuità storiche e le nuove sfide della Cina di Xi Jinping: Sulle radici storiche di Xi Jinping in che misura l’ascesa di Xi rappresenta una rottura rispetto alla leadership post-denghiana e in che misura, invece, un esito delle traiettorie del Novecento? Sulle “specificità cinesi” del XXI secolo quali elementi della Cina attuale risultano irriducibili alle categorie politiche dell’Occidente e quali, invece, comparabili? Sulle sfide globali e le contraddizioni interne - tra sviluppo economico, disuguaglianze, gestione delle minoranze, urbanizzazione e rivoluzione tecnologica - quale sarà la sfida cruciale della leadership di Xi nel prossimo decennio?

Un momento dell'intervista al prof. Guido Samarani

Un momento dell'intervista al prof. Guido Samarani

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