All’Università di Catania la cerimonia per i nuovi dottori in “Defense against natural risks and ecological transition of built environment”
Sedici neo esperti sui temi delicati della sicurezza del territorio e sostenibilità del costruito. A “laurearli” stamattina, conferendo il titolo di dottore in Defense against natural risks and ecological transition of built environment, nel corso di una cerimonia nell’aula del Senato accademico del Palazzo Centrale dell’Università di Catania, è stato il rettore Enrico Foti alla presenza dei coordinatori Dottorato di Ricerca di Interesse Nazionale Massimo Cuomo e Loredana Contrafatto dell’ateneo catanese, che hanno accompagnato i dottorandi lungo il loro percorso formativo e di ricerca.
A conseguire il titolo i sedici allievi Christian Cardillo, Ignazio Casiraro, Pranath Kumar Gourishetty, Debora Jareta Magna, Habib Imani, Rosario La Cognata, Enrico Licitra, Giulia Leoni, Annavirginia Lambiase, Federico Latino, George Elambo Nkeng, Luca Parente, Karol Pinargote, Nadia Salvatore, Ahmad I. K. Alkharoubi e Roberta Scungio. Al fianco degli studenti italiani, i neo dottori di ricerca provengono da diversi paesi europei ed extraeuropei - Camerun, India, Ecuador, Iran, Brasile, Pakistan, Marocco, Siria, Cile, Cina, Giordania, Etiopia, Polonia, Francia, Messico, Romania – a testimonianza del carattere fortemente internazionale del dottorato di ricerca.
«Vedere tanti giovani ragazzi di diverse nazionalità, tutti riuniti qui a Catania per conseguire un titolo accademico così importante è davvero una gioia per il nostro ateneo – ha detto il rettore Enrico Foti -. Speriamo che non solo abbiano conseguito un titolo, ma che abbiano sempre in Sicilia anche l'occasione di sfruttare i frutti di questo percorso formativo per poter progredire nella carriera e nel lavoro. E mi auguro che possano trovare spazio nelle imprese che hanno anche contribuito al loro percorso formativo. L’Università di Catania ancora una volta si dimostra aperto a percorsi innovativi collaborando, in questo caso, con altri atenei di primissimo ordine oltre che con aziende di tutta Italia.
«L’Università di Catania – ha aggiunto il rettore Enrico Foti – nell’ambito del dottorato di ricerca ha svolto il ruolo di coordinatore di tutti gli atenei coinvolti su una tematica importante come la mitigazione dei rischi derivanti da eventi naturali, un indiretto riconoscimento dell'altissima qualità della ricerca che riusciamo a esprimere a Catania nel campo dell’ingegneria».
Uno degli allievi che ha conseguito il titolo
Il Dottorato di Ricerca di Interesse Nazionale in “Defense against natural risks and ecological transition of built environment”
A soffermarsi sul dottorato di ricerca i coordinatori Massimo Cuomo e Loredana Contrafatto dell’ateneo catanese. «Il Dottorato di Ricerca di Interesse Nazionale, un percorso dottorale che rappresenta un’eccellenza nel panorama della formazione avanzata e della ricerca applicata, nasce con l’obiettivo di affrontare l’analisi e la mitigazione dei rischi derivanti da eventi naturali attraverso un approccio fortemente interdisciplinare», hanno spiegato i docenti.
«La valutazione quantitativa dei fenomeni, la previsione degli scenari di rischio e l’elaborazione di strategie di difesa e adattamento sono integrate con l’analisi del rapporto costi-benefici e delle ricadute ambientali – hanno aggiunto i coordinatori -. In questo quadro, il programma formativo e di ricerca mira a proporre soluzioni innovative, coerenti con i paradigmi dell’economia circolare e della transizione ecologica, con una prospettiva che coniuga ricerca scientifica e trasferimento tecnologico».
«I principali ambiti di interesse del dottorato includono il rischio sismico, idrogeologico e vulcanico, il rischio ambientale e quelli connessi ai cambiamenti climatici, la difesa delle infrastrutture marittime e terrestri, la protezione del patrimonio culturale da eventi catastrofici naturali, nonché lo sviluppo di materiali e processi sostenibili per strutture e infrastrutture – hanno evidenziato i docenti Cuomo e Contrafatto -. Il corso vede il coinvolgimento di numerosi atenei italiani, con l’Università di Catania come sede amministrativa, e una rete di aziende convenzionate, a testimonianza del forte legame con il mondo produttivo e professionale».
I sedici dottori di ricerca con la commissione giudicatrice e il rettore Enrico Foti
Le commissioni giudicatrici
Le tesi sono state valutate da diverse commissioni esaminatrici composte da studiosi di rilievo internazionale. Ne hanno fatto parte Paulo B. Lourenco (University of Minho, Portogallo), Mahdi Kioumarsi (Oslo Metropolitan University, Norvegia), Lorenzo Macorini (Imperial College London, Regno Unito), Antonio Tralli (emerito, Università di Ferrara) e Monica Barbero (Politecnico di Torino).
Per alcuni candidati hanno, inoltre, partecipato Daniele Di Trapani (Università di Palermo), Riccardo Briganti (University of Nottingham, Regno Unito), Giovanni Coco (Institut de Ciències del Mar, Barcellona, Spagna) e Antonella Versaci (Università Kore di Enna).
Componenti supplenti delle commissioni sono stati Claude Boutin (ENTPE di Lione, Francia), Carmelo Caggegi (Université Savoie Mont Blanc, Francia) e Mario Fagone (Università di Firenze).
La cerimonia ha rappresentato non solo un momento di riconoscimento per i nuovi dottori, ma anche la conferma del ruolo strategico del Dottorato di Interesse Nazionale come laboratorio di competenze avanzate al servizio della sicurezza del territorio, della resilienza delle infrastrutture e della transizione ecologica del costruito.