Romano Luperini, maestro della critica e della scuola democratica

Andrea Manganaro ricorda lo studioso e "padre" di generazioni di insegnanti e di studenti. A Catania il suo ultimo corso universitario trasformato in un patrimonio di metodo, passione civile e amore per la letteratura

Andrea Manganaro

L’11 aprile, a Siena, dove aveva insegnato fino al 2011, si è spento, a 85 anni, Romano Luperini. Scompare con lui un intellettuale totale, impegnato, e al tempo stesso un importante punto di riferimento per gli studi di critica, storia e teoria letteraria. Fra le sue innumerevoli pubblicazioni, restano imprescindibili i suoi volumi su alcuni grandi autori della letteratura italiana (Verga, indagato sin dalla giovinezza, e fino all’ultimo; ma anche Pirandello, Montale), quelli su L’allegoria del moderno, sulle narrazioni e il destino dell’uomo occidentale (L’incontro e il caso), i quattro volumi di storia della letteratura italiana nel quadro della civiltà europea (La scrittura e l’interpretazione, titolo anche di un celebre manuale scolastico).  

Romano Luperini non è stato soltanto uno studioso di straordinario valore.  Ha anche rappresentato una luminosa eccezione nell’atteggiamento verso la scuola degli intellettuali italiani, in genere oscillante tra pedagogismo formale e sdegnoso fastidio, e ancor più spesso caratterizzato dalla più assoluta indifferenza.  

Luperini ha, invece, creduto fortemente, autenticamente, nell’assoluta importanza dell’insegnamento della letteratura a scuola, nella sua ineliminabile funzione educativa e civile, fondamentale per lo sviluppo e la difesa della democrazia. I suoi manuali hanno formato intere generazioni di studenti liceali, educandoli non solo alla conoscenza della letteratura, ma anche allo spirito critico, al confronto delle idee, al dialogo, all’interpretazione dei testi, e, con essi, del mondo. 

Romano Luperini

Lo studioso Romano Luperini

Con i suoi saggi memorabili (Il professore come intellettuale, Insegnare letteratura oggi), con i suoi innumerevoli interventi, con l’ideazione e la direzione del blog Laletteraturaenoi.it, Romano Luperini ha consegnato agli insegnanti italiani, di ogni ordine e grado, un patrimonio ineguagliabile di riflessioni, metodi, idee. Ha offerto, soprattutto, motivazioni profonde per lo svolgimento della loro imprescindibile funzione intellettuale, dei loro compiti di mediazione tra la “scienza” e la “vita”, di difesa dei valori più autentici dell’umanità, e della dignità di ogni essere umano. 

In una celebre Lettera agli insegnanti (2023) ha mostrato il pericolo che corre tutta la democrazia se la loro funzione, insostituibile, di educatori, viene ridotta a quella di meri tecnici dell’insegnamento, di passivi esecutori. La funzione di chi insegna, e in special modo di chi insegna letteratura, ha ricordato, non può essere se non quella propriamente intellettuale, di mediazione culturale. «Cari insegnanti – scrisse – la Costituzione vi chiede di formare dei cittadini, non dei consumatori o dei produttori. Voi entrate ogni giorno in aula per insegnare la letteratura e insieme la democrazia».

Un momento di un convegno a Unict

Romano Luperini ad un convegno a Unict

In questi giorni ha fortemente avvertito la sua perdita anche una parte di Catania, quella a cui Luperini è stato particolarmente vicino: i tanti insegnanti della scuola secondaria, che soprattutto dal 2008, quasi ininterrottamente, anche dopo la grave malattia che lo colpì, l’hanno incontrato, nelle scuole e al Monastero dei Benedettini, nei cicli di seminari e nei corsi di formazione organizzati dall’Associazione degli Italianisti-Sezione Didattica. 

E lo hanno ricordato, con commossa gratitudine, le ex studentesse e gli ex studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche, che nell’anno accademico 2018-19 hanno potuto seguire, nel nostro Monastero dei Benedettini, in presenza, un suo straordinario corso di Didattica della letteratura.  Romano Luperini è stato infatti anche docente all’Università di Catania

Lo è stato per chiara fama, a titolo gratuito, per un semestre. La nostra Università ha avuto il grande privilegio di ospitare un suo corso universitario, l’ultimo. Un’occasione unica, determinata da alcune fortunate circostanze: la sua autentica passione per l’insegnamento; la sua generosità (diede la sua disponibilità a tenere il corso senza alcuna rimunerazione); i legami di amicizia che aveva stabilito, a Catania, con alcuni di noi, docenti del Disum, e dell’ADI-SD. 

Quelle sue 18 lezioni di Didattica della letteratura, tenute nell’aula magna del Monastero dei Benedettini, seguite da studenti e cittadini, riprese dalla Web Tv di Unict, sono oggi patrimonio di tutti, ancora costantemente visualizzate, non solo in Italia. Sono lezioni di altissimo valore, aliene da ogni tecnicismo autoreferenziale. Perché ogni vero insegnamento, ricordava, nasce dalla conoscenza del «contenuto di fatto», del sapere disciplinare, e delle sue relazioni con gli altri saperi, dalla conoscenza delle questioni teoriche, dei processi storici e delle urgenze del nostro presente.  

Un frame della lezione

Un momento di una lezione di Romano Luperini a Unict

Romano Luperini tutto questo sapeva tenere insieme, in ognuna delle sue lezioni, dove ragionava dei “fini”, ancor prima dei “mezzi”, come paradossalmente spesso avviene, con distorsione ottica, e valoriale.

Iniziò la sua prima, memorabile lezione del corso di Didattica della letteratura, il 15 ottobre 2018, leggendo e interpretando una frase di Zygmunt Bauman, il grande sociologo, dal suo Elogio della letteratura: «Come potremmo diventare noi stessi senza un'eredità, senza un maestro, senza la sua voce, senza un messaggio profondo?». 

Romano Luperini volle tenere all’Università di Catania l’ultimo suo corso per aiutare le nostre studentesse e i nostri studenti a diventare bravi insegnanti di letteratura. In quei giovani ha sicuramente lasciato il segno.  

All’indomani della sua scomparsa, ho iniziato due mie lezioni, di Letteratura italiana e Storia della critica letteraria, ricordandolo. Non solo per la commozione della perdita del grande intellettuale, del collega, dell’amico, ma perché cosciente del patrimonio di metodi, di interpretazioni, di valori, che ha lasciato e che è nostro dovere far conoscere. Le studentesse e gli studenti hanno immediatamente colto il messaggio. «Insegnare a dare senso ai testi letterari non è diverso da insegnare a dare un senso alla vita, o almeno a cercarlo».  Così ci diceva, anche qui a Catania, Romano Luperini.  

Accanto al dolore della perdita, e al senso di gratitudine, c’è in tutti noi, anche nei più giovani, la piena coscienza di non voler rinunciare mai ai nostri doveri, di insegnanti di letteratura: quei compiti assolutamente necessari che Romano Luperini ci ha costantemente, fino all’ultimo, ricordato. 

Andrea Manganaro con Romano Luperini

In foto Andrea Manganaro (primo a sinistra) con Romano Luperini

Andrea Manganaro, professore di Letteratura Italiana dell'Università di Catania e presidente nazionale Associazione degli Italianisti-Sezione Didattica

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