Ricerca, mobilità e nuove partnership: Unict rafforza la cooperazione con l’Asia orientale

Si chiude il progetto TNE “LEGO Italy–East Asia Cooperation” coordinato da Ca’ Foscari: 555 mobilità internazionali, 19 università partner, nuove collaborazioni scientifiche e 7 accordi internazionali

Alfio Russo

Dalla ricerca scientifica alla formazione avanzata, dalla mobilità internazionale alla costruzione di nuove reti accademiche: si chiude con un bilancio positivo per l’Università di Catania il progetto TNE – LEGO Italy–East Asia Cooperation: from Local Expertise to a Global Outlook, un articolato percorso di cooperazione tra atenei italiani e istituzioni universitarie e di ricerca dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico. 

Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia e realizzato per l’ateneo catanese dall’Unità Operativa Relazioni Internazionali, il progetto ha trasformato la mobilità in un’occasione concreta di scambio di competenze, sviluppo di attività didattiche e scientifiche, elaborazione di nuove collaborazioni e apertura verso prospettive internazionali di ricerca.

In poco più di un anno, la rete ha generato 555 mobilità internazionali, coinvolgendo complessivamente 346 studenti – 240 in uscita dall’Italia verso l’Asia e 106 in ingresso dall’Asia verso l’Italia – e 209 tra docenti, ricercatori e staff, con 114 partecipanti in uscita e 95 in entrata. 

Per l’Università di Catania, in particolare, il progetto ha significato l’arrivo di 39 studenti e 13 docenti provenienti dalle università asiatiche partner, mentre 16 docenti dell’ateneo hanno svolto attività di mobilità in istituzioni dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico.

Una delegazione in visita all'UORI di Unict

In foto una delegazione dell'Università della Mongolia in visita all'UORI di Unict. Le attività sono state coordinate dalla prof.ssa Cettina Santagati 

La dimensione della mobilità si è accompagnata a un intenso programma di formazione e sviluppo di competenze avanzate. Sono state realizzate quattro iniziative didattiche Advanced Skills, articolate sulle tre principali aree di intervento del progetto: Scienza e tecnologia per la sostenibilità; Lingue e culture; Management ed economia per la società. Un percorso che ha consentito di mettere in relazione competenze e prospettive provenienti da sistemi universitari differenti, creando occasioni di confronto tra studenti, docenti e ricercatori.

Particolarmente significativo anche il risultato sul fronte della cooperazione istituzionale e della costruzione di nuove partnership. Nel corso del progetto sono stati sottoscritti 7 nuovi accordi internazionali, mentre altre 8 negoziazioni sono state avviate. A questi si aggiunge l’individuazione di 18 potenziali nuovi partner per lo sviluppo di futuri doppi titoli o titoli congiunti (DJD). Un patrimonio di relazioni destinato dunque a superare la conclusione formale del progetto e a tradursi in ulteriori opportunità di mobilità, formazione e ricerca.

A completare il bilancio sono le cinque linee guida ufficiali di progetto, elaborate attraverso un processo strutturato di analisi e valutazione delle esperienze maturate dai partner. I documenti affrontano temi concreti della cooperazione accademica, dalla gestione dei cataloghi dei corsi alla conversione dei voti, fino alla mobilità inclusiva, e costituiscono strumenti condivisi destinati a orientare le future attività di collaborazione internazionale.

Un momento di un incontro alla Philippine Normal University of Manila per le Filippine

Un momento di un incontro della prof.ssa Roberta Piaza alla Philippine Normal University of Manila per le Filippine

Il contributo di Unict: ricerca, formazione e scambio di competenze

All’interno di questa rete internazionale, il contributo dell’Università di Catania si è caratterizzato per un approccio fortemente multidisciplinare, capace di mettere in relazione competenze scientifiche e accademiche differenti: dall’ingegneria civile e ambientale alle scienze economiche e manageriali, dalle tecnologie digitali alla medicina e alle scienze della salute, fino agli studi linguistici e culturali.

Le attività dell'Università di Catania si sono sviluppate principalmente lungo quattro aree tematiche: Lingue e culture; Management ed economia per la società; Scienza e tecnologia per la sostenibilità; ambito medico-sanitario, con particolare attenzione ai temi della salute, delle scienze motorie, del benessere e dell’innovazione nella ricerca clinica.

Nell’area Scienza e tecnologia per la sostenibilità, uno dei percorsi sviluppati ha riguardato il tema “Fumo e prestazioni sportive”, affrontato dall’Università di Catania in collaborazione con la Universitas Padjadjaran (Unpad) dell’Indonesia. Nel corso del secondo semestre del progetto è stata organizzata la prima attività di Advanced Skills dedicata all’argomento, con la partecipazione del prof. Riccardo Polosa per l’Università di Catania e della prof.ssa Amaliya Amaliya per l’ateneo indonesiano.

L’iniziativa ha coinvolto docenti, ricercatori e studenti in un confronto scientifico sul rapporto tra abitudine al fumo e performance atletica, inserendosi nel più ampio percorso di collaborazione internazionale sviluppato tra i due atenei.

