Cinque episodi con lo studioso di Unict per attraversare migliaia di anni di storia insieme e scoprire, tra scavi e reperti, le origini di comportamenti, paure e relazioni che appartengono ancora al nostro presente
L’archeologia catanese protagonista su RaiPlay Sound, con un podcast tutto da ascoltare disponibile da lunedì 12 ottobre. Si chiama Poparc – Ieri, oggi, domani il programma in cinque episodi prodotto da ArtcloudNetwork per RaiPlay Sound, ideato e raccontato da Nicola Laneri, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi, con sonorità a cura di Michele Spadaro.
“Perché si costruiscono i monumenti?”, “A chi appartieni?”, “Chi comanda?”, “Aggiungi un posto a tavola”, “Perche si combattono le guerre”? Queste le domande a cui si cercherà di dare risposta attraverso un racconto immersivo che parte dall’esperienza dello scavo archeologico – Laneri è coordinatore, tra le altre, delle fortunate missioni a Tell Muhammad in Iraq e a Tava Tepe in Azerbaijan - per attraversare ricordi, viaggi, incontri, paesaggi e oggetti riemersi dalla terra. Le tracce dell’antico diventano così il punto di partenza per affrontare alcune delle domande fondamentali dell’esperienza umana.
Il viaggio comincia tra i suoni, gli odori e le esperienze di un archeologo in Medio Oriente, dalla Turchia all’Iraq, dall’Egitto fino a New York. Dalle piramidi egizie ai circoli preistorici di Göbekli Tepe, passando per il 9/11 Memorial, l’esperienza di una scoperta archeologica lungo il Tigri diventa l’occasione per interrogarsi sul desiderio umano di ricordare, celebrare, affermare un’identità e lasciare un segno nella memoria.
Come nella Pop Art immagini, simboli e frammenti della cultura visiva vengono ricollocati in un nuovo orizzonte di senso, Poparc porta l’archeologia nella modernità, mettendo in dialogo monumenti, tombe, banchetti, guerre e città scomparse con i gesti, le paure, le identità e le relazioni del presente.

Poparc - Ieri, oggi, domani. Il mestiere dell'archeologo
Dagli dèi della Mesopotamia ai faraoni, da Hammurabi agli imperi, dalla Grecia a Roma, dalla Cina alla Cappella Sistina, fino alle democrazie contemporanee: una riflessione sul rapporto tra potere, sacro, legge e consenso. La stratigrafia del potere e la storia del grande sovrano mesopotamico Hammurabi diventano, per esempio, il punto d’incontro tra passato, presente e futuro.
Uno spirito che può essere compreso anche attraverso il gioco, come dimostra l’app curata dal team di Laneri da poco rilasciata - Hammurabi – L’ascesa di Babilonia -, nella quale il giocatore è invitato a vestire i panni di un giovane sovrano che deve affrontare enigmi e sfide ispirati alla storia mesopotamica, provando, con decisioni improntate alla saggezza, a far crescere la sua città livello dopo livello, fino a raggiungere le vette della grande Torre di Babilionia.
Un altro dei ‘focus’ del programma riguarda il cibo: condividere i pasti ha sempre significato, infatti, costruire relazioni, fiducia e appartenenza. Dai villaggi preistorici del Medio Oriente al simposio greco, fino all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, una delle puntate esplora il valore sociale, politico e spirituale del mangiare insieme. Gli scavi di Tava Tepe, in Azerbaigian occidentale, riportano alla luce le tracce di comunità che oltre 3 mila anni fa si incontravano in una cucina cerimoniale unica nel suo genere.

L'archeologo Nicola Laneri
L’ultima puntata attraversa la guerra come trauma, sistema politico, propaganda e racconto che va dalle macerie di Mosul alle prime testimonianze archeologiche di violenza, dalla Mesopotamia agli Assiri, dalla Grecia a Roma, da Cartagine a Guernica. Un viaggio nelle ombre della storia per ricordare che ogni conflitto lascia tracce nei corpi, nelle città, nella memoria e nella coscienza umana.
Con un andamento intimo e cinematografico, accompagnato da musiche evocative e paesaggi sonori, ogni episodio diventa un’esperienza d’ascolto immersiva. Il passato non viene raccontato come qualcosa di distante, ma come una presenza viva, capace ancora oggi di porre domande e offrire nuove prospettive.