Raccontare le dipendenze per comprenderle: storie di vita, ascolto e prevenzione

Al Dipartimento di Economia e Impresa il terzo e ultimo incontro del ciclo promosso con l’Asp. Gli studenti protagonisti con sette project work dedicati a comunicazione e nuove strategie di intervento

Alfio Russo

Raccontare le dipendenze attraverso le storie di vita, comprenderne le fragilità, progettare nuove forme di prevenzione e comunicare con un linguaggio capace di parlare ai giovani. 

Sono stati questi i temi al centro del terzo e ultimo incontro del ciclo di seminari professionalizzanti Dipendenze patologiche, organizzazione, risorse e innovazione dei servizi, promosso all’Università di Catania dal professor Marco Romano, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, in collaborazione con l’UOC Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche dell’ASP di Catania, diretta da Fabio Brogna.

L’appuntamento conclusivo, dal titolo Raccontare storie di vita e di rinascita, comprendere, progettare e comunicare le dipendenze, ha dato al percorso un taglio prevalentemente narrativo e progettuale, portando al centro il rapporto tra prevenzione, ascolto e comunicazione. Un confronto che ha coinvolto direttamente gli studenti, chiamati a trasformare gli stimoli raccolti nei due precedenti incontri in proposte concrete.

Moderato dalla dottoressa Francesca Cuffari, referente aziendale per la comunicazione del Programma Nazionale Equità nella salute (PNES), l'incontro ha visto la partecipazione della Direzione strategica dell’ASP di Catania, con il Direttore Generale Giuseppe Laganga Senzio, il Direttore Sanitario Giovanni Francesco Di Fede e il Direttore Amministrativo Tamara Civello, insieme al direttore dell’UOC Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche Fabio Brogna, al direttore del Dipartimento di Salute Mentale Carmelo Florio e al Dirigente Responsabile dell’UOS Comunicazione e URP Alfio Reitano.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

I sette project work: dalle idee degli studenti a un progetto condiviso

Uno dei momenti centrali della giornata è stata la presentazione di sette project work, elaborati dagli studenti a partire dagli spunti emersi durante i primi due appuntamenti. I lavori hanno consentito di ampliare la riflessione anche alla dimensione imprenditoriale e manageriale delle dipendenze, interrogandosi sui meccanismi che possono trasformare la fragilità di determinati target in un'opportunità di profitto.

Un passaggio che ha permesso di mettere in relazione competenze di marketing e comunicazione con una prospettiva sociale e sanitaria, nella consapevolezza che la prevenzione richiede anche la capacità di individuare i linguaggi e gli strumenti più efficaci per raggiungere i destinatari.

I ragazzi avranno ora l'opportunità di proseguire il confronto direttamente con l'Asp di Catania, mettendo le proprie competenze a disposizione della costruzione di una progettualità orientata alla sostenibilità sociale e sanitaria.

«È la svolta, è un cambio di paradigma» dichiara il Direttore Generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio. «Non curiamo, non gestiamo le dipendenze, ma ci occupiamo di prevenirle. Significa intervenire prima, nei luoghi in cui i ragazzi vivono ogni giorno, con un linguaggio che sanno riconoscere come proprio. La collaborazione con l’Università di Catania va in questa direzione, mettere insieme competenze diverse per arrivare dove i nostri servizi, da soli, spesso non arrivano. Da questi sette project work nascerà un unico progetto, costruito insieme, a dimostrazione che il lavoro di squadra vince sempre».

Per il professor Marco Romano, promotore dell’iniziativa, il confronto con l’ASP ha rappresentato soprattutto un'occasione per coinvolgere direttamente i giovani e comprenderne bisogni, linguaggi e modalità di comunicazione.

«La collaborazione con l'AspP ci ha permesso di realizzare questo ciclo di seminari sulle dipendenze patologiche, per sensibilizzare i nostri giovani, ma anche per raccogliere dalla loro voce indicazioni utili a comunicare con un linguaggio diverso, con gli strumenti più adeguati al target di riferimento, i giovani tra i 14 e i 29 anni» spiega il docente. «L'obiettivo è stato raggiunto, stiamo già lavorando alla presentazione di nuovi progetti e speriamo che questa collaborazione possa proseguire, perché il dialogo tra università e servizi sanitari, su un tema come questo, non può esaurirsi in tre incontri».

Un momento dell'intervento di Giuseppe Laganga Senzio

Un momento dell'intervento del dott. Giuseppe Laganga Senzio

La voce dei giovani: ascolto e prevenzione

Il percorso seminariale è stato inoltre accompagnato da una raccolta di dati attraverso questionari curati dai sociologi del Gruppo di lavoro sul Gioco d’Azzardo Patologico. Gli studenti sono stati coinvolti su diversi aspetti: età, città di provenienza, consumo di sostanze come alcol e fumo e abitudini legate al gioco d’azzardo.

Dalle risposte emerge complessivamente un quadro rassicurante: i giovani coinvolti non praticano il gioco d’azzardo e, anche rispetto al consumo di sostanze, non emergono comportamenti particolarmente problematici. Rimane tuttavia una quota di ragazzi che si avvicina a forme di gioco come scommesse sportive, gratta e vinci e slot machine.

Al di là dei comportamenti, il dato più significativo riguarda però la dimensione personale: tra gli elementi emersi con maggiore forza c'è infatti la richiesta di essere ascoltati. Un'indicazione che rafforza la centralità della prevenzione e della capacità dei servizi di intercettare precocemente fragilità, bisogni e richieste di aiuto.

Un momento dell'intervento del prof. Marco Romano

Un momento dell'intervento del prof. Marco Romano

Tre incontri, quindici ore per leggere un fenomeno in trasformazione

Il seminario conclusivo ha chiuso un percorso articolato in tre appuntamenti, il 16, il 18 e il 22 settembre, per complessive 15 ore, riconosciute ai fini dei crediti formativi.

Il primo incontro ha affrontato il tema della governance dei servizi per le dipendenze patologiche a due anni dalla legge regionale n. 26 del 7 ottobre 2024, mettendo a confronto le diverse prospettive necessarie per leggere e affrontare il fenomeno: storica, organizzativa, amministrativa, medica, psicologica e sociale.

Il secondo appuntamento ha invece spostato l'attenzione sulle nuove frontiere delle dipendenze, andando oltre il tradizionale riferimento alle sostanze. Al centro del confronto sono entrati il gioco d'azzardo, le dipendenze digitali e il gaming, insieme ad alcol, fumo e nuove sostanze, in un quadro caratterizzato da comportamenti e forme di dipendenza sempre più diversificati.

Con il terzo incontro il percorso ha quindi compiuto un ulteriore passaggio: dalla conoscenza del fenomeno alla capacità di raccontarlo, comprenderlo, prevenirlo e progettare risposte nuove, coinvolgendo direttamente gli studenti nella costruzione delle proposte.

È proprio in questa prospettiva che la collaborazione tra Università di Catania e ASP assume una dimensione operativa: non soltanto formazione e sensibilizzazione, ma anche ascolto dei giovani, raccolta di dati, elaborazione di idee e sviluppo di progettualità condivise. Un percorso che, attraverso i sette project work, punta ora a trasformare il lavoro svolto durante i seminari in un unico progetto costruito insieme.

Studentesse e studenti insieme con gli esperti dell'Asp

Studentesse e studenti insieme con gli esperti dell'Asp

Back to top