Quattro eventi tematici in Sicilia per raccontare risultati, tecnologie e modelli di collaborazione che hanno portato la ricerca oltre i confini regionali, costruendo un nuovo paradigma di ecosistema
Un percorso lungo tre anni che ha coinvolto università e centri di ricerca con oltre 1.500 ricercatori e quaranta aziende e soprattutto capace di espandersi dalla Sicilia a tutta l’Italia meridionale fino a raggiungere un numero complessivo di oltre 80 partners. Un modo nuovo di creare e sviluppare la ricerca, cogliendo nell’interdisciplinarietà una straordinaria opportunità di crescita e sviluppo, in grado di allargare gli orizzonti della tecnologia e dei principi che ne stanno alla base e costruire una visione nuova, ormai necessaria.
È quel che ha realizzato Samothrace - Sicilian MicronanOTecH Research And Innovation Center, l’Ecosistema dell'Innovazione finanziato nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU.
La missione dell’ecosistema è chiara: rafforzare e valorizzare l’eccellenza scientifica e tecnologica siciliana e metterla a sistema con il resto del Paese, rendendola una leva per crescita sostenibile, competitività industriale e sviluppo del capitale umano.

Attività di ricerca sul Castello Normanno di Aci Castello
Un’idea che è attecchita pienamente grazie alla contaminazione dei saperi, dei linguaggi, dei principi e delle visioni e diventata in questi anni un modus operandi fino a dar vita a un vero e proprio modello operativo dal quale d’ora in poi sarà difficile prescindere.
Nei tre anni di attività è stato possibile consolidare i principii della multidisciplinarietà e della contaminazione dei saperi quali strumenti metodologici imprescindibili per rispondere alle molteplici sfide della contemporaneità. All’interno dell’ecosistema hanno dialogato discipline diverse, ma complementari, specchio di una società composita alle cui esigenze difficilmente è possibile rispondere con soluzioni univoche.
L’esperienza di Samothrace ha contribuito alla creazione di un linguaggio nuovo che favorisce il dialogo tra competenze diverse, preparando il terreno a progettualità future. Si è puntato ad annullare il confine tra ricerca e territorio e a costruire un sistema in cui i contesti sono divenuti parte attiva e integrante dell’ecosistema stesso, attraverso un confronto e un dialogo costante, trasversale rispetto alle esigenze delle comunità coinvolte.

Attività di ricerca del progetto Samothrace
Si sono poste solide basi e si è tracciata la strada per una progettualità futura, interconnessa e multidisciplinare, in cui l’innovazione si declina in modo articolato configurandosi come tecnologica, sociale e culturale; un’innovazione condivisa e partecipata, capace di generare valore e promuovere sviluppo, in grado di edificare una modernità efficiente e sostenibile che prepari ad affrontare le sfide del futuro.
Nove Spoke (con l’Università di Catania ente capofila) e sei pillar tematici che hanno affrontato le sfide di una società in continuo cambiamento proponendo soluzioni innovative in linea con i principi di sostenibilità e innovazione. Samothrace si è configurato come un ecosistema complesso e composito, dove le persone dietro ai progetti hanno fatto la differenza: al suo interno si sono sviluppati processi di consolidamento e perfezionamento metodologico, formazione e affinamento delle competenze, dialogo e contaminazione, le cui ricadute sul territorio lasceranno tracce indelebili.

Attività di ricerca del progetto Samothrace
«Il progetto ha l’ambizione di valorizzare la consolidata vocazione della Sicilia nel campo della microelettronica e delle micro e nano tecnologie, portandola a un livello ancora più elevato e diffuso», ha affermato il prof. Salvo Baglio, presidente della Fondazione Samothrace.
«Samothrace - aggiunge il prof. Baglio - ha fatto dialogare tra loro gli attori che si muovono sul territorio regionale, individuando e supportando l’interazione tra le competenze di ricerca delle università e degli enti di ricerca regionali e le visioni imprenditoriali presenti e questi con altri soggetti distribuiti su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nell’Italia meridionale. Un processo di spillover per la valorizzazione del know how, che si sviluppa sui picchi di eccellenza».

