Dall’intelligenza artificiale al quantum computing, dalla medicina personalizzata alle telecomunicazioni del domani: alla Città della Scienza presentato il grande ecosistema della ricerca nato con il Pnrr e trasformato dall’ateneo in sviluppo, competenze e opportunità per il territorio
C’è una nuova mappa dell’innovazione che attraversa Catania e parla il linguaggio della ricerca, delle tecnologie avanzate e delle competenze costruite negli ultimi anni grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
È il patrimonio scientifico e umano che l’Università di Catania ha deciso di raccontare per la prima volta in modo unitario con il Pnrr Village, trasformando gli spazi della Città della Scienza di via Simeto in una grande vetrina immersiva del futuro: laboratori aperti, dimostrazioni pratiche, installazioni, prototipi e progetti che mostrano come le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si siano tradotte in innovazione concreta, infrastrutture, nuove professionalità e ricadute reali per la Sicilia e il Mediterraneo.
Un percorso che conferma il ruolo di Unict come motore di conoscenza, crescita e dialogo con il territorio, capace di mettere in connessione ricerca, competenze, formazione e sviluppo oltre a rafforzare l’identità di Catania come città universitaria e laboratorio aperto alle nuove generazioni.
E venerdì scorso - negli spazi della Città della Scienza di Catania, cuore del Pnrr Village - l’iniziativa promossa dall’Area della Ricerca dell’Università di Catania ha mostrato ai cittadini il volto più innovativo della ricerca universitaria e il suo impatto concreto sul territorio grazie alla straordinaria concentrazione di competenze scientifiche, tecnologie avanzate e progettualità interdisciplinari dei quindici progetti sviluppati grazie al Pnrr.

Progetto Connect - Restart
Attraverso una mostra immersiva, Open Labs e dimostrazioni pratiche, l’ateneo ha aperto al pubblico laboratori, idee e risultati nati grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, trasformando la ricerca in un’esperienza accessibile e partecipata.
Al centro del percorso espositivo, con i quindici progetti presentati, alcuni dei temi strategici che stanno ridefinendo il futuro della società e dei sistemi produttivi: dall’intelligenza artificiale affidabile e applicabile ai contesti industriali, sanitari, urbani e ambientali allo sviluppo di sensori intelligenti, materiali innovativi e tecnologie per il calcolo quantistico ad alte prestazioni.
Ampio spazio anche alle ricerche dedicate alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso strumenti digitali avanzati, approcci sostenibili e nuove forme di coinvolgimento del pubblico, così come ai più innovativi modelli di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie, che integrano ricerca clinica, biotecnologie e medicina personalizzata.
La ricerca presentata al Village ha attraversato inoltre le grandi sfide contemporanee legate allo sviluppo sostenibile, alla trasformazione digitale e alla resilienza economica e sociale dei territori. Dai progetti per la sicurezza e la sostenibilità dei sistemi alimentari agli studi sui modelli economici inclusivi e resilienti; dalle strategie “One Health” per affrontare le malattie infettive emergenti mettendo in relazione salute umana, animale e ambientale, fino alle tecnologie destinate a rivoluzionare le telecomunicazioni del futuro attraverso reti intelligenti, sicure e ad alte prestazioni.
Progetto Inf-Act
Per tutta la giornata, visitatori, studenti e scuole hanno potuto esplorare un articolato percorso laboratoriale e divulgativo dedicato ai risultati dei progetti Pnrr di cui l’Università di Catania è protagonista, tra installazioni immersive, materiali interattivi e attività dimostrative pensate per avvicinare le nuove generazioni al mondo della scienza e dell’innovazione.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto tra Università, comunità e sistema produttivo, riaffermando il ruolo strategico della ricerca come leva di sviluppo economico, crescita sociale e competitività territoriale.
A chiudere la giornata, la tavola rotonda Ricerca, Innovazione e Impatto sul Territorio, moderata dal giornalista Leandro Perrotta, che ha riunito alcuni dei 15 Principal Investigator dei progetti PNRR dell’Ateneo per discutere le ricadute presenti e future delle attività di ricerca sviluppate nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
I quindici progetti in “vetrina”
Quantum computing, medicina personalizzata, sostenibilità alimentare, telecomunicazioni del futuro, biotecnologie e astrofisica sono solo alcune delle tematiche di ricerca sviluppate dall’ateneo catanese attraverso i programmi finanziati dal Pnrr.
A partire dall’Ecosistema Samothrace – Sicilian MicronanoTech Research and Innovation Center, dedicato al rafforzamento della ricerca siciliana sulle micro e nanotecnologie applicate a energia, salute, ambiente e sistemi intelligenti, i finanziamenti del Pnrr hanno permesso di creare il National Center for Gene Therapy and Drugs based on RNA Technology, impegnato nello sviluppo di nuove terapie basate su RNA e gene therapy per il trattamento di patologie genetiche, oncologiche e degenerative e, inoltre, Agritech – National Research Centre for Agricultural Technologies, che punta su innovazione e digitalizzazione per rendere più produttivi, sostenibili e resilienti i sistemi agroalimentari e il National Centre for HPC, Big Data and Quantum Computing, focalizzato sul potenziamento di infrastrutture e competenze per il calcolo ad alte prestazioni, l’analisi dei big data e il quantum computing.
