“Senza paura, verso il futuro: studentesse e studenti protagonisti dei saperi Steam”

Il messaggio della prorettrice di Unict, Lina Scalisi, per la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, organizzata con l'Accademia delle Belle Arti e il Progetto "Oui"

Alfio Russo

«Il messaggio che dobbiamo dare ogni giorno alle studentesse e agli studenti è di non avere mai paura di intraprendere strade apparentemente troppo difficili, perché le difficoltà rafforzano. Non dovete mai sentirvi inferiori a nessuno, perché non ci sono uomini e donne, ma individui di sesso maschile o femminile. A voi studentesse e studenti dico solo di vivere questo periodo bellissimo della vostra vita e di scegliere il proprio percorso di studi con determinazione e con la consapevolezza di essere sempre all’altezza». 

Sono le parole che la prof.ssa Lina Scalisi, prorettrice dell’Università di Catania e presidente dell’Accademia delle Belle arti di Catania, ha rivolto alle studentesse e agli studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore presenti stamattina, nell’auditorium “Giancarlo De Carlo” del Monastero dei Benedettini, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza organizzata dall’Università di Catania e promossa nell’ambito del progetto di orientamento attivo “OUI, ovunque da qui”, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – M4.C1, Investimento 1.6), con il sostegno dell’Unione Europea – NextGenerationEU.

Una iniziativa che si inserisce in un percorso di orientamento, ispirazione e sensibilizzazione sui temi dell’accesso paritario ai saperi scientifici, tecnologici, artistici e umanistici (STEAM), con l’obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sul ruolo delle donne nei processi di ricerca, innovazione e leadership.

La Giornata, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015 (Risoluzione A/RES/70/212), ha permesso di porre particolare attenzione ai contesti interdisciplinari, in cui il dialogo tra scienza e arte rappresenta un elemento chiave per lo sviluppo del pensiero critico e creativo.

L’evento – che ha registrato la presenza di quasi duecento studentesse e studenti dell’Istituto polivalente “Valdisavoia” di Catania, Istituto Ipssat “Rocco Chinnici” di Nicolosi, IIS “Leonardo Da Vinci” di Piazza Armerina, Liceo Artistico Statale "Emilio Greco" di Catania e Istituto Istruzione Superiore Statale - "G.B. Vaccarini" di Catania – ha permesso ai presenti di confrontarsi su modelli culturali positivi, stimoli interdisciplinari e strumenti di riflessione utili alla costruzione consapevole del proprio percorso di studi e professionale.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

«L’Università è da sempre impegnata su questi temi – ha sottolineato la prof.ssa Lina Scalisi –. Negli ultimi anni abbiamo registrato un miglioramento nelle iscrizioni ai corsi di laurea STEAM, ma resta ancora molto da fare. Recenti dati pubblicati dal Sole 24 Ore evidenziano come la presenza femminile non sia ancora adeguatamente rappresentata in alcune graduatorie. È necessario intervenire, perché le potenzialità delle nostre studentesse sono altissime. Si tratta di un tema che riguarda la formazione e, più in generale, la cultura. Giornate come questa servono proprio a colmare questo divario».

«Il progetto OUI, ormai consolidato nel nostro ateneo – ha aggiunto – porta nelle scuole un orientamento diffuso e strutturato. In particolare, dimostra come i saperi tradizionali, spesso ritenuti più vicini alla sensibilità femminile, come le arti, si intreccino sempre più con le discipline STEAM, secondo una visione integrata. Oggi i saperi scientifici e umanistici dialogano in modo sempre più stretto, soprattutto nei progetti di ricerca, con ricadute significative sul territorio».

«Se la presenza femminile nei corsi umanistici è ormai consolidata, cresce anche quella nei percorsi scientifici – ha tenuto a precisare la prof.ssa Lina Scalisi -. Pensiamo non solo alle grandi scienziate del passato e del presente, ma anche alle tante ricercatrici impegnate oggi nei principali centri di ricerca, in Italia e in Europa, spesso formatesi nel nostro Paese. È fondamentale partire dalle scuole: l’Università deve accompagnare questo percorso con misure di orientamento efficaci, mostrando quanto siano ampie le opportunità per costruire la propria strada, anche in un tempo complesso come quello che viviamo».

«Le istituzioni devono fare sinergia con il territorio, soprattutto nell’ambito dell’Alta formazione – ha tenuto a precisare la prorettrice -. Il percorso deve iniziare dagli istituti superiori e proseguire all’Università. La sfida della governance è offrire ai giovani la possibilità di studiare e lavorare in Sicilia, contribuendo allo sviluppo del territorio. In questa direzione stiamo lavorando per garantire una formazione di qualità».