Il prof. Salvo Baglio, presidente della Fondazione Samothrace
Samothrace: quattro eventi per raccontare l’ecosistema dell’innovazione
Samothrace celebra il raggiungimento degli obiettivi con quattro eventi finali, tematici, e un grande evento conclusivo previsto a marzo, pensati per condividere risultati, esperienze e prospettive con tutti gli stakeholder coinvolti: università, centri di ricerca, imprese e attori dell’ecosistema.
Nel mese di gennaio, infatti, la Sicilia diventerà un punto d’incontro tra ricerca avanzata, sistema produttivo e visione europea dell’innovazione grazie a Samothrace, una delle iniziative di ricerca e sviluppo più ambiziose attive oggi nel Paese.
Workshop, momenti di confronto e presentazioni dei risultati riuniranno studiosi, imprenditori, decisori pubblici e giovani talenti, in un mese che promette di segnare una tappa chiave nella crescita di un ecosistema capace di parlare la lingua dell’Europa: micro e nanotecnologie, microelettronica, materiali avanzati e microsistemi intelligenti.
Quattro eventi in altrettante sedi prestigiose che riflettono lo spirito delle tematiche affrontate e l’anima dei contesti che le rappresentano. Si tratta di un’occasione importante di riscontro rispetto a tre anni di lavoro su sei ambiti fondamentali, impattanti sulla vita e sulla società, che hanno portato la ricerca siciliana ben oltre i confini regionali allineandosi a standard internazionali: Energy, Health, Smart Mobility, Environment, Cultural Heritage e Precision Agriculture.

Uno dei progetti di ricerca di Samothrace in vetrina
Si apre il 20 gennaio, alle 9,30, a Ragusa, nella sede della banca Agricola Popolare, il Pillar Environment e Smart Agriculture, con L’impegno di Samothrace per Ambiente e Agricoltura. Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati raggiunti e le soluzioni proposte per ottimizzare risorse, ridurre sprechi e tutelare il territorio; monitorare ambiente e agricoltura con accuratezza; integrare micro e nano tecnologie per un futuro sostenibile; supportare gli enti preposti al controllo e gli agricoltori con strumenti di precisione.
A seguire, il 23 gennaio, alle 9, a Messina, nell’aula magna del Rettorato, si terrà il Pillar Health con The Samothrace Ecosystem: Research and Smart Technologies for Health in cui saranno presentati i risultati raggiunti nell’ambito di diagnostica in-vitro, dispositivi di precisione indossabili, dispositivi intelligenti impiantabili, dispositivi portabili per immagini, dispositivi per il monitoraggio continuo dei parametri biomedici.
Il 26 gennaio, alle 9, a Catania, all’Hotel Nettuno, i Pillar Energy e Smart Mobility con Smart Mobility & Energy solutions to meet sustainability needs che si focalizzeranno sullo sviluppo di tecnologie avanzate per la transizione energetica e la mobilità elettrica, autonoma e connessa. Saranno presentati materiali innovativi, sensori intelligenti e soluzioni di accumulo energetico per nuove applicazioni nei settori dell’energia e dei trasporti; dispositivi per la produzione e lo storage di energia sostenibile, infrastrutture di ricarica smart, piattaforme software basate su intelligenza artificiale e sistemi di comunicazione avanzati che contribuiscono a migliorare efficienza, sicurezza e sostenibilità, favorendo il trasferimento tecnologico verso l’industria e il territorio.

Uno dei progetti di ricerca di Samothrace in vetrina
Chiude la serie il Pillar Cultural Heritage con From Past to Future: Cultural Heritage Powered by Technology in programma il 29 gennaio (alle 15) e il 30 gennaio (alle 9), nei locali del Palazzo Vermexio a Siracusa.
Saranno illustrate metodologie innovative e attività per la diagnostica, la tutela e il restauro dei manufatti di interesse archeologico e storico-artistico, insieme a soluzioni tecnologiche per la fruizione del patrimonio culturale; dispositivi ecosostenibili per il monitoraggio ambientale in aree adibite alla conservazione di opere di interesse storico-artistico; strumenti per la diagnostica in situ attraverso strumentazione non distruttiva per la caratterizzazione qualitativa e quantitativa dei materiali.
Gli eventi si caratterizzano per la partecipazione di stakeholder operanti nell’ambito delle tecnologie micro e nano e nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per migliorare la qualità della vita, nei diversi ambiti di interesse dell’Ecosistema.

Un momento istituzionale