Rosaria Acquaviva eletta direttrice del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute

Ordinaria di Biologia farmaceutica, la docente rimarrà in carica per il quadriennio 2026-2030

Alfio Russo

La docente Rosaria Acquaviva, ordinaria di Biologia Farmaceutica, è stata eletta direttrice del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute dell’Università di Catania.

Lo spoglio si è svolto nei giorni scorsi nei locali d'ateneo di via Valdisavoia. La prof.ssa Acquaviva, che ha ottenuto 40 preferenze su 48 votanti, si insedierà il 1° novembre e rimarrà in carica fino al 2030.

Succederà al prof. Rosario Pignatello che ha guidato il dipartimento per due mandati.

«Autonomia e collaborazione per un DSFS sempre più autorevole»

La neoeletta direttrice del Dsfs Rosaria Acquaviva affida alla comunità dipartimentale una visione fondata su coesione, valorizzazione delle competenze e apertura al territorio, con particolare attenzione alla formazione degli studenti, alla ricerca e al rapporto con il sistema sanitario e il mondo produttivo.

Sono particolarmente contenta e grata per la coesione che si è manifestata attraverso le preferenze espresse dai colleghi. Le considero un segnale importante di fiducia e di grande stima nei miei confronti, ma anche un'espressione della volontà di lavorare insieme e di costruire un percorso condiviso per il nostro Dipartimento. È con questo spirito che assumo l'incarico e con un forte senso di responsabilità nei confronti di una comunità nella quale mi sono formata e sono cresciuta professionalmente. 

Il DSFS possiede competenze, professionalità e potenzialità che possono consentirgli di avere un ruolo sempre più importante nell'ateneo e nel territorio. Il mio obiettivo è partire da questo patrimonio, valorizzarlo e creare le condizioni perché possa esprimersi ancora meglio. 

La tutela dell'identità e dell'autonomia del dipartimento rappresenta uno dei punti di partenza della mia visione. Allo stesso tempo, la multidisciplinarietà è una delle nostre principali risorse; chimica, biologia, farmacologia, tecnologia farmaceutica, nutraceutica, informatica e modellistica sono competenze che, se messe in relazione, possono permetterci di affrontare in modo nuovo le grandi sfide delle scienze del farmaco e della salute. 

Autonomia e collaborazione, quindi, non sono alternative; il Dsfs deve essere sempre più un interlocutore propositivo, capace di costruire collaborazioni senza perdere la propria specificità. 

Un'attenzione particolare sarà dedicata alla formazione degli studenti, in una fase di profonda trasformazione della professione del farmacista e del settore farmaceutico e produttivo. Dobbiamo continuare a garantire una formazione scientificamente rigorosa, ma anche interrogarci sulle competenze che serviranno ai nostri laureati nei prossimi anni. Per questo vorrei rafforzare il rapporto con il sistema sanitario e con il mondo produttivo, attraverso laboratori, tirocini, project work, tesi in azienda o in strutture sanitarie e percorsi di co-supervisione. Vorrei che gli studenti percepissero non solo la qualità della formazione, ma anche le opportunità professionali che questa può offrire. 

Un altro aspetto importante riguarda il rapporto tra Dsfs e territorio. Le scienze del farmaco e della salute hanno una naturale dimensione sociale e il Dipartimento deve essere riconoscibile non soltanto per la qualità della ricerca, ma anche per la capacità di trasformare conoscenza e innovazione in opportunità per cittadini e imprese. 

Tutto questo richiede una programmazione fondata su condivisione e trasparenza. La coesione che si è manifestata in questa fase rappresenta, per me, un valore da preservare e trasformare in partecipazione e capacità di lavorare insieme. 

Tra le sfide più concrete ci sarà poi il rientro nell'Edificio 2 della Cittadella universitaria, dopo anni trascorsi in sedi temporanee. Non dovrà essere un semplice trasferimento logistico, ma un'occasione per ripensare spazi e organizzazione in funzione della didattica, della ricerca e della vita quotidiana del Dipartimento. 

Vorrei che il Dsfs fosse una comunità sempre più autorevole e riconoscibile, capace di attrarre studenti e giovani ricercatori, più presente nelle reti scientifiche internazionali e ancora più vicina al territorio, alle professioni e alle imprese. 

La docente Rosaria Acquaviva, neo direttrice del Dsfs

La docente Rosaria Acquaviva, neo direttrice del Dsfs

Una visione per un DSFS più aperto, innovativo e radicato nel territorio

Un Dipartimento moderno, inclusivo e autorevole, capace di coniugare ricerca d’eccellenza, qualità della didattica e dialogo con il sistema sanitario e il mondo delle imprese. È questa la visione al centro del programma della prof.ssa Rosaria Acquaviva, candidata alla Direzione del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute dell’Università di Catania per il prossimo mandato.

Il programma individua alcune linee strategiche per accompagnare il Dipartimento nelle trasformazioni del mondo accademico, professionale e industriale, puntando sul rafforzamento dell’identità scientifica, sulla partecipazione di tutte le sue componenti e sulla trasparenza dei processi decisionali.

Identità e riconoscimento scientifico

Il Dsfs, caratterizzato da una forte dimensione interdisciplinare che unisce competenze chimico-farmaceutiche, biologiche, informatiche e biomediche, punta a rafforzare la propria visibilità dentro e fuori l’Ateneo. 

Tra gli obiettivi figurano una maggiore capacità di attrarre finanziamenti competitivi, l’organizzazione di eventi scientifici internazionali e una comunicazione più efficace delle competenze e delle attività del Dipartimento.