Nello stesso contesto, il prof. Riccardo Polosa ha presentato il contributo “Stronger Together for Better Health!': International Mobility, Scientific Collaboration, and Shared Vision of CoEHAR/University of Catania, and Universitas Padjadjaran (Bandung, West Java) for Advancing the Harm Reduction Paradigm”, dedicato all’esperienza di mobilità internazionale, alla collaborazione scientifica e alla costruzione di una visione condivisa tra il CoEHAR – Center of Excellence for the Acceleration of Harm Reduction dell’Università di Catania e la Universitas Padjadjaran.

Il prof. Riccardo Polosa

Il prof. Riccardo Polosa con alcuni rappresentanti degli atenei stranieri

Il progetto ha inoltre dato spazio alla valorizzazione delle testimonianze dirette dei partecipanti, delle università coinvolte e dei beneficiari delle mobilità, con l’obiettivo di documentare non soltanto i risultati numerici, ma anche l’impatto personale, accademico e istituzionale prodotto dalle esperienze internazionali.

Tra queste si inseriscono i contributi dei docenti Cettina Santagati, sul patrimonio culturale digitale, e Santi Daniele La Rosa, sulle Nature-based Solutions in contesti urbani, che contribuiscono a rafforzare le competenze e a consolidare collaborazioni e reti di ricerca con istituzioni e partner dell’Asia centrale e sud-orientale.

Le esperienze e i risultati delle attività sono stati inoltre raccolti nei video dedicati ai risultati del progetto, che documentano le attività realizzate e le esperienze dei partecipanti.

Un ulteriore elemento qualificante del contributo dell’Ateneo riguarda la produzione scientifica sviluppata nell’ambito delle collaborazioni internazionali. 

Tra le pubblicazioni realizzate figura “Gender Equity and Inclusion in Lifelong Learning Policies and Opportunities in the Workplace for Professional Advancement: The Cases of Italy and the Philippines”, elaborata dalla prof.ssa Roberta Piazza in collaborazione con la Philippine Normal University. Il lavoro affronta i temi dell’equità di genere e dell’inclusione nelle politiche di lifelong learning e nelle opportunità professionali, mettendo a confronto il caso italiano e quello filippino.

Il prof. Santi Daniele La Rosa ha inoltre pubblicato “Fluid-Structure Interaction Analysis on Drag Force for Semi-submersible Structures”, realizzata in collaborazione con partner della Malesia e della Mongolia. La ricerca si inserisce nel campo dell’analisi dell’interazione fluido-struttura applicata alle strutture semi-sommergibili, confermando la dimensione propriamente scientifica delle collaborazioni attivate attraverso il progetto.

Le attività realizzate dall’ateneo mostrano dunque come la mobilità non sia stata considerata soltanto come esperienza formativa individuale, ma come strumento per costruire relazioni scientifiche durature, sviluppare attività didattiche condivise, produrre conoscenza e favorire nuove progettualità tra gruppi di ricerca e istituzioni appartenenti a sistemi universitari differenti.

delegazione della UNiversiti Kuala Lumpur

Delegazione della Universiti Kuala Lumpur all'UORI coordinata dai proff. Daniele La Rosa e Riccardo Privitera

Una rete internazionale di 19 università e istituzioni di ricerca

Il progetto ha messo in relazione una rete articolata di 19 università e istituzioni di ricerca distribuite in sette Paesi dell’Asia orientale e del Sud-Est asiatico: Cina, Vietnam, Giappone, Mongolia, Indonesia, Malesia e Filippine.

Dalla Cina hanno partecipato la Fujian Normal University, la Hunan Agricultural University, la Zhejiang Academy of Agricultural Sciences (ZAAS) e il Beijing Vegetable Research Centre (BVRC).

Il network vietnamita comprende la Hanoi University, la Vietnam National University of Forestry e la Ho Chi Minh City University of Natural Resources and Environment.

Dal Giappone sono entrate nella rete la Hirosaki University e la Seijo University, mentre la Mongolia ha rappresentato uno dei principali poli della cooperazione con la National University of Mongolia, la Mongolian University of Science and Technology, la University of the Humanities, la Mongolian University of Life Science, la Otgontenger University e la Mongolian University of Arts and Culture.

Completano la rete la Universitas Padjadjaran per l’Indonesia, la Universiti Teknologi Petronas e la University of Kuala Lumpur per la Malesia e la Philippine Normal University of Manila per le Filippine.

È questa rete, costruita attraverso mobilità, formazione, ricerca, pubblicazioni, attività didattiche e nuove intese istituzionali, a rappresentare uno dei risultati più significativi del progetto LEGO: un patrimonio di relazioni e competenze che offre all’Università di Catania nuove opportunità per consolidare la propria presenza internazionale e sviluppare ulteriormente la cooperazione accademica e scientifica con l’Asia.

Una delegazione in visita all'UORI di Unict

Una delegazione in visita all'UORI di Unict

Back to top