Diciotto rappresentanti di atenei stranieri a Catania per il programma Erasmus+ dedicato ai sistemi di assicurazione della qualità e alla cooperazione internazionale
Dalle strategie europee per la qualità della formazione alle pratiche di valutazione e accreditamento adottate nei diversi Paesi, fino alla costruzione di reti universitarie capaci di condividere esperienze e competenze. L’assicurazione della qualità diventa terreno di confronto internazionale con il Blended Intensive Programme on European Quality Assurance Systems (BIP EQAS), promosso dall’Università di Catania nell’ambito del programma Erasmus+ e in collaborazione con partner europei e con l’alleanza universitaria Eunice.
L’iniziativa (conclusa il 16 ottobre scorso) ha riunito personale tecnico-amministrativo e docenti di diversi atenei europei in un percorso di formazione che ha alternato incontri virtuali e una settimana di attività in presenza a Catania, con l’obiettivo di approfondire i modelli nazionali di assicurazione della qualità e rafforzare la collaborazione tra istituzioni.
Il progetto, coordinato scientificamente dalla prof.ssa Stefania Panebianco del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, è stato realizzato grazie all’iniziativa e alla collaborazione tra Area Qualità e Funzioni strategiche e Unità operativa Relazioni internazionali, con il contributo del Presidio della Qualità di Ateneo (PQA).

I partecipanti all'iniziativa
Una rete europea che nasce dalla collaborazione
Nel tracciare il bilancio dell’iniziativa, la prof.ssa Stefania Panebianco ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti e per i riscontri positivi ricevuti dai partecipanti, sottolineando “il valore di un’esperienza costruita attraverso il lavoro condiviso di diverse componenti dell’Ateneo”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Ione Zuccarello, a Patrizia Franco e all’Area Qualità e Funzioni strategiche, a Giusy Catanese e all’Ufficio Relazioni internazionali, nonché al Presidio della Qualità di Ateneo per il contribuito all’organizzazione e al supporto delle attività.
“Proprio dalla dimensione della collaborazione internazionale è nata l’idea del programma - come ha raccontato Ione Zuccarello -. All’origine del progetto c’è l’esperienza di mobilità Erasmus+ per la formazione dello staff, maturata anche grazie all'incoraggiamento di Valentina Barbagallo, già impegnata nel coordinamento delle Relazioni internazionali dell’Ateneo e scomparsa prematuramente nel maggio scorso”.
“L'inivito di Valentina a estendere le opportunità di mobilità europea anche al personale amministrativo ha contribuito a ispirare un percorso dedicato alla governance universitaria, ai sistemi di gestione e all’assicurazione della qualità”, ha aggiunto Ione Zuccarello.
L’idea ha preso forma a partire dagli accordi di mobilità con le università partner, che prevedevano non soltanto visite conoscitive, ma anche lo sviluppo di collaborazioni durature e la promozione di iniziative internazionali.
Insieme con le colleghe Patrizia Franco e Giusy Catanese, la dott.ssa Ione Zuccarello ha quindi contribuito alla candidatura del progetto al programma Erasmus+ Blended Intensive Programme, scegliendo una formula capace di unire preparazione a distanza e confronto diretto. Al centro del percorso, il dialogo tra i sistemi nazionali di valutazione, il riferimento agli standard europei ESG (Standards and Guidelines for Quality Assurance in the European Higher Education Area) e il rafforzamento delle reti universitarie, a partire da Eunice.

