Quando il Mediterraneo si prosciugò

Il 22 aprile si festeggia la Giornata della Terra. L’intervento del docente Rosolino Cirrincione sulla crisi di salinità del Messiniano

Rosolino Cirrincione
Un momento delle riprese
Un momento delle riprese
Un momento delle riprese
Un momento delle riprese
parco minerario
parco minerario
Cristalli giganti di gesso
Scala dei Turchi

Il 22 aprile, esattamente un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, da 53 anni si celebra la Giornata Mondiale della Terra. Era il 1969 quando in una conferenza dell’Unesco a San Francisco, l'attivista per la pace John McConnell propose una giornata per onorare la Terra e il concetto di pace. 

Le Nazioni Unite, in questo giorno, celebrano l’ambiente e la salvaguardia del Pianeta Terra. Ad oggi 193 paesi aderiscono a questa celebrazione. Tutti sottoscrivono la necessita di salvaguardare il pianeta e di procedere verso uno sviluppo sostenibile, di conservare le risorse naturali della Terra. 

Oggi la giornata della Terra è diventata un momento di riflessione globale dove tutti i paesi che aderiscono all’iniziativa, organizzano eventi educativi e formativi attraverso le scuole, le università, le associazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo le diverse problematiche del pianeta.   

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Focus TV ha deciso di celebrare la Terra con una trasmissione speciale. Verrà trasmesso in prima serata il documentario “Quando il Mediterraneo si prosciugò - Una storia Geologica”. Un programma di Luigi Bignami, con la collaborazione di Rosolino Cirrincione, ordinario di Petrologia e Petrografia dell’ateneo catanese, realizzato interamente in Sicilia con la collaborazione esclusiva dell’Università di Catania. Importanti contributi anche dei docenti Agata Di Stefano, Rosanna Maniscalco e Rosalda Punturo del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell'ateneo catanese.

Il tema del documentario è la crisi di salinità del Messiniano, un evento geologico avvenuto tra i 5 ed i 6 milioni di anni fa, nel corso del quale le acque del mar Mediterraneo evaporarono quasi completamente. 

Attorno ai 6 milioni di anni fa, la Terra si trovò ad affrontare una delle vicende più critiche di tutta la sua storia, anzi probabilmente la più critica se si considera la breve durata (circa 660 mila anni). Il mare Mediterraneo si trovò in una condizione tale che evaporò quasi del tutto.

In questo documentario si ricostruiranno le principali tappe che determinarono un evento così drammatico, le cui conseguenze hanno interessato profondamente l’umanità (che doveva ancora nascere) fino a giungere al ristabilimento delle condizioni originarie che videro riempirsi d’acqua il Mediterraneo e riprendere la vita. 

Il trailer della puntata

focus trailer

 

Per ricostruire la storia di questo incredibile evento/catastrofe dobbiamo trovare i luoghi dove sono conservate le testimonianze geologiche: per questo si torna in Sicilia dove gli eventi geologici collegati all’evaporazione del Mediterraneo andranno, qualche milione di anni dopo, ad intersecarsi con la storia e con le vicende degli uomini. 

Si parte da Caltagirone, dove affiora una roccia molto particolare chiamata “Tripoli”, questa segna l’ultimo istante di vita nelle acque del Mediterraneo prima dell’inizio della serie di rocce di natura evaporitica, cioè formate dall’evaporazione della colonna d’acqua marina. 

Poi si prosegue verso Santa Elisabetta nell’Agrigentino dove esiste un eccezionale affioramento di gessi di dimensioni eccezionali. Gesso e anidrite sono tra i più comuni minerali evaporitici che si ritrovano nelle rocce sedimentarie. Questi solfati precipitano dall’acqua del mare quando l’evaporazione ha concentrato l’acqua fino al 19% del suo volume originale. 

Pochi sanno che qui arrivano esperti e studiosi da tutto il mondo per ammirare uno degli spettacoli più rari ed affascinanti della natura. In questa zona si trova uno straordinario affioramento di cristalli giganti di gesso che raggiungono l’eccezionale misura di 2-60 metri, risultando i più grandi del bacino del Mediterraneo ed addirittura annoverati fra i più lunghi del mondo. Questo aspetto mineralogico è considerato di rilevanza mondiale.

miniera

Cristalli giganti di gesso

Il percorso prosegue attraversando luoghi e paesaggi poco noti, ma molto belli dal punto di vista paesaggistico e scientifico; entreremo in miniere di zolfo ormai abbandonate incrociando le vicende geologiche con quelle della popolazione siciliana, fino a toccare il genio letterario di molti scrittori siciliani che hanno reso immortali alcune pagine di storia tra le più tristi della Sicilia.

Nel Parco Minerario di Floristella-Grottacalda è illustrato l’intero processo produttivo dello zolfo dalla sua estrazione fino alla sua partenza in panetti per i porti della Sicilia. 

Dopo lo zolfo la serie evaporitica continua con i Sali. Le telecamere sono entrate nella Miniera di sale di Petralia dove si produce sale alimentare e sale industriale esportato in tutto il mondo. All’interno della Miniera è possibile vedere anche il museo di arte contemporanea dove alcuni artisti hanno realizzato delle splendide sculture di sale, oggi conservate all’interno della miniera. 

La serie evaporitica si chiude con la deposizione dei trubi, una roccia bianchissima (Scala dei Turchi) che indica la riapertura dello stretto di Gibilterra ed il ripristino delle condizioni marine normali.   

È un documentario che sa, non solo di scienze, ma anche di storia e di letteratura. E, inoltre, dal momento che in Sicilia la storia si intreccia fortemente con gli aspetti scientifici, numerosi saranno i riferimenti all’archeologia. 

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