Quando la prevenzione diventa ricerca: Rebecca Camuto vince il Premio Sergio Festa

La tesi sul sistema Haccp nelle imprese alimentari ha ricevuto il riconoscimento istituito dall’Inail in memoria dell’ingegnere già direttore della sede Inail di Catania. Un premio che unisce formazione, ricerca e impegno per la salute e la sicurezza

Alfio Russo

C’è un momento, nel percorso di uno studente, in cui ciò che si è imparato sui libri smette di essere soltanto conoscenza e diventa uno strumento per leggere la realtà. Per Rebecca Camuto quel momento è arrivato con una tesi dedicata al sistema HACCP e alla sua capacità di trasformarsi da obbligo normativo in un efficace strumento di prevenzione. Una ricerca che, a meno di un anno dalla discussione, ha trovato anche un riconoscimento concreto: la dott.ssa Camuto è la vincitrice della prima edizione del Premio di laurea in memoria dell’ing. Sergio Festa, consegnato nei giorni scorsi nell'aula magna della Torre Biologica dell’Università di Catania.

Il titolo della tesi, Il sistema Haccp come strumento di prevenzione: analisi e applicazione nelle imprese alimentari, ne racconta già la direzione. Ma è soprattutto il modo in cui l’argomento è stato affrontato ad aver distinto il lavoro premiato. Rebecca Camuto non si è limitata a descrivere l’Haccp come un insieme di prescrizioni da rispettare: lo ha studiato come un metodo scientifico per conoscere, valutare e governare il rischio.

Identificare i pericoli, individuare i punti critici di controllo, monitorare i processi, verificare sistematicamente i risultati: nella tesi questi passaggi sono diventati altrettanti strumenti per comprendere come la prevenzione possa essere costruita prima ancora che il rischio si trasformi in un problema. Un lavoro nel quale il rigore metodologico non è soltanto una qualità della ricerca, ma diventa esso stesso parte della prevenzione.

Ed è proprio qui che la storia di una tesi incontra quella di una professione. Perché dentro un’impresa alimentare non esistono compartimenti stagni: la sicurezza di chi lavora, la salubrità degli ambienti, la qualità degli alimenti e la salute del consumatore fanno parte di una stessa catena. Prevenire significa allora guardare a questi elementi insieme, mettendo in relazione competenze diverse.

È una prospettiva che richiama i principi della One Health, secondo cui la salute umana, animale e ambientale sono strettamente interconnesse. Applicata al mondo della sicurezza alimentare, questa visione restituisce alla prevenzione la sua natura trasversale: un’attività che attraversa i luoghi di lavoro, le filiere produttive e i servizi di sanità pubblica e che ha come punto di riferimento ultimo la tutela della collettività.

In foto Rebecca Camuto

In foto Rebecca Camuto

A raccontare il lavoro premiato è stato il prof. Antonio Giuliano, medico veterinario, responsabile della U.O.S.D. Audit e Controlli Ufficiali dell’ASP di Catania, docente del Corso di Studi in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro e relatore della tesi. Una figura professionale che, già nella sua esperienza, riunisce i diversi mondi attraversati dalla ricerca di Camuto: la medicina veterinaria, il controllo ufficiale sulla sicurezza alimentare e la formazione universitaria.

Ma la tesi non è rimasta confinata all’interno dell’Università. Oggi Rebecca Camuto lavora con contratto a tempo indeterminato nella struttura sanitaria Igiene Pubblica Brianza, afferente a quella di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS Brianza. Le competenze costruite durante il percorso universitario sono così diventate parte della sua attività quotidiana nel campo della salute pubblica.

È anche per questo che il premio assume un significato particolare: riconosce una ricerca che ha già trovato una sua naturale continuità nella professione. Gli impegni lavorativi non hanno però consentito alla vincitrice di essere presente alla cerimonia. A ritirare il riconoscimento è stata la madre, la signora Lucia Calanni Pileri.