Didattica, innovazione e nuove professionalità

Centralità dello studente e qualità della formazione sono i principi guida dell’azione didattica, in un contesto professionale e normativo in continua evoluzione.

Per Farmacia, l’obiettivo è valorizzare il ruolo del farmacista nella sanità territoriale e di prossimità, con particolare attenzione a pharmacy practice, prevenzione, farmacovigilanza, gestione dei farmaci e digital health.

Per Chimica e Tecnologie Farmaceutiche si punta ad aumentare le immatricolazioni e a rafforzare i rapporti con il sistema industriale, anche attraverso una commissione dedicata alla mappatura delle aziende e nuovi modelli di integrazione università-impresa.

Per Scienze Farmaceutiche Applicate è prevista una revisione dell’offerta formativa per valorizzare gli sbocchi occupazionali nei settori più innovativi dei prodotti della salute, anche attraverso il Problem-Based Learning. Tra le prospettive figura inoltre la valutazione di una nuova laurea magistrale, insieme al potenziamento dei Master di I e II livello e del Dottorato di Ricerca in una prospettiva internazionale.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’orientamento, attraverso strumenti innovativi e canali social, e alla formazione di docenti e tutor, in collaborazione con il Teaching Learning Center dell’Ateneo.

Ricerca, giovani e internazionalizzazione

Il rafforzamento della competitività scientifica passa da un maggiore supporto tecnico e amministrativo nella partecipazione ai bandi nazionali ed europei, anche attraverso la possibile introduzione di una figura di tecnologo di ricerca.

Al centro della strategia anche le giovani risorse scientifiche, con percorsi di mentoring, sostegno alla mobilità e strumenti come mini-grant e borse di ricerca interne. Prevista inoltre l’integrazione delle infrastrutture hardware e software per l’intelligenza artificiale con i sistemi di calcolo centralizzati dell’Ateneo (CIDIA).

Terza Missione e rapporto con il territorio

La Terza Missione viene proposta come uno degli assi strategici per rafforzare l’impatto sociale ed economico del Dipartimento. Tra le iniziative previste figura uno Sportello Imprese per favorire ricerca applicata, contratti conto terzi, consulenze, tutela della proprietà intellettuale e sviluppo di spin-off e start-up.

Sul fronte del Public Engagement, il programma prevede iniziative diffuse sul territorio – come DSFS in Piazza, Open Lab e Children University – e attività di educazione sanitaria in collaborazione con Ordini professionali, enti locali, aziende sanitarie e associazioni.

Completano il quadro una Banca delle Competenze digitale e nuovi percorsi di formazione continua, anche attraverso microcredenziali rivolte ai professionisti del settore sanitario e farmaceutico.

Partecipazione e valorizzazione del personale

La gestione delle risorse umane è improntata al principio dell’equità, attraverso criteri trasparenti per il reclutamento e le progressioni di carriera. È prevista l’istituzione di un Tavolo permanente di programmazione per accompagnare le scelte sul personale docente e ricercatore.

Particolare attenzione sarà riservata anche al personale tecnico-amministrativo, valorizzandone il contributo nei laboratori, nei processi organizzativi e nei servizi a supporto della didattica e della ricerca, anche attraverso specifici progetti di miglioramento e premialità.

Il rientro nell’Edificio 2

Una sfida centrale sarà infine il rientro nell’Edificio 2, dopo quattro anni di permanenza in sedi temporanee. L’obiettivo è assicurare la piena operatività delle attività didattiche e scientifiche fin dal trasferimento, attraverso una Commissione Rientro, un piano straordinario di supporto finanziario e logistico da parte dell’Ateneo e una ricognizione di arredi e dotazioni.

Il programma prevede, ove necessario, anche un fondo dipartimentale dedicato, aperto a eventuali sponsorizzazioni e donazioni provenienti dal settore industriale.

Un percorso tra ricerca, formazione e innovazione

Rosaria Acquaviva è professoressa ordinaria di Biologia Farmaceutica al Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute dell’Università di Catania, dove è stata ricercatrice dal 2007 e professoressa associata dal 2015. Laureata in Farmacia e dottore di ricerca in Scienze Farmaceutiche all’Università di Catania, ha conseguito inoltre le specializzazioni in Chimica e Tecnologia Alimentari e in Scienze dell’Alimentazione.

Nel corso della sua attività accademica ha ricoperto diversi incarichi istituzionali e organizzativi, tra cui la delega rettorale alla Comunicazione e il coordinamento del corso di laurea in Scienze Farmaceutiche Applicate, oltre a partecipare a organismi e iniziative di Ateneo nell’ambito della ricerca e della formazione. A livello nazionale è stata componente dei Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV) dell’Anvur, valutatrice Miur-Reprise e componente del Comitato Tecnico per la nutrizione e la sanità animale del Ministero della Salute.

La sua attività di ricerca è incentrata sullo studio fitochimico e terapeutico delle piante medicinali e alimentari, con particolare attenzione alle specie endemiche e alle loro proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie e antitumorali. È autrice di 126 pubblicazioni scientifiche internazionali, con oltre 5.000 citazioni e un H-index di 40 (Scopus), e collabora con riviste internazionali come componente di Editorial Board e Guest Editor.

Ha inoltre maturato una significativa esperienza nel trasferimento tecnologico, come responsabile scientifica e componente dello spin-off accademico NaCTUre S.r.l., dedicato allo sviluppo di estratti da sostanze naturali biologicamente attive, e attraverso il coordinamento di progetti nazionali per la valorizzazione delle risorse botaniche siciliane.

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