Progetto Agritech
E ancora i progetti Fair – Future Artificial Intelligence Research, Nqsti – National Quantum Science and Technology Institute, Changes – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, Heal Italia – Health Extended Alliance for Innovative Therapies, Grins – Growing Resilient, Inclusive and Sustainable, OnFoods – Research and Innovation Network on Food and Nutrition Sustainability, Safety and Security, Inf-Act – One Health Basic and Translational Research Actions Addressing Unmet Needs on Emerging Infectious Diseases e Restart – Research and Innovation on Future Telecommunications Systems and Networks.
In “vetrina” anche il celebre progetto KM3NeT4RR – Kilometer Cube Neutrino Telescope for Recovery and Resilience, che sostiene lo sviluppo del telescopio sottomarino KM3NeT per lo studio dei neutrini cosmici e dei fenomeni astrofisici ad alta energia; SoBigData.it – Strengthening the Italian RI for Social Mining and Big Data Analytics, che sviluppa infrastrutture e strumenti per l’analisi di grandi moli di dati sociali, economici e territoriali, favorendo ricerca interdisciplinare e processi decisionali data-driven; Stiles, progetto che rafforza la partecipazione italiana ai grandi programmi internazionali ELT (Extremely Large Telescope) e SKA (Square Kilometre Array), attraverso lo sviluppo di tecnologie avanzate per l’osservazione astronomica.
Progetto Changes
Unict apre alla città il racconto dell’innovazione e della ricerca
Il Pnrr Village ha rappresentato il simbolo di un percorso che ha trasformato l’Università di Catania in un laboratorio aperto di innovazione, ricerca e dialogo con il territorio.
Come ha sottolineato il rettore Enrico Foti, «il Pnrr ha rappresentato, e continua a rappresentare, una straordinaria opportunità di crescita, innovazione e trasformazione per il nostro territorio e per il sistema universitario».
«Attraverso i progetti finanziati, l’Università di Catania ha rafforzato ricerca, infrastrutture, trasferimento tecnologico e collaborazioni con imprese e istituzioni, contribuendo concretamente allo sviluppo della Sicilia e del Mediterraneo – ha aggiunto -. Con il Pnrr Village vogliamo raccontare ai cittadini, agli studenti e alle scuole il valore reale di questo percorso: mostrare come le risorse del Pnrr si traducano in competenze, tecnologie, nuove opportunità e impatto sociale. È anche un’occasione per ribadire il ruolo dell’ateneo come motore di conoscenza, innovazione e dialogo con il territorio, capace di mettere in connessione formazione, ricerca e sviluppo».
«Eventi come questo rafforzano inoltre l’identità di Catania come città universitaria – ha tenuto a precisare -: una città nella quale l’Università non è soltanto luogo di formazione, ma presenza viva che anima e dialoga con il territorio, crea relazioni, genera cultura, innovazione e opportunità per le nuove generazioni. Unict è parte integrante della crescita e della visione futura di Catania e della Sicilia. Coinvolgere le giovani generazioni significa investire sul futuro, alimentando curiosità, consapevolezza e fiducia nelle possibilità che ricerca e innovazione possono offrire al nostro Paese e alla nostra terra».
Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti. Al suo fianco Alessia Tricomi e Giuseppe Caruso
Un percorso reso possibile anche dal grande lavoro amministrativo e organizzativo richiamato dal direttore generale Corrado Spinella e dal dirigente dell'Area della Ricerca Giuseppe Caruso.
«Oltre ai risultati sul fronte scientifico e tecnologico, va evidenziato lo straordinario impegno sul fronte gestionale e amministrativo da parte del personale universitario», ha detto il dott. Corrado Spinella.
Sulla stessa linea il dirigente dell'Area della Ricerca, Giuseppe Caruso: «È stata un’impresa quasi titanica cominciata nel 2022, che ha impegnato tutti i nostri uffici a supporto del lavoro dei dipartimenti, ma a poche settimane dalla chiusura del progetto, quasi tutti gli iter sono pienamente conclusi».
«In questo contesto, la Città della Scienza – come ha evidenziato la direttrice e responsabile scientifica della struttura di via Simeto, Alessia Tricomi – si conferma luogo strategico per avvicinare cittadini, scuole e turisti al mondo della ricerca, trasformando il “Village” in una vetrina delle competenze, delle ricerche, delle tecnologie e delle opportunità generate dall’Università per le nuove generazioni e per il territorio».
Marco Viccaro, delegato alla Ricerca per le Scienze fisiche e ingegneria, in chiusura ha evidenziato come «i progetti Pnrr abbiano lasciato una contaminazione di idee e di ricercatori grazie alla trasversalità delle ricerche sviluppate».
Un momento dell'incontro nell'auditorium della Città della Scienza