Intorno a quella tesi si è così raccolto anche il significato del Premio dedicato a Sergio Festa, istituito su proposta dell’INAIL – Direzione Territoriale di Catania per ricordare l’ingegnere, già Direttore della Unità operativa territoriale INAIL di Catania, e il suo contributo alla prevenzione, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La cerimonia si è aperta con i saluti della prof.ssa Lucia Frittitta, Direttrice del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, e della dott.ssa Diana Artuso, della Direzione Regionale Sicilia dell’INAIL. Al centro dei loro interventi è emerso il valore di una collaborazione tra università e istituzioni che trova nella formazione uno dei suoi terreni più importanti.

Poi è arrivato il momento del ricordo.

L’ing. Francesco Giacobbe, dell’INAIL, ha restituito il profilo professionale e umano di Festa, sottolineandone quella combinazione di competenza tecnica e attenzione alla dimensione umana che ne ha caratterizzato il percorso. La prof.ssa Caterina Ledda, Presidente del Corso di Studi in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, ha invece ricordato il ruolo avuto da Festa come stakeholder nell’istituzione del corso di laurea.

Un legame tutt’altro che simbolico. Perché proprio quel corso rappresenta oggi uno dei luoghi nei quali l’eredità professionale di Festa può continuare a tradursi in formazione. E il fatto che la prima edizione del premio sia stata assegnata a una tesi sulla prevenzione rende ancora più evidente questa continuità.

I relatori

I relatori dell'incontro

La storia di Rebecca Camuto racconta, infatti, esattamente ciò che il percorso di studi si propone di costruire: un professionista capace di portare conoscenze scientifiche, competenze normative e capacità operative dentro contesti diversi, dai luoghi di lavoro agli ambienti di vita, dalle filiere alimentari ai servizi di sanità pubblica.

In questo percorso l’Università non è sola. Il dialogo con le istituzioni e con i professionisti che operano quotidianamente nei servizi di prevenzione e controllo permette agli studenti di confrontarsi con problemi concreti e di comprendere che dietro una norma c’è sempre un rischio da conoscere, dietro una procedura c’è una responsabilità e dietro ogni attività di prevenzione c’è, in definitiva, la tutela di una persona.

La tesi diventa così il momento in cui tutto questo patrimonio di conoscenze prende una forma personale. Si sceglie un problema, lo si studia, lo si analizza attraverso un metodo rigoroso e si prova a trasformare ciò che si è imparato in qualcosa che possa essere utile anche fuori dall’aula.

È forse questo il punto in cui il Premio Sergio Festa trova il suo significato più profondo. Non soltanto ricordare una persona e il lavoro che ha svolto, ma legare quella memoria a qualcuno che sta iniziando a costruire il futuro della prevenzione.

A consegnare il riconoscimento a Rebecca Camuto, attraverso la madre, è stata la signora Giuliana Giannotti, moglie dell’ing. Festa. Un momento particolarmente intenso, nel quale il ricordo personale e quello professionale si sono incontrati con la storia di una giovane professionista.

La prima edizione del premio ha così trasformato la memoria in un gesto rivolto al futuro. Ha riconosciuto il valore di una ricerca, ma soprattutto il valore dello studio come fondamento della competenza professionale. Perché nella prevenzione non basta conoscere le regole: occorre comprenderne il significato, saper leggere i rischi e avere gli strumenti per intervenire prima che diventino danno.

La storia di Rebecca Camuto, dalla tesi sull’Haccp al lavoro nei servizi di igiene pubblica, mostra proprio questo passaggio: la formazione che diventa professione, la ricerca che diventa prevenzione, lo studio che diventa tutela della salute.

E nel nome di Sergio Festa, quella storia diventa anche un messaggio per gli studenti che oggi stanno costruendo il proprio percorso: la competenza richiede tempo, metodo e passione. Ma può diventare, molto prima di quanto si immagini, un modo concreto per prendersi cura degli altri.

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