Premio Archimede: l’eccellenza universitaria che ispira il futuro

Ad aggiudicarsi la ventiduesima edizione i dottori Daniele Materia e Salvatore Alfio Sambataro per il percorso accademico e per l’eccellenza della tesi 

Dalla ricerca sull'intelligenza artificiale alla lotta ai deepfake. Sono i temi delle tesi di laurea dei dottori Daniele Materia e Salvatore Alfio Sambataro, neo vincitori della ventiduesima edizione del Premio Archimede, il riconoscimento con cui il corso di laurea in Informatica dell'Università di Catania celebra ogni anno le eccellenze accademiche. 

Un traguardo che premia i neo laureati, non solo per i risultati conseguiti, ma anche per il talento, l'impegno e la capacità di trasformare la passione per la ricerca in innovazione. Ad assegnare il prestigioso riconoscimento, istituito nel 2005, è stata la commissione composta dai professori Franco Barbanera, Simone Faro e Fabrizio Messina, che ha individuato nei due giovani ricercatori i migliori laureati, rispettivamente dei corsi di laurea triennale e magistrale.

I dottori Daniele Materia e Salvatore Alfio Sambataro insieme con la commissione di laurea

I dottori Daniele Materia e Salvatore Alfio Sambataro insieme con la commissione di laurea

Daniele Materia ha conseguito la laurea triennale il 25 luglio dell’anno scorso discutendo la tesi dal titolo Predizione dei prossimi oggetti attivi utilizzando Vision Large Language Models in scenari egocentrici, con la guida del suo relatore prof. Francesco Ragusa. 

Salvatore Alfio Sambataro, invece, ha raggiunto il traguardo accademico della laurea magistrale il 24 luglio dello scorso anno presentando una tesi dal titolo 4real: A Next-generation Benchmark for video deepfake detection, con la supervisione del prof. Sebastiano Battiato.

Nel corso della cerimonia di premiazione, il prof. Salvatore Antonio Riccobene ha spiegato che la selezione dei candidati avviene “in base al compimento di un rapido e ottimo percorso di studi, triennale e magistrale”. “E non è un caso che i vincitori delle precedenti premiazioni sono anche diventati docenti universitari”, ha aggiunto.

Da matricola a vincitore: il sogno universitario di Daniele Materia

“Un’emozione enorme, non me lo aspettavo”. Esordisce così Daniele Materia nell’esprimere la propria sorpresa per il riconoscimento ricevuto. 

“Non mi aspettavo di vincere questo premio in quanto è legato al lavoro di tesi di laurea – sottolinea il vincitore della sezione “laurea triennale” -. Tornando ai primi giorni di università ricordo ancora la sensazione da matricola nel vedere coloro che venivano premiati con ammirazione e pensavo quanto fosse importante il traguardo della laurea e del premio”.

“Non avrei mai pensato che qualche anno dopo sarei stato proprio io a vincere il premio”. “Adesso la mia intenzione è di non fermarmi – ci tiene a sottolineare -. Vorrei intraprendere il dottorato di ricerca”.

Daniele Materia

Il dott. Daniele Materia

I sacrifici ripagati di Salvatore Alfio Sambataro: “Adesso punto all’insegnamento” 

“Il premio rappresenta un riconoscimento importante per i numerosi anni di studio e sacrifici che ho fatto nel tempo in questo ateneo”. Con queste parole Salvatore Alfio Sambataro ha ringraziato la commissione di giuria dopo aver ricevuto il Premio Archimede per la sezione "laurea magistrale".

E già pensa ai progetti futuri. “Vorrei proseguire la carriera universitaria, aspirando idealmente a diventare un docente in futuro – spiega -. Adesso proseguirò il percorso di studi impegnandomi in un dottorato di ricerca”.

Al termine della proclamazione, la prof.ssa Maria Alessandra Ragusa, delegata del rettore alla Internazionalizzazione della Didattica, ha espresso un augurio ai vincitori e alle loro famiglie per il traguardo raggiunto e per il sostegno durante il percorso universitario e a tutti gli organizzatori del premio che nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere viva questa bellissima tradizione.

Il dott. Salvatore Alfio Sambataro

Il dott. Salvatore Alfio Sambataro

Hanno collaborato Adriano Spata, Arianna Arcidiacono, Giovanna Cosentino, Giorgia Asero e Mario Franceschini

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