Da via San Giuliano al Castello Ursino, IcònA 2026 trasforma il centro storico in un percorso di arte pubblica dedicato alla patrona con sette nuove edicole. Un progetto che intreccia devozione, design e rigenerazione urbana
A Catania la devozione per Sant’Agata cambia forma e, per una volta, non chiede soltanto di essere guardata: invita a fermarsi, a osservare, a scoprire. Accade tra le strade del centro storico, dove sette nuove edicole votive trasformano angoli, facciate e spazi urbani in altrettante soglie sull’immaginario della patrona.
È questa l’idea al centro di IcònA 2026, progetto di arte contemporanea nato da un’idea di Oriana Tabacco, presidente dell’associazione Basaltika, e sostenuto dal Comitato Festa Sant’Agata, guidato da Carmelo Grasso. Un intervento che porta la tradizione delle edicole votive dentro il linguaggio della contemporaneità, affidandola alla creatività di artisti e architetti chiamati a confrontarsi con la città e con la figura di Sant’Agata.
Il progetto, inaugurato domenica 16 agosto, si sviluppa dalla via San Giuliano fino al Castello Ursino e si inserisce nelle celebrazioni del Giubileo Agatino, che nel 2026 ricorda i novecento anni dal rientro a Catania delle spoglie della patrona da Costantinopoli, avvenuto nel 1126.
Non semplici immagini sacre, dunque, ma piccoli dispositivi urbani capaci di instaurare un dialogo con gli edifici, le strade e le persone che li attraversano. Le cornici diventano soglie, il colore – dal corallo al magenta fino all’oro – richiama il martirio e la santità, mentre acciaio, pietra lavica e ottone trasformano la materia in involucro e custodia. L’immagine di Sant’Agata, infine, acquista una nuova dimensione: diventa una presenza discreta nel tessuto della città, capace di suggerire una sosta, una preghiera, il gesto semplice di deporre un fiore.
In foto l'edicola di via San Giuliano dell'artista Maurizio Pometti (artista) insieme con Giuseppe Cultraro (architetto)
Un museo a cielo aperto tra devozione e contemporaneità
L’inaugurazione delle sette installazioni ha dato vita a un percorso urbano che sfiora i confini della street art e che, soprattutto, ha saputo coinvolgere direttamente i residenti. Durante il tour, numerosi abitanti dei quartieri popolari si sono avvicinati incuriositi, hanno chiesto informazioni agli autori, fotografato le opere e realizzato video destinati ai social.
Un interesse spontaneo che conferma una delle ambizioni del progetto: riportare l’arte nello spazio quotidiano e farla dialogare con chi vive quei luoghi, senza separare la dimensione artistica da quella devozionale.
Con Oriana Tabacco erano presenti Clara Leonardi e Attilio Cappellani, componenti del Comitato Festa Sant’Agata, che hanno sottolineato il valore dell’iniziativa e la scelta di sostenere la proposta di Basaltika. IcònA, hanno evidenziato, intreccia «visione, devozione, arte contemporanea e design» e, attraverso il comune sentimento verso Sant’Agata, contribuisce a valorizzare il centro storico e ad avviare processi di rigenerazione urbana.
Il progetto nasce infatti anche dalla collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Catania, presieduto da Alessandro Amaro, e con la Fondazione Ordine degli Architetti di Catania, guidata da Melania Guerrera. Una rete di competenze che mette in relazione arte, architettura e identità urbana.
In foto Oriana Tabacco (Basaltika) e Clara Leonardi (Comitato)
Il percorso delle sette edicole
Il viaggio di IcònA 2026 comincia in via San Giuliano 313, dove l’architetto Giuseppe Cultraro ha progettato in acciaio corten l’edicola dedicata alla Sant’Agata dell’artista Maurizio Pometti.
Si prosegue in via Lettera, all’angolo con via Vittorio Emanuele, con l’intervento di Francesco Finocchiaro e Giuseppe Livio.
Attraversata piazza Mazzini, al civico 19 di via Auteri si incontra l’installazione di Carla Sorrentino e Giacomo Fondelli, ispirata all’immagine della patrona realizzata dall’artista Filippa Santangelo. Qui la dimensione della scoperta diventa parte integrante dell’opera: l’edicola, dal carattere arabeggiante, è chiusa da un lucchetto e può essere osservata attraverso un piccolo foro nella trama della grata in ferro.
Di fronte, al civico 34, si trova invece l’opera pop progettata da Enrico Paradiso per l’immagine dell’illustratore Santo Pappalardo. L’installazione sarà successivamente spostata.
Il percorso raggiunge quindi piazza Castello Ursino, dove la pineta accoglie una particolare casetta per gli uccelli immaginata dall’architetto Niccolò Grassi per la Sant’Agata dell’artista Cetty Privitera. Un intervento che amplia ulteriormente il rapporto tra arte, natura e spazio pubblico.
Alle spalle del maniero federiciano, al civico 40 di via Castello Ursino, l’immagine della patrona affiora dalla finestra di un antico edificio nell’edicola-installazione realizzata da Marilena Lanzafame per Giorgio Distefano.
A chiudere il percorso è l’opera dello Studio Giorno/Casmiro/Galati, dedicata al collage di Giovanna Brogna Sonnino.
In foto l'edicola via Auteri degli artisti Enrico Paradiso e Santo Pappalardo
Un progetto che continua
IcònA 2026 non si ferma alle sette installazioni inaugurate ad agosto. Il progetto sarà infatti arricchito in autunno da altri interventi attualmente in corso: quello di Claudia Clienti per Alice Valenti e quello di Makoto Fukuda per Alice Grassi.
A questi si aggiungerà, nel febbraio 2027, l’intervento di Mauro Bubbico.
La mappa delle edicole è dunque destinata ad allargarsi, continuando a disseminare nel centro storico nuove immagini e nuovi punti di osservazione sulla patrona di Catania.
È forse proprio questa la cifra più originale di IcònA: prendere una forma antica della devozione popolare e restituirla alla città attraverso materiali, linguaggi e sensibilità contemporanee. Così Sant’Agata torna a incontrare Catania non soltanto nei giorni della festa, ma lungo le strade di ogni giorno, dentro il paesaggio urbano e negli occhi di chi quelle strade le attraversa.
In foto l'edicola di via Auteri con Carla Sorrentino e Giacomo Fondelli per l'artista Filippa Santangelo