Un momento delle attività nell'aula Senato del Palazzo centrale
Diciotto partecipanti da otto Paesi europei
La dimensione internazionale è stata uno degli elementi distintivi del BIP EQAS. Accanto a docenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università di Catania impegnati nelle attività di assicurazione della qualità, hanno partecipato diciotto rappresentanti di università europee con cui l'Università di Catania intrattiene rapporti di cooperazione nell’ambito di accordi Erasmus+, programmi di doppio titolo e dell’alleanza Eunice, quest’ultima coordinata dalla prof.ssa Cristina Satriano.
Nel dettaglio hanno partecipato all'iniziativa Inga Audzeviciutė-Liutkienė, Vaida Kastauniene e Lina Liegyté della Kaunas University of Technology in Lituania; Isabelle Consiglio e Sabine Soeteway dell’Université de Mons in Belgio; Paula Correia e Nanja Kroon della Universidade Politécnica de Viseu in Portogallo; Ulrik De Wachter della Ghent University in Belgio; Arkadiusz Dobrzycki, Anna Grocholewska-Czuryto, Filip Idzikowski, Marlena Kucz e Magdalena Regel-Rosocka della Poznań University of Technology in Polonia; Julia Dumin della Brandenburg University of Technology in Germania; Marlene Langholz Kaiser della Europa-Universität Flensburg in Germania; Maria Moshnikova della University of Vaasa in Finlandia; Eva Tkáčová della Pavol Jozef Šafárik University di Košice in Slovacchia.
Hanno partecipato in veste di relatori e moderatori, condividendo le proprie esperienze e competenze lavorative, Raffaella Messina del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Stefano Catanzaro, Patrizia Franco, Ada Miano e Toti Urso dell’Area Qualità e Funzioni strategiche, Giusy Catanese dell’U.O. Relazioni internazionali della Direzione generale.
La partecipazione internazionale, sostenuta dal finanziamento Erasmus+, ha offerto l’opportunità di mettere a confronto esperienze e modelli organizzativi differenti, favorendo lo scambio di buone pratiche tra università. Un’occasione per superare i confini delle singole istituzioni e sviluppare una cultura condivisa della qualità, attraverso il dialogo tra sistemi nazionali, approcci alla valutazione e strategie di cooperazione europea.
La cerimonia conclusiva, che si è tenuta venerdì 16 ottobre nell’aula magna del Rettorato, ha previsto la consegna degli attestati ai partecipanti da parte del delegato del Rettore ai Progetti Erasmus, prof. Mattia Frasca e alla presenza della prof.ssa Stefania Panebianco.
I partecipanti all'iniziativa insieme con il personale Unict e i docenti Mattia Frasca e Stefania Panebianco
Dalle sessioni online alla settimana di formazione a Catania
Il programma si è sviluppato in due fasi complementari, secondo il modello blended dei progetti Erasmus+: una prima parte virtuale, dal 18 settembre al 1° ottobre, e una settimana di attività in presenza, dal 12 al 16 ottobre, nelle sedi del Palazzo del Rettorato e del Monastero dei Benedettini.
Gli incontri online hanno preparato il terreno per il confronto successivo. Il 18 settembre, dopo i saluti istituzionali e l’apertura dei lavori affidata ai docenti Angela Roberta Lo Piero, Stefania Panebianco, Mattia Frasca e a Ione Zuccarello con un approfondimento sull’evoluzione dei sistemi di assicurazione della qualità nell’istruzione superiore europea e italiana, ripercorrendo il percorso da Bologna al sistema AVA.
Il 24 settembre, il prof. Miguel Fernandez dell’Università Politecnica di Madrid ha affrontato il tema della garanzia della qualità nei programmi internazionali, introdotto dalla prof.ssa Cristina Satriano.
Il ciclo preparatorio si è concluso il 1° ottobre con l’intervento di Ninja Fisher, dell’agenzia tedesca AQAS, dedicato al sistema nazionale di accreditamento, con la moderazione della prof.ssa Stefania Panebianco.
La settimana in presenza si è aperta lunedì 12 ottobre nella Sala Senato del Palazzo del Rettorato, con l’accoglienza dei partecipanti e l’introduzione alle attività operative. La prima giornata ha approfondito lo European Approach con una lezione della prof.ssa Marilena Maniaci, ordinaria di Paleografia all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, già componente del Comitato direttivo dell’Anvur e membro del board di ENQA, l’associazione europea per l’assicurazione della qualità nell’istruzione superiore.
Martedì 13 ottobre, al Monastero dei Benedettini, l’attenzione si è spostata sulla garanzia della qualità nei programmi internazionali, con i contributi dei docenti Mattia Frasca e Cristina Satriano e della responsabile dell'Uori, Giusy Catanese, dell'Università di Catania, della prof.ssa Magdalena Regel-Rosocka dell’Università Tecnologica di Poznań. La giornata si è conclusa con un’attività di networking e una visita guidata al Monastero dei Benedettini, occasione per consolidare le relazioni tra i partecipanti anche al di fuori delle sessioni accademiche.
Nella terza giornata di lavori il confronto ha riguardato la promozione delle buone pratiche di assicurazione della qualità, con gli interventi della prof.ssa Stefania Panebianco e di Raffaella Messina di Unict e di Ulrik De Wachter dell’Università di Gand. Nel pomeriggio, una sessione online dedicata al rapporto tra mobilità e apprendimento istituzionale ha approfondito la progettazione di meccanismi di feedback per diffondere una cultura della qualità, con la partecipazione di Rubina Danilova dell’American University of Armenia e l’introduzione di Patrizia Franco dell'ateneo catanese.
Giovedì 15 ottobre i lavori si sono concentrati sull’assicurazione della qualità nelle alleanze transnazionali e sugli indicatori per misurarla, con gli interventi della prof.ssa Venera Tomaselli e di Salvatore Urso dell'Università di Catania e di Filip Idzikowski dell’Università Tecnologica di Poznań. Il programma ha previsto anche una visita guidata all’Orto Botanico dell’Ateneo e un momento di socializzazione, pensato per favorire ulteriormente lo scambio tra le diverse delegazioni.
Nell’ultima giornata, nell’aula magna del Palazzo centrale, la consegna degli attestati e un ultimo approfondimento sui sistemi nazionali di accreditamento, con gli interventi di Ada Miano dell'Università di Catania e di Sabine Soeteway dell’Université de Mons. Le conclusioni della prof.ssa Stefania Panebianco e un quiz interattivo sulla piattaforma Kahoot, curato da Patrizia Franco e Stefano Catanzaro, hanno chiuso il percorso formativo.

I partecipanti all'iniziativa