Un momento dell'intervento della prof.ssa Lina Scalisi, prorettrice di Unict. Al suo fianco Violetta Brundo e Ambra Stazzone

Un momento dell'intervento della prof.ssa Lina Scalisi, prorettrice di Unict. Al suo fianco Violetta Brundo e Ambra Stazzone

A seguire, la prof.ssa Violetta Brundo, referente del progetto di orientamento attivo “OUI, ovunque da qui”, ha illustrato le attività previste per l’anno scolastico 2025/26 e svolte grazie all'Ufficio Orientamento dell'Università di Catania.

«Il progetto, avviato il 1° novembre 2022 e in conclusione il 30 giugno 2026, entra nel suo ultimo anno dopo un percorso quadriennale caratterizzato da un significativo incremento dei target e dal costante superamento degli obiettivi assegnati dal Ministero», ha spiegato la prof.ssa Brundo.

«Ad oggi sono stati realizzati oltre 2.200 corsi di orientamento, coinvolgendo circa 26.000 studenti di 160 istituti scolastici con cui sono stati sottoscritti accordi – ha detto -. Il successo dell’iniziativa ha comportato, anno dopo anno, l’assegnazione di nuovi target e l’ampliamento del numero di studenti da raggiungere, che a conclusione del progetto dovrebbero superare le 46.000 unità». 

«I corsi tenuti da docenti universitari, ricercatori ed esperti altamente qualificati, garantiscono percorsi inclusivi e attenti alla partecipazione di studenti con disabilità e DSA, nel rispetto delle pari opportunità, come previsto dal decreto MUR n. 934/2022», ha aggiunto la prof.ssa Brundo.

«Le attività – ha precisato – mirano a far conoscere il contesto della formazione superiore, a favorire una scelta consapevole del percorso universitario, a sviluppare competenze trasversali utili sia nella vita accademica sia in quella professionale e a sperimentare la didattica laboratoriale secondo il metodo scientifico». 

Nel corso del suo intervento, la docente ha evidenziato anche alcuni dati sui laureati. «In Italia la percentuale di laureati tra i 24 e i 35 anni è ancora al di sotto della media europea, anche se nel Mezzogiorno si registra un lieve miglioramento – ha detto -. Il progetto OUI nasce proprio per orientare gli studenti delle scuole superiori verso una scelta consapevole, riducendo il rischio di abbandoni o cambi di corso. Per questo coinvolgiamo le future matricole in attività in aula e nei laboratori, oltre che in iniziative collaterali come teatro, radio e giornalismo, grazie alle attività del Centro Universitario Teatrale e dell’Area della Comunicazione d’ateneo.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Sul valore della collaborazione tra istituzioni si sono soffermate Ambra Stazzone, vicedirettrice dell’Accademia di Belle Arti e storica dell’arte contemporanea, e Laura Barreca, direttrice del Museo Civico di Castelbuono.

«L’iniziativa congiunta tra Università di Catania e Accademia di Belle Arti vuole lanciare un messaggio chiaro agli studenti: l’interdisciplinarità è una risorsa concreta – hanno evidenziato Ambra Stazzone e Laura Barreca, entrambe docenti dell'Accademia di Belle Arti -. L’Università è da tempo attiva su questi temi con numerosi progetti, e quest’anno il Ministero dell’Università e della Ricerca ha richiamato esplicitamente anche il ruolo delle istituzioni AFAM nel quadro delle politiche STEAM».

«Come Accademia – hanno proseguito – da diversi anni lavoriamo sull’integrazione tra tecnologia e arte, in particolare nei corsi di studio in Nuove tecnologie dell’arte, in Fotografia e in Cinema. In questi percorsi la presenza femminile raggiunge il 50% degli iscritti, con punte anche del 70% nel corso di Fotografia, a fronte di una media nazionale che si attesta intorno al 35%». 

La vicedirettrice dell’Accademia delle Belle arti, Ambra Stazzone, si è anche soffermata su sinergie e progetti della propria istituzione. «Siamo impegnati in progetti di ricerca finanziati dal PNRR su questi ambiti, che registrano una forte partecipazione di studentesse – ha detto -. Con l’Università di Catania abbiamo già attivato sinergie, ad esempio con il Dipartimento di Informatica, e stiamo lavorando alla realizzazione di nuovi progetti comuni anche con altri dipartimenti, nella convinzione che la collaborazione tra istituzioni sia decisiva per ampliare le opportunità formative e professionali dei giovani».

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